(g.f.) – Città termale, un sogno ancora lontano.
Si chiude un altro anno, ma sullo sviluppo delle terme a Viterbo, la minoranza in consiglio comunale boccia su tutta la linea l’amministrazione Marini, anche dopo la discussione della perimetrazione termale, tredici chilometri interrotti dall’aeroporto che non c’è.
Intanto sull’impianto ex Inps è notte fonda. “Non si sa perché non si da avvio alla società per le ex Terme Inps – dice Alvaro Ricci, consigliere Pd – cosa dobbiamo aspettare ancora?”.
Come non si capiscono le ragioni che non hanno permesso d’avviare uno studio approfondito sulle acque.
“Una ricerca della regione parla di 75 litri al secondo, ma è un dato da verificare installando attrezzature meccaniche. Invece sono passati due anni nel nulla. Il comune quegli apparecchi non li ha mai comprati, col risultato che la cifra di 75 litri al secondo è sostenibile?
Nemmeno questo si sa e in assenza di un simile dato, la città termale non parte”.
Il termalismo dovrebbe essere una risorsa, invece sembra quasi un peso. “C’è un’inerzia politica di fondo – continua Ricci – che adesso rischia di bloccare pure lo stabilimento che funziona. Invece occorre andare subito al rinnovo e quindi favorire nuovi insediamenti”. Ormai il prossimo anno.
Giuseppe Ferlicca
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