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– Nel Viterbese aumentano reati commessi da pubblici ufficiali, contro la pubblica amministrazione e sessuali.
E’ il bilancio tracciato dal presidente della Corte d’appello di Roma Giorgio Santacroce all’inaugurazione dell’anno giudiziario. I dati contenuti nella sua relazione registrano un’impennata di corruzione, concussione, abusi d’ufficio e violenze sessuali nella Tuscia.
Nel 2011, i reati commessi da pubblico ufficiale segnano un +57%; +30% quelli privati contro la pubblica amministrazione. Gli abusi sessuali aumentano a Viterbo come a Roma, Frosinone e Rieti, contrariamente a Civitavecchia, Tivoli e Velletri. Stabile Latina.
L’emergenza carceri è piaga in tutto il Lazio, ma la maglia nera per il sovraffollamento va a Frosinone, con 557 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 263 unità.
“Nel 2011 – continua Santacroce – il Lazio figura come la prima regione italiana per sequestro di stupefacenti (6mila chili) e la seconda per operazioni antidroga (2.862)”.
L’allarme criminalità resta alto. Dal panorama tracciato, il Lazio è un territorio in cui ‘ndrangheta e camorra hanno articolazioni tali da consentire di reinvestire i capitali accumulati con i traffici illeciti. I tentativi di penetrazione spingono soprattutto verso la Capitale. Lo testimonia la capacità di clan e cosche di impadronirsi di locali storici di Roma, come il Caffé de Paris, in via Veneto, il bar California, in via Bissolati, e il palazzo che ospita il teatro Ghione.
Più generalizzato, a livello regionale, il boom della criminalità minorile: la delinquenza femminile è aumentata del 42%, a fronte dell’incremento del 21% tra i maschi.
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