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Politica - Intervista al segretario provinciale del Pd Andrea Egidi che annuncia l'inizio dell'iter per la scelta del sindaco, una candidata donna alle regionali e lancia uno sguardo sul suo futuro

“Primarie il 20 gennaio”

di Paola Pierdomenico
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Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

– “Primarie per il sindaco il 20 gennaio”. “Alle regionali correrà anche una donna”. “Resto a fare il segretario, ma se la ruota gira…”.

Andrea Egidi definisce alcuni dei passi del Pd in vista delle scadenze elettorali. La prossima settimana ci saranno una serie di incontri per programmare iter e candidature.

Per Egidi solo un partito unito potrà raggiungere risultati concreti. Lui continuerà a contribuire come segretario provinciale, ma sul futuro resta vago non escludendo che la ruota possa girare.

A gran voce si chiedono le primarie. Quando si faranno quelle per il Comune di Viterbo?
“Lunedì 17 dicembre – dice il segretario provinciale – abbiamo concordato l’assemblea comunale per approvare la bozza di regolamento che sarà poi certificata dall’alleanza. Si lavora per il 20 gennaio con le candidature che saranno presentate entro il 5”.

Perché proprio il 20 gennaio?
“E’ stata scelta questa data per lavorare meglio. Vogliamo evitare sovrapposizioni con le elezioni regionali”.

Saranno primarie di coalizione?
“Sì, si parte dallo schema Italia bene comune insieme alle forze di opposizione al sindaco Giulio Marini”.

Quindi l’Udc…
“Certo, l’Udc dovrà ragionare e decidere su come  inserirsi in questo discorso che ormai mi pare definito”.

Un invito a farsi avanti?
“Sono cose che abbiamo sempre detto. Nelle riunioni o nei colloqui che ci sono stati, loro non si sono mai opposti alle primarie e noi del Pd abbiamo sempre sostenuto l’importanza di creare un accordo politico unitario da consegnare ai cittadini. Credo che le giornate del 25 novembre e del 2 dicembre abbiano confermato che Viterbo risponde bene a iniziative di questo tipo. Le preoccupazioni di una città moderata e impaurita, mi sembrano superate. Le 3600 persone che si sono espresse, lo dimostrano. Lo hanno fatto poi per una questione nazionale, non immagino cosa possa accadere per la scelta del sindaco”.

Ci sarà solo l’Udc quindi?
“No. Dovremmo capire proprio come questo nucleo centrale potrà rapportarsi anche con esperienze civiche e politiche che non stanno in consiglio e che chiedono di costruire una maggioranza di governo”.

Cosa ne pensa della gestione del partito che ha portato alle due sconfitte di Viterbo alle primarie?
“Non mi appassionano le discussioni del tipo “vince uno e perde il gruppo dirigente”. Sono state primarie nazionali e Viterbo ha risposto in questo modo. Non vedo un nesso diretto tra la vittoria di Renzi e la forza del gruppo dirigente. Sicuramente – ammette – in questi mesi abbiamo scontato delle difficoltà. Il lavoro politico del Pd viterbese, però, è una cosa e il risultato delle primarie nazionali è un’altra. Se poi si intrecciano non lo so. Tendenzialmente provo a risolvere i problemi e non ad alimentare le polemiche”.

Da segretario provinciale invece come giudica la gestione del gruppo dirigente voluto da Fioroni?
“Il gruppo dirigente è frutto di un congresso. Politicamente adesso penso alle alleanze e alle primarie, questioni di cui discutiamo da mesi. Stiamo definendo un percorso e questo è l’obiettivo. Vogliamo superare le difficoltà che ci sono state in passato”.

A cosa fa riferimento?
“Alla gestione a maggioranza del partito che abbiamo avuto per un po’ di tempo e soprattutto alla difficoltà di radicare l’iniziativa politica sulla città. E’ mancata, ma adesso lavoreremo per andare avanti e, per quello che posso, aiuterò il gruppo dirigente comunale che in questi anni per me ha lavorato bene a partire dal contributo di Sposetti e Ricci. In consiglio comunale, hanno tenuto un’opposizione unita e mantenuto un buon rapporto con Sel e Udc”.

Parla di una buona iniziativa del gruppo comunale. Non pensa invece che a Viterbo la guida di Sposetti non sia stata così efficace, considerando l’affermazione di Vendola e la vittoria di Renzi?
“Non credo che il buon risultato di Vendola e la vittoria di Renzi dipenda dal lavoro del gruppo consiliare. Sono due cose diverse. Non c’è nesso”.

Ma Sposetti e Fioroni qui a Viterbo hanno un’influenza diversa rispetto ad altri esponenti, eppure non sono riusciti a far vincere Bersani…
“Se dobbiamo dire che per colpa di Sposetti e Fioroni ha vinto Renzi, scriviamolo così siamo tutti più sereni…”.

