Riceviamo e pubblichiamo – La federazione di Viterbo e la sezione locale del Partito della rifondazione comunista appoggiano la lotta di tutti i lavoratori della Unopiù che manifestano il loro dissenso rispetto alle scelte della società.
L’azienda ha rotto ogni trattativa.
I manager escludono il contratto di solidarietà che con grande responsabilità è stato sottoscritto da tutti i lavoratori, mandando così un messaggio forte e coeso, che raramente si nota nei momenti di crisi.
Non solo si nega il contratto di solidarietà, ma anche la cassa integrazione, a cui i lavoratori Unopiù avrebbero diritto fino ad agosto 2013.
L’unica strada indicata dall’azienda è quella della mobilità per 74 dipendenti. A ciò si aggiunge che non è stato presentato alcun piano industriale per 2013. Una volta licenziati i 74 dipendenti, che ne sarà dei restanti? Qual’è il destino dei 102 lavoratori che rimarranno?
Lo scorso anno sono stati risolti i problemi economici con un grandissimo sforzo da parte di tutte le istituzioni.
I dipendenti erano disposti a togliere ore e soldi dallo loro stipendio purché tutti continuassero a lavorare. Ora vedendo negate entrambe le possibilità non rimane loro altra scelta che scioperare.
Rifondazione comunista affianca i lavoratori nelle loro iniziative, compreso lo sciopero di oggi, e nella loro lotta volta a vedere riconosciuto il loro diritto alla cassa integrazione e al contratto di solidarietà.
Partito della rifondazione comunista
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