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Capranica - Disagi, ieri mattina, alla clinica Idi - L'amministrazione: "Episodio isolato, andiamo avanti" - Personale da quattro mesi senza stipendio

Villa Paola, pazienti per due ore in fila

di Stefania Moretti

Villa Paola a Capranica

Villa Paola a Capranica

I pazienti in attesa

I pazienti in attesa

Villa Paola

Uno dei cartelli esposti fuori dalla clinica

Uno dei cartelli esposti fuori dalla clinica

Uno dei cartelli esposti all'interno della clinica

Uno dei cartelli esposti all'interno della clinica

La raccolta fondi per i dipendenti

La raccolta fondi per i dipendenti

- Cartelli, bandiere in cortile e lavoratori in agitazione permanente. Si presenta così Villa Paola. L’istituto dermopatico di Capranica lavora a pieno regime, ma gli stipendi non arrivano da agosto (fotocronaca).

“Nonostante i problemi, in questi mesi non abbiamo mai avuto lamentele dei pazienti”, spiega il responsabile amministrativo Agostino Alesiani. Ieri mattina, però, la tensione si tagliava col coltello in sala d’attesa. Per due ore è stato blocco delle visite. Dalle 9,30 alle 11,30 solo tre pazienti riescono a parlare coi medici. Gli altri restano a guardare il monitor dell’accettazione, fisso al numero 23.

Quando il display si spegne è panico. Che succede? Inutile la processione al punto informazioni: si sparge la voce di una riunione col direttore dell’Idi (Istituto dermopatico dell’Immacolata) Mario Braga, ma nessuno sa quanto durerà. I pazienti perdono le speranze. Qualcuno anche le staffe. “Facciamo la rivoluzione! Andiamoci a parlare!”, sbotta un anziano. Un altro lo guarda di sbieco: “Ma che rivoluzione? Hanno ragione! Protestano per un diritto. Io sto con loro e aspetto anche fino a mezzanotte”.

Molti sono scocciati. C’è chi viene da Terni e chi da Roma. “Potevano almeno avvisare”, dice qualcuno. Altri non concedono un minuto di più: si fanno rimborsare e alzano i tacchi. Ma alle 11,30 il servizio riprende.

“Non è semplice lavorare in queste condizioni – afferma il responsabile amministrativo Alesiani -. Finora, grazie all’impegno e alla dedizione del personale, riusciamo a garantire ai pazienti un servizio di qualità, malgrado tutto. Quello di oggi (ieri, ndr) è stato un caso. Il sistema di prenotazione è andato in tilt e abbiamo saputo in ritardo della visita del direttore Braga, per questo non abbiamo messo avvisi”.

All’incontro informale col numero uno di Idi hanno preso parte anche il sindaco di Capranica Angelo Cappelli e i rappresentanti sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Anmirs). “E’ servito – spiega Alesiani - per fare il punto sulla stesura del piano industriale, che sarà presentato in tribunale. L’ente che gestisce Villa Paola ha fatto richiesta di ammissione al concordato preventivo con continuità aziendale. Sarà il giudice a verificare se ci sono i presupposti per continuare l’attività e a scegliere la strada da percorrere. Noi, per adesso, non possiamo che aspettare”.

L’attesa del personale di Villa Paola è più lunga di quella dei pazienti. In ottanta, tra impiegati, medici e paramedici aspettano da quattro mesi di essere pagati. La loro rabbia si legge sui cartelli appesi nelle stanze della clinica e tutt’intorno alla recinzione: “Vergogna”. “Stiamo lavorando senza stipendio”. “Ci dovete pagare”. “I frati curano la pelle… a noi ce l’hanno tolta”.

“Dobbiamo capire come si muoverà la Regione – dichiara il direttore del laboratorio analisi Mauro Bernardini -. Nel frattempo andiamo avanti, nonostante disinformazione e cattiva pubblicità. Non lavoriamo a scartamento ridotto e non stiamo per chiudere. E’ un momento estremamente difficile. Il laboratorio analisi ha visto ridursi le presenze, anche se di poco. Non viene pagata nemmeno più la libera professione, con le prestazioni intra moenia. Se Villa Paola chiudesse sarebbe un dramma anche per i commercianti qui intorno. Ma per ora resistiamo”.

Acconti sugli stipendi, forse, arriveranno entro venerdì. 1500 euro per tutti, senza distinzioni per incarico. Il sindaco Cappelli ha posticipato di sei mesi il pagamento dell’Imu per i dipendenti di Capranica. Il futuro è tutto da scrivere.

Stefania Moretti

20 dicembre, 2012 - 1.37
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