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Politica - Viterbo - Intervista al candidato sindaco del Movimento 5 stelle Gianluca De Dominicis

Grillini pronti a conquistare palazzo dei Priori

di Miyamoto Musashi

Gianluca De Dominicis

– Meetup. Facebook. Ma anche incontri con persone in carne e ossa. I militanti del Movimento 5 stelle di Grillo anche a Viterbo si stanno organizzando per le prossime elezioni comunali. E lo fanno con una diligenza, una serietà e un’umiltà invidiabili.

Dopo la Sicilia, sono ancora più consapevoli delle responsabilità che li attendono. E allora loro che fanno? Studiano, si incontrano. Intanto hanno già messo a segno un punto a loro vantaggio. Hanno già deciso chi sarà il loro candidato sindaco.

Mentre Fioroni e Sposetti, con la loro grandissima esperienza politica, stanno cercando il rampollo della borghesia viterbese, quasi fosse un Dalai Lama, i grillini sai che cosa ti inventano? Ti inventano un banalissimo processo democratico. Quando si dice la semplicità francescana. I grillini a confronto degli smagati professionisti della politica appaiono semplicemente come cittadini diligenti e seri che ci vogliono vedere chiaro nel processo democratico generale.

Gianluca De Dominicis, 40 anni nato a Roma padre dipendente dell’Atac madre casalinga, dopo un periodo passato a Milano è sbarcato a Viterbo nel 1998. E’ un dipendente pubblico. Ha frequentato l’istituto commerciale, ha due fratelli, è sposato ed ha una bambina. Come dire neppure due famiglie come nella migliore tradizione dei leader di partito cattolici italiani. Un uomo normale tranquillo. Verrebbe da dire: senza grilli per la testa. Anche se un Grillo in realtà gli ha cambiato la vita. Ed è proprio lui il candidato sindaco del Movimento 5 stelle di Viterbo.

Come ha iniziato ad occuparsi di politica?
“Con gli spettacoli di Beppe Grillo – spiega De Dominicis -. Ho comprato dei vhs e poi su internet. E vedendo i suoi spettacoli ho deciso di avvicinarmi al movimento. Tutto è iniziato nel 2008. Incontrai gli amici che già avevano dato vita al meetup a Viterbo, anzi a Grotte Santo Stefano. Il movimento partecipò alle elezioni comunali e prese quasi il 2 %. E non elesse nessun consigliere. Io entrai nel movimento subito dopo quelle elezioni. C’erano una trentina di militanti”.

Come vi incontravate?
“Inizialmente attraverso il meetup. Ma ora è più usato Facebook. Poi ci sono anche incontri fisici. Dopo le elezioni del 2008 molti militanti passarono con Di Pietro. Il mio impegno iniziò con chi era rimasto. Un impegno sul territorio”.

In cosa è consistita la vostra attività politica in questi anni?
“Beh, intanto abbiamo iniziato a conoscere il consiglio comunale. Abbiamo partecipato a tutte le sedute. Abbiamo partecipato anche alle sedute delle commissioni consiliari. Abbiamo anche deciso di trasmettere in diretta il consiglio”.

Oltre al consiglio…
“Ci siamo impegnati in una raccolta di firme per una petizione popolare per introdurre il dearsenificatore. Abbiamo raccolto 4mila firme. La petizione fu presentata a Palazzo dei Priori come mozione dai consigliere Enrico Mezzetti e Linda Natalini, ma non ebbe seguito. Poi siamo stati impegnati per il referendum sull’acqua pubblica. Abbiamo raccolto nel viterbese globalmente 10mila firme. Poi c’è stato il referendum propositivo sempre sull’acqua ma a livello regionale. C’è stata anche la campagna rifiuti zero”.

Quante persone ruotano attorno al meetup di Viterbo?
“Sulle trecento. Gli attivisti sono una quarantina”.

A che punto è la presentazione della lista?
“Abbiamo presentato la lista con 21 candidati a Grillo  e siamo in attesa della certificazione. Una lista che potrà essere integrata. La lista dei candidati e il candidato sindaco sono stati decisi dall’assemblea e dal meetup. Va detto che le nostre riunioni sono aperte. Stiamo poi lavorando al programma. Il programma è in buona parte già pronto ma è in evoluzione. Lo si può trovare sul nostro sito”.

Quali sono i punti più significativi?
“Innanzitutto la trasparenza. Il termalismo a basso impatto ambientale. Le politiche sociali: disabili, giovani famiglie. E poi il risparmio energetico. Basta usare le nuove tecnologie e si risparmia. Tutti gli edifici pubblici devono essere autosufficienti sul piano energetico. Pensiamo a una introduzione massiccia dei pannelli solari, del minieolico. Fermare la speculazione edilizia. Invece di costruire, ristrutturare. Pensiamo ad esempio al centro storico. Una politica a cubatura zero. Va poi varato il nuovo piano regolatore. Vogliamo anche il referendum propositivo a quorum zero”.

Qualche idea che ritenete particolarmente significativa?
“Ad esempio la distribuzione gratuita di prodotti alimentari a breve scadenza. Soprattutto per le associazioni che si occupano dei meno abbienti. Poi pensiamo a una ristrutturazione del bilancio comunale. I soldi vanno usati in maniera diversa. I risparmi nella pubblica amministrazione possono essere infiniti. Si pensi all’uso di software open source”.

Avete una iniziativa molto originale nel cassetto…
“Sì, inviteremo i cittadini che vogliono a seguire il sindaco per una settimana nel suo lavoro. Chi si proporrà verrà sorteggiato”.

Quanto pensate di prendere in percentuale alle prossime elezioni?
“Non ne abbiamo la minima idea. La regione Sicilia non fa necessariamente testo”.

Molto dipenderà anche dalla presenza di Grillo?
“Grillo sarà molto impegnato in tutta Italia per la campagna elettorale. Non sappiamo se riusciremo a portarlo nella Tuscia”.

Ovviamente non si può non fare una domanda sulla democrazia interna al movimento. Grillo non vi sembra un dittatore con le sue prese di posizioni contro la Salsi e Favia?
“Grillo ha semplicemente invitato a non andare nei talk show, perché non ti fanno parlare e spiegare le ragioni e le attività del movimento. Sui territori sono i gruppi che si organizzano. Non c’è assolutamente nessuna ingerenza né di Grillo né di Casaleggio. Per le regionali ci stiamo organizzando da soli. Non c’è nessuna dittatura. Ci sono regole che vanno rispettate per poter far parte del movimento a pieno titolo. Chi non rispetta le regole semplicemente non può utilizzare il simbolo, non è che deve sparire”.

Miyamoto Musashi

22 novembre, 2012

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