Riceviamo e pubblichiamo – La segreteria cittadina della Destra, guidata da Andrea Scaramuccia, ha qualche giorno fa sollevato sulla stampa locale un polverone sulla gestione dell‘ufficio turistico comunale, muovendo una serie di rilievi su cui fare chiarezza e, quindi, chiamandomi direttamente in causa affinché spiegassi le scelte adottate dall’amministrazione comunale nell’affidamento di questi servizi.
Scaramuccia reclama chiarezza e trasparenza, per me è un invito a nozze, dal momento che della chiarezza e della trasparenza ho sempre fatto il mio vessillo di pubblico amministratore, ovviamente anche nel caso in questione.
Abbiamo affidato l’ufficio turistico comunale alla PromoTuscia, azienda la cui compagine societaria si occupa di promozione territoriale dal 1994, semplicemente perché si è aggiudicata la relativa gara pubblica. Sono persone competenti e specializzate nell’attività di promozione, di informazione e di relazione con i turisti.
Ma passiamo ai rilievi mossi da La Destra.
Tre luoghi di lavoro per una sola ditta: “la postazione di via Ascenzi, la ex chiesa degli Almadiani e, in futuro, Valle Faul”. Intanto è bene precisare che i luoghi sono due e non tre. Della fantomatica delibera che “concederebbe dei locali a Valle Faul alla stessa società fino al 2020 in forma gratuita” non può esserci traccia nel sito del Comune, così come hanno riferito alla stampa i nostri, per il semplice fatto che la paventata concessione non è stata mai deliberata.
Per quanto riguarda via Ascenzi, si tratta degli uffici oggetto della gara d’appalto; mentre per i locali all’interno della ex chiesa degli Almadiani è stato stipulato con PromoTuscia un regolare contratto di locazione.
L’affitto troppo basso dei locali nella ex chiesa degli Almadiani: “la ditta paga la stratosferica cifra di 50 euro al mese”. Altro errore. L’affitto corrisposto attualmente, dopo il contratto firmato nel settembre 2012, è infatti di 130 euro mensili, una cifra bassa indubbiamente che però trova giustificazione in un fatto importante.
La PromoTuscia quando stipulò anni fa il precedente contratto di locazione si fece carico, a proprie spese, del totale recupero dell’ala occupata che si trovava in stato di completo abbandono e non era mai stata utilizzata. Non esistevano solai, impianti, rivestimenti, infissi interni. L’azienda avanzò la sua proposta, la ristrutturazione di un bene storico della città a costo zero per il Comune in cambio di un affitto basso (originariamente 50 euro al mese), e l’amministrazione in carica all’epoca ritenne opportuno accettarla.
Alcuni cittadini si sarebbero lamentati perché avrebbero trovato gli uffici di via Ascenzi chiusi una domenica mattina e perché avrebbero visto affissi dei manifesti che pubblicizzavano viaggi all’estero piuttosto che iniziative legate a Viterbo.
A proposito della mancata apertura domenicale, non ci risulta che l’ufficio sia mai stato chiuso al di fuori dell’orario previsto da contratto. L’affissione dei manifesti, se c’è stata, non andava fatta.
Il totem pubblicitario in piazza del Sacrario “che non è poi così bello posto com’è di fronte alla chiesa”. Intanto, così come ha ben sottolineato Scaramuccia, per il totem, atti alla mano, PromoTuscia paga regolarmente il suolo pubblico. L’estetica, poi, è un fatto meramente soggettivo. E’ un normale totem che riporta soltanto l’indicazione del nome della ditta e le immagini della città.
L’affidamento dei servizi di hostess. Niente di strano. Gli affidamenti sono stati diretti perché i servizi di hostess hanno sempre fatto parte del capitolato della gestione dell’ufficio turistico e quindi non rappresentavano un costo per l’amministrazione comunale. Per effettuare, invece, il servizio di hostess in occasione delle festività di Santa Rosa 2012, PromoTuscia ha vinto un’apposita gara.
Giulio Marini
Sindaco di Viterbo
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