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Soriano nel Cimino - In 74 rischiano la mobilità - Domani l'incontro con il Prefetto

Unopiù, dipendenti in sciopero

di Emma Sanna
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I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

Stefano Del Canuto

Stefano Del Canuto

Carlo Proietti

Carlo Proietti

Il corteo dei dipendenti Unopiù

Il corteo dei dipendenti Unopiù

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

I dipendenti della Unopiù in sciopero

Massimo Boccialoni (Pd)

Massimo Boccialoni (Pd)

– “Lavoro, lavoro, lavoro”.

Non poteva aprirsi che con questa rivendicazione la prima giornata di sciopero dei lavoratori della Unopiù (fotocronaca).

I dipendenti dell’azienda di Soriano nel Cimino sono scesi in strada questa mattina, decisi a proseguire la loro lotta per ottenere la cassa integrazione e il contratto di solidarietà.

La Unopiù ha avviato un procedimento di mobilità che coinvolge 74 dipendenti su un totale di 176.

“Scioperiamo perché l’azienda ha rotto ogni trattativa – spiega Stefano Del Canuto (Rsa Cgil) -. E’ chiusura totale nei nostri confronti. Chiediamo gli ammortizzatori sociali perché siamo nelle condizioni per poterne usufruire. Abbiamo già manifestato la nostra disponibilità a lavorare meno, percepire meno stipendio, ma chiediamo di lavorare tutti.

Cassa integrazione e contratto di solidarietà permetterebbero all’azienda di risparmiare gli stessi soldi che risparmierebbe mettendo in mobilità 74 persone.

Tempo fa – aggiunge Del Canuto – c’era stata data una speranza che lo scorso venerdì è stata definitivamente cancellata. E noi oggi scioperiamo. Vogliamo la cassa integrazione e il contratto di solidarietà”.

E’ fissato per domani alle 12 un altro tavolo istituzionale in nella Prefettura di Viterbo, al quale torneranno a sedersi, oltre al prefetto Antonella Scolamiero, i rappresentanti sindacali dei lavoratori e quelli dell’azienda. I dipendenti saranno di nuovo in piazza del Plebiscito, in un sit-in di protesta dalle 11 alle 14.

“Non si capisce – commenta Carlo Proietti (Cgil) – perché in questa azienda non si possano adottare le misure che si adottano ovunque per tutelare i posti di lavoro. Noi potremmo avere tre anni di contratto di solidarietà. E tutti i lavoratori hanno manifestato l’intenzione di accettare. L’azienda invece rifiuta.

Inoltre – aggiunge Proietti – non ha mai presentato nessun piano industriale per il 2013. Senza uno straccio di programmazione, dopo aver licenziato i 74 finiti in mobilità, gli altri 102 che faranno?”

“Abbiamo fatto tanti sacrifici per questa azienda – spiega Carmelo Virdieri (Cisl) – e abbiamo dimostrato di poterne fare ancora altri, scegliendo il cds (contratto di solidarietà). Ma è evidente che vogliono solo tagliare e tagliare per rivendere”.

“La nostra priorità – aggiunge Maurizio Makovec (Uil) – è chiaramente quella di salvaguardare tutti i dipendenti. Solo preservando tutti i posti e tutte le professionalità questa azienda ha un futuro. Senza i 74 che sono in mobilità, difficilmente si salverà”.

“Siamo al fianco dei lavoratori, delle loro famiglie e sosterremo tutte le loro iniziative – commenta Massimo Boccialoni (Pd) -. Il posto di lavoro va difeso. Non si capisce questa brusca marcia indietro nelle trattative da parte dell’azienda. La Unopiù lavora a Soriano da trent’anni, è il fiore all’occhiello dell’economia di questo paese”.

Emma Sanna


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19 novembre, 2012

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