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Agricoltura - Al via la borsa del turismo a Paestum per discutere di offerta e strategie promozionali

Viterbo tra le culle della nocciola

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nocciole

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– Viterbo tra le culle della nocciola.

Sono 900 i paesi delle sei regioni italiane, Lazio, Campania, Piemonte, Sicilia, Calabria e Umbria, vocate alla produzione della nocciola.

Lazio, Campania, Piemonte e Sicilia concorrono da sole a fornire oltre il 98 per cento dell’intera produzione nazionale, assicurando all’Italia un ruolo di primo piano nel panorama produttivo mondiale.

E la culla della coltivazione è stata individuata proprio nelle province di Viterbo, Avellino, Salerno, Cuneo, Asti e Messina. E’ qui infatti che fioriscono da anni varietà tipiche di valore.

Da ieri a domenica i territori della nocciola italiana discutono a Paestum di offerta turistica e strategie promozionali in occasione della “Borsa del turismo della nocciola italiana”.

Al centro dell’iniziativa, organizzata dall’associazione città della nocciola che riunisce 240 paesi, la valorizzazione del patrimonio rurale, paesaggistico ed enogastronomico di questi luoghi, sempre più ricercati tra gli appassionati del turismo made in Italy.

La tre giorni ha preso il via ieri, al centro espositivo Ariston di Paestum, con il convegno “Il turismo dei territori della nocciola italiana”. Oggi sarà la volta di un workshop con buyers nazionali del turismo enogastronomico. Fino a domenica si svolge inoltre l’iniziativa “Noccioliamo in tour“: un tour di laboratori didattici e degustazioni guidate sulle più pregiate varietà di nocciola italiana.

“Il nostro obiettivo è far sì che la nocciola italiana possa attrarre sempre più consumatori nei luoghi di produzione -afferma Rosario D’Acunto, presidente dell’associazione Città della nocciola -. Grazie alle strategie di marketing territoriale intraprese in questi anni – aggiunge – oggi c’è un turismo che cresce anche tra i noccioleti e coinvolge l’imprenditoria rurale”.


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17 novembre, 2012

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