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Viterbo - L'incontro oggi in prefettura tra i rappresentanti dei lavoratori e l'azienda

Unopiù, nessun passo in avanti

di Emma Sanna
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I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura

I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura

I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura
I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura
I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura
I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura

L'amministratore delegato Dolcino entra in Prefettura

L'amministratore delegato Dolcino entra in Prefettura

I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura

I lavoratori della Unopiù di fronte alla Prefettura

– Nessun passo in avanti.

Ancora un no da parte dell’azienda a ricorrere agli ammortizzatori sociali per i dipendenti della Unopiù.

Questa mattina in Prefettura si è tenuto un altro incontro tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori e quelli dell’azienda che di fatto non ha segnato nessun passo in avanti nelle trattative (fotocronaca).

L’azienda ha riconfermato la propria presa di posizione – ha spiegato Stefano Del Canuto (Rsa Cgil) -. Solo un’ipotesi potrebbe essere ripresa in considerazione. L’amministratore delegato ha infatti detto che porterà all’attenzione del consiglio di amministrazione la possibilità di aumentare il part time verticale. Noi vorremmo almeno che fosse portato a dieci mesi. E chiederemo ancora, fino all’ultimo, il contratto di solidarietà”.

All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Provincia Marcello Meroi e il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci.

“Niente di fatto, ancora una volta – ha commentato Menicacci -. Solo la possibilità che il consiglio di amministrazione prenda in considerazione l’ipotesi del part time verticale a dieci mesi. Ma se anche fosse, ciò non eviterebbe la mobilità ai 74, forse solo a qualcuno.

Intanto, noi come Comune di Soriano insieme alla Provincia di Viterbo abbiamo chiesto di poter incontrare il cda della Unopiù. Intanto aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì”.

Per giovedì infatti è in programma la firma del patto di mancato accordo.

“Dopo la firma – ha spiegato Menicacci – avremo gli ultimi trenta giorni di trattativa. Poi la vicenda finirà sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico. E allora sarà ancora più complicato”.

Fuori intanto continua la protesta dei lavoratori, che danno voce a tutta la loro rabbia e alla loro frustrazione, tra tamburi, fischi e slogan.

“Vogliamo lavorare tutti insieme. Questa si chiama solidarietà”, urlano sotto alle finestre della Prefettura.

“E’ dal 1990 che lavoro per la Unopiù – spiega Vincenzo Buzzi, 47 anni, impiegato di Vitorchiano -. Sono uno di quelli che questa azienda l’ha vista nascere e fatta crescere. Eravamo in 25 quando ho iniziato, e ora, nonostante tutti i tagli che sono stati fatti, siamo in 176.

Ho basato una vita e una famiglia su questo lavoro – aggiunge – e ho dato il mio contributo in diversi settori, dalle vendite alle spedizioni. Ci sono cresciuto e sto ancora aspettando di fare carriera. Non ci sono state politiche di promozione, e soprattutto negli ultimi anni nessun investimento e nessuna politica per il futuro.

A ogni diminuzione di fatturato corrispondevano meno pubblicità e meno investimenti. Questo non ha portato altro che un impoverimento. Siamo preoccupati, e non solo per i 74 che andranno in mobilità. Fatto questo taglio – conclude Buzzi – senza alcuna politica di rilancio, senza uno straccio di piano industriale, viene da pensare che a questo seguirà un altro taglio, e poi un altro ancora”.

E c’è anche chi non riesce a parlare; chi non riesce a raccontare cosa significa aver lavorato un vita intera per questa azienda, perché il pensiero va subito ai figli e le lacrime riempono gli occhi, e bloccano le parole.

Presenti in piazza a portare la solidarietà dei loro Comuni i sindaci Nicola Olivieri di Vitorchiano, Alessandro Romoli di Bassano in Teverina, Antonio Porri di Vasanello, Giuseppe Pagliaccia di Lubriano e Giulio Marini di Viterbo.

Tra gli altri l’assessore provinciale alle Politiche sociali Paolo Bianchini e il vicesindaco di Viterbo Luigi Maria Buzzi.

Emma Sanna


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20 novembre, 2012

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