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Politica - Antonio Capaldi (Sel) scrive ad Andrea Egidi (Pd)

Elezioni, io sto con Gasbarra, e tu?

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Antonio Capaldi

Riceviamo e pubblichiamo – Caro Andrea,

martedi scorso il segretario regionale del tuo partito ha diffuso il seguente comunicato che ti riporto nella sua interezza:

”Con il fallimento delle disastrose
esperienze di governo di questi anni da Berlusconi in campo
nazionale ad Alemanno e Polverini a Roma e nel Lazio, il Pd ha
scelto per ricostruire il Paese, le città e le Regioni la
irreversibile strada della democrazia partecipata delle
primarie. La proposta che il Pd avanza è aperta e pubblica e
ha l’ambizione di coinvolgere tutte le energie vive e libere
presenti nelle nostre città per aprire una nuova stagione di
buon governo che sappia portaci fuori dalla crisi che strozza i
nostri cittadini”.

Lo scrive in un comunicato il segretario del
Pd del Lazio, Enrico Gasbarra.
”Di fronte ad un progetto così ambizioso non esistono né
tattiche né coalizioni a tavolino, né tantomeno possono essere
immaginate alchimie di fantomatici equilibri nazionali -
aggiunge -. A Roma, a Viterbo e nelle città del Lazio chiamate
al voto, così come alla Regione la classe dirigente locale alla
luce del sole partendo dal perimetro del centrosinistra,
autonomamente sceglierà in base alle esigenze, ai problemi e
alle prospettive del territorio. Le federazione cittadine -
conclude Gasabarra – decideranno come costruire alleanze e
programmi scegliendo tutto con le primarie, i sindaci e, se la
legge elettorale non cambierà, anche i candidati al
Parlamento”.

Non nascondo la mia piena condivisione all’impostazione di Gasbarra, che è poi quanto ci siamo detti nel primo e unico incontro che abbiamo tenuto assieme ai segretari della città capoluogo.
Quello che non riesco a capire è se le dichiarazioni di Gasbarra, che chiamano direttamente in causa la realtà di Viterbo, sono condivise dal locale Pd, o se continuerete a cercare il “figlio illuminato della borghesia viterbese” e l’accordo a tutti i costi con l’Udc (che non va demonizzata, ma che sta ancora in giunta con la Polverini).

Sono consapevole e tu certamente più di me della grande responsabilità che si sta assumendo il Pd viterbese rispetto alle elezioni amministrative del 2013 nella città di Viterbo.
Gasbarra, propone di partire dal perimetro del centrosinistra. Noi siamo d’accordo e voi?
La situazione politico-amministrativa del capoluogo vede una destra divisa e in crisi. Dobbiamo però aspettarci una frammentazione complessiva degli schieramenti. Niente è scontato.

La destra può anche fare due liste, il rischio è che potrebbero andare al ballottaggio entrambe. Non dimenticare il vento fortissimo dell’antipolitca e l’astensionismo della Sicilia dove la crisi di partecipazione democratica è più che evidente: chi vince, vince perdendo consensi e adesioni. C’è poco da stare allegri.
Noi, con senso di responsabilità, abbiamo scelto di lavorare al progetto di un centrosinistra includente ed aggregativo.

Voi mi sembrate affetti da notevole strabismo…
Noi, come il tuo segretario regionale, vogliamo le primarie che costituiscono una cessione di sovranità dei partiti verso i cittadini per selezionare candidature in sintonia con il progetto e l’attività innovativa di cui intendiamo essere parte.

La costruzione di un comune programma per la città di Viterbo che rompa gli schemi e prospetti un nuovo modo di governare che valorizzi le straordinarie ricchezze culturali, ambientali e umane, è una opportunità che non possiamo perdere. Non so se nei prossimi giorni anche in occasione delle primarie dell’Italia cene comune avrai occasione e tempo di riflettere sulla forte opportunità di cambiamento che si offre alla città di Viterbo e ai suoi cittadini se sapremo dare, come centrosinistra, un concreto segnale di impegno unitario.

Antonio Capaldi
Coordinatore provinciale Sel Tuscia


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16 novembre, 2012

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