Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il governo cancella lo scalo, ma il sindaco Marini non si arrende e annuncia che il progetto va avanti

“L’aeroporto non è morto, lo faremo senza l’Adr”

Condividi la notizia:

Sposetti e il sindaco Marini

Sposetti e il sindaco Marini

– Una preghiera per l’aeroporto di Viterbo, prematuramente volato in cielo? Nemmeno a pensarci. Per il sindaco Giulio Marini non è tempo di celebrare il funerale.

Nonostante il piano approvato dal ministro Passera lo cancelli definitivamente. “Lo scalo non è morto – precisa il primo cittadino – la partita non è chiusa, si può fare anche senza Adr”.

Mica facile. “Io me la gioco – continua Marini – Adr era la concessionaria, perché quello di Viterbo doveva sostituire Ciampino, ora siamo liberi da vincoli. Vediamo se riusciremo a trovare investitori interessati.

Non sarà facile, è vero, ma niente è facile”.

Giulio Marini vede tutto chiaro: in città arriva il presidente del consiglio e lo scalo va a “Monti”.

“Ora ho tutto chiaro – asserisce il sindaco – è arrivato a Viterbo e ha cancellato l’aeroporto. Non solo ha fatto piovere: domenica e martedì abbiamo avuto il sole e lunedì precipitazioni per tutto il giorno, ma ci ha tolto lo scalo.

E’ andato pure a visitare l’interporto di Orte per il quale non ha fatto nulla, visto che nel 2004 è stato il governo Berlusconi a stanziare ingenti risorse per realizzarlo e un’altra parte l’ha messa l’allora presidente del consiglio Francesco Storace. Però c’è andato lo stesso”.

Marini passa all’attacco. “Con i nostri legali – prosegue – stiamo preparando un ricorso al decreto del presidente del consiglio dei ministri uscito.

Chiederemo i danni per la città di Viterbo, dopo quattro anni in cui abbiamo ipotizzato lo scalo, con dietro azioni in parlamento, decreti dei ministri e fatto non si sa quante cabine di regia”.

Poi tutto cancellato. “Ma io non mi arrendo – prosegue Marini – lo scalo era nei piani strategici del paese, votato da camera e senato e adesso il nulla. E’ stato definito opera strategica e ora un decreto spazza via tutto. E’ stato detto di tutto alla presenza delle massime autorità. Si sono spesi Marrazzo, Polverini, ne hanno parlato Fioroni, Sposetti, e adesso?”.

Adesso i soldi di Viterbo vanno a Fiumicino per l’ampliamento. “Per fare concorrenza alla nostra compagnia di bandiera – conclude Marini – dopo che lo Stato ha investito pesantemente su Alitalia.

Non accade da nessuna parte una cosa del genere”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
30 gennaio, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/