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Lazio - I sindaci Bambini e Mazzola contro la direttiva della Regione che impone tagli del 15% sul bilancio di previsione 2013 di Asl e ospedali

“La sanità non si fa con la matematica”

di Maria Letizia Riganelli
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Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola

Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola

– La scure sulla sanità non piace ai sindaci di Tarquinia e Acquapendente.

Dopo la direttiva della Regione, che impone il taglio del 15% sul bilancio di previsione 2013 a tutti gli ospedali e le Asl del Lazio, i sindaci di Acquapendente e Tarquinia, Alberto Bambini e Mauro Mazzola, alzano i toni e chiedono di sapere con quali criteri è stato redatto il documento.

La direttiva del 17 gennaio scorso, però, non è firmata dal neo commissario per la sanità Filippo Palumbo, ma solamente dal direttore regionale Ferdinando Romano e dal dirigente dell’area Vincenzo Frangione. Questo potrebbe far pensare che la nuova giunta regionale potrebbe cambiare idea e stralciare il documento. Solo una speranza al momento.

“Fare queste cose è compito della nuova giunta regionale – tuona il sindaco di Acquapendente, Alberto Bambini -. Non è pensabile fare tagli sulla sanità in maniera così superficiale, senza considerare le specificità delle singole zone. Capisco che ci sia necessità di tagliare ma non è questo il modo. Mi auguro che la nuova giunta possa fare qualcosa. Anche perché qui non si può tagliare il 15%, abbiamo personale sottodimensionati e servizi che non ci sono più. Non so davvero cosa ancora possiamo tagliare”.

La direttiva però è molto chiara: va ridotto il livello di spesa per l’acquisto di dispositivi medici del 4,8%, di beni e servizi per il 10% e infine detrarre dal fondo sanitario lo 0,98%. Il tutto va fatto entro pochi giorni.

“Questa direttiva – dice il sindaco di Tarquinia Mazzola – non tiene assolutamente conto dei servizi dei cittadini e delle esigenza dei malati. Sono convinto che chi l’ha pensata non sia un utente degli ambulatori e degli ospedali pubblici. Perché se lo fosse non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Per fare un piano dei tagli sulla sanità del Lazio bisogna studiare. La sanità non si fa con la matematica, ma con i servizi”.

Maria Letizia Riganelli


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25 gennaio, 2013

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