Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Partito democratico - Elezioni- D'Alema trancia giudizi e benedice Leonardo Michelini... Fioroni "svela" che l'ex primo ministro farà parte del governo Bersani

Berlusconi? Un attore ripetitivo! Monti? Scarso!

Condividi la notizia:

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Ugo Sposetti e Massimo D'Alema

Ugo Sposetti e Massimo D'Alema

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

La platea per Massimo D'Alema

La platea per Massimo D'Alema

(g.f.) –  Metti una sera a cena con Massimo D’Alema. Doveva essere un aperitivo, ma in campagna elettorale i ritardi sono all’ordine del giorno, così ieri sera il brindisi democratico a Viterbo con l’ex primo ministro ha preso il via dalle venti (fotocronacavideo).

Non prima del saluto da parte del segretario provinciale del Pd Andrea Egidi, di Giuseppe Fioroni e quindi dello stesso D’Alema, che ha fatto qualcosa in più di un semplice saluto.

Ad ascoltarlo, simpatizzanti, candidati al Pd al parlamento e alla regione e tutto lo stato maggiore del partito, circa trecento persone.

C’era pure Leonardo Michelini, che si è intrattenuto con Giuseppe Fioroni all’arrivo, poi Leonardo Michelini è stato presentato dallo stesso Fioroni a Massimo D’Alema, quindi Leonardo Michelini si è seduto in prima fila, tra politici e candidati. Lui che politico non è… Tra Ricci e Fersini, consiglieri comunali. Chissà chi sarà il candidato sindaco del Pd?

A fine serata, dalle retrovie spunta pure Francesco Serra, candidamente si è già dichiarato candidato.

Gli onori di casa li fa Egidi, auspica un voto per liberare la provincia dall’isolamento e creare i presupposti per una regione nuova. Quindi tocca a Giuseppe Fioroni. Ricorda il sacrificio di D’Alema, che ha di fronte, seduto accanto a Ugo Sposetti.

Ha fatto un passo indietro, non chiedendo deroghe per candidarsi in parlamento. “Nell’interesse di tutti – spiega Fioroni – un gesto che non fa nessuno e quando viene fatto, vuol dire che quella è una persona per bene.

Perciò credo che la scelta del parlamento sarà rimossa quando noi andremo al governo, perché di lui abbiamo bisogno”. Ovvero, ci sarà un ruolo da ministro se vince Bersani. Ci sarebbe di che commuoversi, ma D’Alema, forse già sazio di complimenti, avendogli già detto Ermanno Barbieri all’arrivo che è una brava persona, vorrebbe fare gli scongiuri, ma viene fermato da Fioroni.

“Sono molto prudente sugli incarichi futuri – spiega D’Alema – mi concentrerò sulla nostra necessaria vittoria”. Non risparmia nessuno l’ex primo ministro. Berlusconi è al centro del mirino, ma non si salva neppure Monti.

“Il suo è stato un governo – pronto soccorso – osserva D’Alema – per evitare il tracollo dove ci stava portando Berlusconi, ma non è andato oltre l’emergenza. Dovremo farlo noi. Far tornare i conti è importante, ma occorre gettare le basi per la ripresa economica. Monti non basta, se vinciamo noi, pure lui può avere un ruolo utile”.

I partiti che ruotano attorno a una persona fanno male al Paese. “Non è un caso che nel simbolo del Pdl c’è il nome di Berlusconi – sostiene D’Alema – è il nome del proprietario, certo poi in franchising può esserci qualcun altro, come Alfano, ma chi comanda non è lui. L’unico a essere legittimato a inserire il proprio nome, essendo stato eletto, è Bersani e non lo ha fatto”.

Mentre la lista Monti: “E’ un’associazione temporanea”. Breve durata. Ma è il cavaliere al centro dei suoi pensieri. “Ripete da decenni la stessa gag, meno tasse per tutti. Io sono un ammiratore di questo attore che mette in scena lo stesso pezzo, mi preoccupa chi gli va dietro.

Chi racconta di voler tagliare le tasse è un bugiardo. E’ stato inserito in bilancio il pareggio, quindi prima si crea lavoro e crescita, poi si tagliano le tasse. Si può rimodulare il sistema fiscale, chiedendo a chi ha di più di pagare un po’ di più, aiutando le imprese e i più poveri, i pensionati.

Questo è un discorso di verità, certo più difficile che dire, togliamo le tasse a tutti”.

La verità è amara. “Ho incontrato una signora giorni fa – spiega D’Alema – mi ha detto, voi politici ci avete rovinato. Le ho chiesto chi avesse votato e mi ha risposto Berlusconi. Allora le ho detto: no signora, lei ci ha rovinati”.

Mentre Monti ha avuto vita facile nel riconquistare fiducia in Europa. “Venendo dopo Berlusconi, ci vuole poco. Monti è uno che non si addormenta alle riunioni, non racconta barzellette.

I politici e i partiti non sono tutti uguali, noi abbiamo governato con Padoa Schioppa, Ciampi e non con Brunetta”.

Quindi la vicenda Monte dei Paschi. “Il cinismo di qualcuno per una manciata di voti, pur di colpire il Pd, arrivano a colpire migliaia di risparmiatori.

L’operazione chiarimento a Siena non l’ha fatta né Grillo né il Pdl, ma gli amministratori senesi, cambiando i vertici della banca un anno fa, quando ancora l’inchiesta non c’era.

L’impulso lo ha dato il sindaco e gli è costato il posto. Se dobbiamo prenderci responsabilità del passato, ci prendiamo pure i meriti di oggi”. Tra Monti e il cavaliere un po’ di spazio c’è pure per Ingroia. “Ha messo in piedi un’indagine delicata, facendo finire sotto osservazione istituzioni importanti, poi l’ha lasciata a metà, ha voluto che il governo d’Italia si battesse per fargli avere un incarico in Guatemala dall’Onu e c’è rimasto dodici giorni, passati in collegamento con Santoro, poi ha lasciato pure quello.

Non mi pare un comportamento esemplare”.


Condividi la notizia:
30 gennaio, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/