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Primarie Pd - Alessandro Mazzoli, candidato per il Parlamento, si presenta

“Subito infrastrutture, cultura e occupazione”

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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

– Alessandro Mazzoli candidato per le primarie del Pd al Parlamento del 30 dicembre.

Potranno votare tutti i cittadini iscritti all’albo degli elettori del centrosinistra che si sono registrati alle primarie per la scelta del candidato premier e tutti gli scritti al Pd del 2011 che rinnovino la tessera fino al momento del voto.

Sarà possibile votare dalle 8 alle 21 di domenica 30 dicembre. Pubblichiamo una breve intervista di presentazione del candidato.


Per quale motivo ha deciso di candidarsi?
“Ho scelto di candidarmi sia per le sollecitazioni che ho ricevuto dentro e fuori il partito e sia per l’opportunità che si è presentata di misurarmi con le primarie.

Grazie a questa iniziativa del Pd, infatti, si è aperto un confronto importante che porterà comunque a rinnovare la nostra rappresentanza nelle istituzioni in un momento cruciale per la vita del paese e del nostro territorio.

Il Pd si sta dimostrando il partito più aperto, che mette in gioco sé stesso per tentare di ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e politica perchè la crisi di questo rapporto sta impoverendo la democrazia italiana.

Per questi motivi voglio mettere la mia esperienza, la mia conoscenza del territorio e la mia passione a disposizione del Pd e del centrosinistra che si candidano a guidare il paese”.

Quali sono le questioni del territorio che affronterà in Parlamento?
Per me la priorità è dare all’Italia un nuovo governo che metta, accanto al rigore sui conti, la necessità di ridurre le disuguaglianze sociali che sono state e sono tuttora la vera ragione della crisi che stiamo vivendo.

Il lavoro prima di tutto. Perché senza la ripresa dei consumi, senza la ripresa dell’occupazione e di una più sostanziale equità sociale non ci sarà possibilità di uscire da questa crisi. Penso davvero che, a questo punto, chi ha di più deve dare di più.

Dentro questa cornice, un territorio come il nostro deve trovare risposte su più fronti. E’ tuttora aperto un problema serissimo di dotazione infrastrutturale. In questi anni le uniche cose che si sono mosse sono i sette chilometri della Trasversale e i lavori di realizzazione dell’Interporto di Orte. Tutti e due facilmente riconducibili all’azione dei governi di centrosinistra della provincia di Viterbo e della Regione Lazio. Ovviamente tutto questo non può bastare. Occorre completare la Trasversale e, accanto a questo, accendere i riflettori sui collegamenti ferroviari da e verso Roma, perchè con l’introduzione dell’Alta Velocità, abbiamo assistito ad un netto peggioramento delle tratte regionali e locali che penalizzano fortemente la vita di migliaia di cittadini del viterbese.

Bisognerà richiamare l’attenzione del governo in materia di politiche industriali avendo in mente il distretto di Civita Castellana e la necessità di accompagnare una fase di riorganizzazione e di rilancio industriale fondata su innovazione e qualità.

Serviranno politiche di sostegno e incentivazione per il sistema delle piccole e medie imprese per ridare ossigeno all’economia.

Si dovrà avere cura dei problemi e delle necessità del comparto agricolo essendo uno degli elementi qualificanti della cultura e dell’economia della Tuscia in grado di tenere insieme qualità e sviluppo sostenibile.

Abbiamo bisogno di un governo che faccia dimenticare la vergogna di quel ministro che disse “con la cultura non si mangia” e torni a mostrare attenzione e interesse per i luoghi di cultura, per le opere culturali e per gli operatori culturali.

Sarò tra coloro che diranno “basta colpire sanità, scuola e enti locali”. Sì alla lotta agli sprechi, alle cattive abitudini e alla cattiva amministrazione, ma no al taglio dei servizi essenziali”.

Come valuta queste primarie e il fatto che siano state organizzate in così poco tempo?
“Le primarie per la scelta dei candidati al Parlamento sono una novità assoluta nel panorama politico nazionale e europeo. Nessun altro partito in Italia e nessun partito in Europa ha mai sperimentato nulla di simile e di così innovativo.

Queste primarie sono la scelta coerente del PdD di fronte all’impossibilità di cambiare la legge elettorale fondata sulle liste bloccate. Corrispondono a un preciso impegno che Bersani prese davanti al suo partito e davanti al paese diversi mesi fa e che adesso diventa realtà.

Naturalmente siamo consapevoli che i tempi di svolgimento sono ai limiti delle possibilità e che molti nostri militanti e elettori sono stati colti di sorpresa. A loro e a tutti chiediamo di comprendere che non era possibile fare diversamente vista l’accelerazione impressa dal Pdl che porta al voto anticipato”.

Faccia un appello agli elettori affinché la votino.
“Agli iscritti e agli elettori del Partito democratico dico che nelle loro mani è riposta una grande responsabilità e che io ho fiducia in loro.

Personalmente penso di poter interpretare le due domande fondamentali che oggi i cittadini rivolgono alla politica: serietà e competenza per affrontare i problemi enormi che abbiamo davanti; il rinnovamento della classe dirigente senza lacerazioni e fratture e anche senza abiure o cancellazioni delle storie e delle culture che ci hanno portato fin qui alla costruzione del Partito democratico.

Mi sono sempre impegnato per unire il Pd e anche in questa circostanza mi rivolgo alla nostra gente per poter essere un riferimento di tutto il Viterbese. Auguro a tutti buone primarie”.


 

Alessandro Mazzoli è nato a Frosinone l’11 giugno del 1972. Risiede a Viterbo dal 1991, anno nel quale si è iscritto alla facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia. Nel 1993 è diventato coordinatore provinciale della sinistra giovanile di Viterbo e nel 1997 è diventato membro della segreteria provinciale dei Ds.

Nel 2000 è stato eletto segretario provinciale dei Ds. Nel 2005 è stato eletto presidente della Provincia di Viterbo. Alla fine del 2009 è stato eletto segretario regionale del Pd e sono diventato membro della direzione nazionale del Pd. Nel luglio del 2010 si è dimesso dalla carica di segretario regionale del Pd. Dal gennaio del 2011 lavora nel coordinamento della segreteria nazionale del Pd.


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28 dicembre, 2012

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