Si tratta solo di una constatazione politica…
“E facendo un’analisi politica, dico di non vedere un nesso fra il lavoro del gruppo consiliare e il risultato di Renzi e Vendola. Renzi ha preso i voti per un’esigenza di rinnovamento che, a Viterbo, è stata vissuta più che in altre città”.

Perché secondo lei?
“Perché ha influito il voto di opinione e perché Renzi ha spostato un pezzo di mondo che tradizionalmente non votava per il centrosinistra”.

La classe dirigente quindi non ha responsabilità?
“La classe dirigente ne ha sempre, chi dice il contrario… Ma in questo caso quale sarebbe… “, resta in sospeso.

Quella di non aver presa sull’elettorato nel sostenere un candidato…
“Quindi?”.

E quindi è arrivata la sconfitta…
“Il primo turno è andato in un modo, il secondo in un altro ancora perché in questo caso, il lavoro è stato mirato su un elettorato ben definito. Non dimentichiamo poi che nei seggi della città vince Bersani. Renzi lo supera solo coi voti delle frazioni e il risultato costruito dai consiglieri Guancini e Serra”.

Non le sembra offensivo scorporare le frazioni dalla città, sembra quasi che a contare sia solo Viterbo. Il Pd pensa di seguire questa linea?
“No che non seguirà questa la linea – dice -. Voglio solo dire che si tratta di due voti diversi perché nelle frazioni, che sono più piccole e assimilabili a un piccolo centro, il consigliere comunale influisce e crea un certo risultato. Nella città, invece, gli orientamenti si costruiscono in modo diverso e i ritmi di organizzazione del consenso cambiano”.

Dopo il voto delle primarie, si è consultato con il segretario comunale Alvaro Ricci per analizzare il risultato. Cosa ne è emerso?
“Ci siamo visti per definire l’iter delle primarie. Sui risultati abbiamo riflettuto e siamo arrivati alla conclusione che a Viterbo, al primo turno, abbiamo scontato la difficoltà di costruire un messaggio politico forte che fosse in grado di intercettare quel pezzo di elettorato che non si raggiunge con la telefonata per esempio. Al secondo turno le cose sono andate diversamente”.

Come vi state preparando per le elezioni regionali?
“Lunedì 10 dicembre incontreremo i coordinatori di circolo della provincia per capire da loro come muoverci. Ci daranno indicazioni sulle candidature. Partiamo dal territorio perché l’iniziativa nasce da qui. Martedì poi c’è la direzione regionale sul regolamento per le primarie e le parlamentarie per le elezioni regionali. Mercoledì 11 invece è convocata la segreteria provinciale e sempre in settimana si riunisce la direzione provinciale che chiude sulle diverse candidature”.

Quindi potrebbero già esserci i nomi dei candidati alla Pisana?
“Entro il 20 dicembre dobbiamo chiudere la partita. Non essendoci tempo per le primarie, la strada migliore è quella di partire dal territorio e dai coordinatori di circolo. Definiremo le due candidature di cui una andrà a una donna. Con la riduzione dei consiglieri a 50 dobbiamo evitare le divisioni per non compromettere la rappresentanza istituzionale. Faremo tutto con la massima trasparenza e linearità. Da parte mia non c’è volontà di rivincite, confusioni o sgambetti. Stavolta non si scherza perché abbiamo sulle spalle la responsabilità di eleggere un consigliere regionale e contribuire alla vittoria di Zingaretti”.

Per le politiche invece?
“Aspettiamo di capire cosa accade al governo. Con l’attuale legge elettorale e i diversi premi di maggioranza tra camera e senato il Pd dovrà capire se presentarsi col suo simbolo o se ci sarà, al senato, un listone che tiene conto degli alleati. Alla direzione regionale di martedì comunque approveremo il regolamento per i candidati alle primarie al parlamento. Si apre una nuova fase”.

Quale sarà il futuro del segretario provinciale del Pd?
“Continuerò a fare il segretario con il sogno di portare il Pd a percentuali altissime. Non faccio previsioni e non mi costruisco prospettive definite perché voglio avere la mente libera per lavorare bene per il partito. Poi, si sa, la politica offre opportunità… se arriveranno richieste, si valuterà…”.

Le è arrivata qualche richiesta dunque?
“No, no, no”, ripete.

E se Sposetti le chiedesse di scendere in campo?
“Non lo chiede qualcuno di scendere in campo – puntualizza -. Eventualmente ci sarà una valutazione del partito. Non mi appartiene la logica del passaggio del testimone o del battesimo con la spada. Ora l’obiettivo sono le regionali e le politiche e tutti si devono sentire protagonisti di questo passaggio. Dopo un anno di gestione unitaria, il mio compito è quello di mettere tutti nelle condizioni di dare il meglio per il Pd. Abbiamo le risorse e dobbiamo metterle a disposizione. Poi se Bersani dice che la ruota gira… – resta in sospeso – speriamo giri pure a Viterbo”.

Paola Pierdomenico


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9 dicembre, 2012

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