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Economia - La Camera di commercio di Viterbo sui dati diffusi da Movimprese

Imprese, nel 2012 crescita sotto lo zero

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Il presidente della Camera di commercio Ferindo Palombella

Il presidente della Camera di commercio Ferindo Palombella

– Un 2012 con il segno negativo per le imprese della Tuscia, che terminano l’anno tra aperture e chiusure con un saldo pari al -0,02%.

È quanto emerge dal Rapporto Movimprese di Unioncamere, realizzato sulla base del Registro Imprese della Camera di Commercio di Viterbo, evidenziando come il dato della Tuscia sia il più basso del Lazio e inferiore alla media nazionale (0,31%).

Sono state infatti 2.360 nel 2012 le imprese iscritte (erano 2.324 nel 2011), contro le 2.366 le cessazioni (erano 2.033 lo scorso anno), con un saldo negativo di -6 imprese in termini assoluti.

“Il nostro tessuto imprenditoriale, costituito prevalentemente da micro e piccole imprese – dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – subisce in maniera consistente il perdurare della crisi, ponendo in grave difficoltà numerose attività tradizionali che si vedono costrette a chiudere.

Al tempo stesso dal Rapporto si coglie il dinamismo in alcuni settori, in cui si intraprende la strada imprenditoriale sia per reagire alle difficoltà occupazionali sia per diversificare la propria attività. È urgente mettere in campo a livello nazionale tutti gli strumenti per evitare l’emorragia del nostro patrimonio imprenditoriale. L’attenzione a temi quali il credito, l’occupazione, la semplificazione amministrativa, la riduzione della pressione fiscale non sono più scelte rimandabili”.

L’analisi settoriale dei dati mostra nel settore agricolo, che da solo rappresenta oltre il 32% del totale delle imprese nella Tuscia, una contrazione del 2,21%.

La diminuzione è determinata in parte dalla generale situazione di crisi del mondo agricolo e in parte da fattori endogeni quali l’insufficiente ricambio generazionale e dai processi di razionalizzazione e accorpamento tra imprese che essendo di piccole dimensioni sono poco strutturate e fragili dal punto di vista finanziario e organizzativo.

In flessione anche le attività manifatturiere (-2%), delle costruzioni (-1,73%), e finanziarie e assicurative (-0,55%).

Tengono, invece, il settore del commercio (+0,47%), le cui imprese rappresentano il 22% del totale delle imprese provinciali, e dei trasporti (+0,66%).

Positivi i risultati anche dei servizi di alloggio e ristorazione che crescono di oltre il 3%, dato molto significativo in un’ottica di sviluppo della vocazione turistica del territorio. Buone prospettive anche nelle attività immobiliari (+2,06%) e per le attività di noleggio e agenzie di viaggio (+3,71%) e le attività professionali e tecniche (+4,41%).

Da evidenziare la crescita del settore per la fornitura di energia elettrica dovuto alla nascita nel nostro territorio di imprese per la produzione di energie alternative.

Altrettanto rilevante è l’analisi delle variazioni per forma giuridica delle imprese.

Nel 2012 nella provincia di Viterbo si rileva più marcatamente rispetto alla media nazionale il processo di cambiamento del tessuto imprenditoriale con la diminuzione delle ditte individuali (-1,23%), a vantaggio di forme giuridiche più strutturate quali le società di capitali (+3,88%) e di persone (+0,91%).

Ne consegue che le società di capitale rappresentano il 13,8% del totale delle imprese registrate, le società di persone il 16,9%, mentre le imprese individuali vedono ridurre la propria quota al 66,1%.


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25 gennaio, 2013

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