(s.m.) – Il vizio di costruirsi degli alias per ottenere più facilmente ciò che voleva (video).
Stefano Gentili lo ha fatto con la 13enne che lo ha denunciato per violenza sessuale, spacciandosi per un ricco imprenditore. Ma non era nuovo a questo genere di trucchi: a marzo dell’anno scorso fu denunciato per essersi finto un pilota dell’aeronautica militare in missione in Libia.
Il 21enne arrestato per violenza sessuale e detenzione di droga aveva pensato a tutto. La truffa doveva servire per avere un appartamento in affitto. Ovviamente senza pagare.
Una volta letto l’annuncio di una casa in locazione in via della Volta buia, a Viterbo, il ragazzo si era procurato tutto l’occorrente per la sua nuova vita da militare. Al padrone di casa si presentò vestito di tutto punto, con mimetica, scarponi, basco, stellette e distintivo. Tutto rigorosamente finto. Ma il padrone non lo sapeva.
Gentili disse di voler prendere in affitto l’appartamento. Si accordò col proprietario che gli consegnò le chiavi. Per un po’ riuscì a gestire l’abitazione a suo piacimento e gratis. Poi il padrone si insospettì e andò a sporgere denuncia in questura.
Gli agenti della mobile scoprirono che il ragazzo, all’epoca ventenne, aveva usato le scuse più disparate per evitare di pagare. Compresi i bombardamenti in Libia, che lo avrebbero impegnato in prima persona. Per essere ancora più credibile, il “tenente Gentili” aveva persino creato un falso profilo Facebook, con tanto di foto in mimetica.
I poliziotti della mobile lo denunciarono per truffa e usurpazione di titoli e onori, trovandolo in possesso di tutto l’equipaggiamento militare poi risultato falso.
Già all’epoca Gentili aveva precedenti per droga, ricettazione e tentato furto, ma non per reati sessuali. Secondo gli agenti della mobile era in possesso di documenti falsi, che potrebbe aver usato in qualche occasione per accreditarsi alle forze dell’ordine.
Da ieri è in carcere a Mammagialla con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore di 14 anni e detenzione ai fini di spaccio di droga. Alla 13enne che lo ha denunciato, avrebbe fatto credere di essere un grosso imprenditore, ostentando un tenore di vita ben al di sopra delle sue reali possibilità.
Anche stavolta Gentili aveva calcolato tutto: la invitava a cena in ristoranti ricercati, la passava a prendere con auto di grossa cilindrata, addirittura con l’autista. Infine, ha portato la ragazzina nella suite di un hotel, dove si sarebbe consumato lo stupro a base di droga, candele e riti esoterici. Fine ultimo del suo raggiro.
Il 21enne, per ora, resta a Mammagialla, a disposizione dell’autorità giudiziaria e in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
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