![]() Il parcheggio del Sacrario |
Riceviamo e pubblichiamo – Ci troviamo davanti a una sbalorditiva lettura della decisione della Corte d’appello Roma.
La vicenda è questa: Francigena ha chiesto la sospensione della sentenza del tribunale di Viterbo, che la obbligava ad assumere i lavoratori. Ma i giudici hanno respinto seccamente questa istanza, accogliendo in pieno le mie argomentazioni.
Il dispositivo è chiaro: la Corte dichiara “inammissibile” l’istanza inibitoria e condanna addirittura Francigena a pagare 2250 euro di pena. Non una condanna alle spese, ma addirittura una sanzione pecuniaria che stigmatizza la natura defatigatoria dell’iniziativa processuale di controparte, d’intralcio del normale lavoro della Corte.
L’ordinanza è pubblica e tutti la possono leggere. Non capisco come l’azienda possa essere giunta alla decisione di licenziamento dei miei assistiti. Al tempo stesso non capisco le dichiarazioni rilasciate ai giornali cittadini dai vertici della società e del Comune. Hanno perso una causa e si comportano come se l’avessero vinta.
Da parte nostra, impugneremo i licenziamenti e ci muoveremo, come previsto dalla legge, per difendere i diritti di questi nove lavoratori. Vorrà dire che ricorreremo ai decreti ingiuntivi per avere quello che ci spetta. Questo comporta sicuramente un maggiore costo per società e Comune, che ne è proprietario, a fronte di una mancata prestazione lavorativa.
In pratica si troveranno a pagare gli stipendi ai lavoratori senza poterli impiegare nello svolgimento di mansioni utili per i cittadini di Viterbo.
Dal canto loro i lavoratori ex Autoservice si dichiarano insultati dal modo di agire dell’azienda: “Siamo stati buttati fuori dalla sera alla mattina, senza alcun preavviso. Neanche le bestie meritano di essere trattate in questo modo”.
Benedetto Cimino
Avvocato dipendenti ex Autoservice
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