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Politica - Lettere - Diego Cecchini perplesso dallo spiegamento di forze per l'arrivo del presidente della Camera

Viterbo bloccata per “sua montità” Gianfranco Fini

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

Riceviamo e pubblichiamo – Ieri sera il centro di Viterbo si presentava come una città in stato di guerra pronta a intervenire nel caso in cui un ignoto evento o un infausto destino o una feroce invasione aliena la avessero colpita dritta al cuore cancellando in un pomeriggio di gennaio secoli di storia.

Via Cavour era bloccata da un check point degno dei migliori o peggiori, dipende dai punti di vista, film americani, via Annio presidiata da volontari della protezione civile, via Marconi presidiata dalle forze dell’ordine e interdetta al traffico, vigili in via della Sapienza, in piazza delle Erbe, al passaggio al livello, almeno cinque auto blu parcheggiate in piazza delle Erbe neanche si fosse deciso di trasformare questo celebre angolo di Viterbo in una concessionaria auto, vigili anche in piazzale Gramsci e al Sacrario.

Il peggio doveva ancora venire all’arrivo di sua “montità” Gianfranco Fini all’altezza di piazza del Teatro il traffico veniva bloccato con almeno sette minuti di anticipo rispetto al passaggio delle auto blu, un gorgo indistinto di veicoli iniziava a formarsi su per via Santa Rosa sino a porta della Verità neanche si fosse voluto scrivere il nome di Viterbo nel guiness dei primati sotto la voce “genesi della coda automobilistica più lunga del mondo”.

Gli automobilisti sfiduciati, per utilizzare il più edulcorato degli eufemismi, a questo punto iniziavano a scendere dalle macchine confrontandosi su quale ignoto destino avesse potuto creare una siffatta situazione, gli sguardi si alzavano al cielo per sincerarsi che la causa di tali eventi fosse di natura umana anziché aliena.

Dopo interminabili minuti, in cui le espressioni idiomatiche prescelte dagli automobilisti per descrivere gli eventi non erano proprio quelli di oxfordiana memoria, avveniva in lontananza l’apparizione di sua “montità” Gianfranco Fini. Dopo una serie di interdetti sguardi tra gli automobilisti, che da soli sarebbero potuti bastare per trascrivere la trama di una commedia all’italiana degna del premio oscar come miglior film straniero, il traffico iniziava a scorrere lentamente tra lo stupore generale paragonabile all’annuale liquefazione del sanque di san Gennaro.

La distanza tra il mondo degli eletti (o dei nominati) e della società civile sta raggiungendo distanze siderali speriamo che determinati comportamenti non causino il raggiungimento di un punto di non ritorno che in un periodo di crisi come il nostro rischierebbe di produrre conseguenze pericolosamente imprevedibili.

Diego Cecchini


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31 gennaio, 2013

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