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Politica - Regionali - All'incontro Pd voluto da Giuseppe Fioroni, foto ricordo tra Parroncini, consigliere uscente e il candidato Enrico Panunzi

Consigliere che vieni, consigliere che vai

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Enrico Panunzi e Giuseppe Parroncini

Enrico Panunzi e Giuseppe Parroncini

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

L'incontro Pd a San Martino

L'incontro Pd a San Martino

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Enrico Panunzi e Giuseppe Fioroni

Enrico Panunzi e Giuseppe Fioroni

(g.f.) – In uno scatto, presente e futuro per il Partito democratico (almeno una parte) in Regione.

Giuseppe Parroncini da una parte, consigliere regionale uscente e dall’altra Enrico Panunzi, aspirante entrante (fotocronaca).

Si sono incontrati alla manifestazione voluta da Giuseppe Fioroni a San Martino (350 presenti, democratico più, democratico meno), ospite Nicola Zingaretti. Con Fioroni per una volta nei panni anche di disc jockey.

Ha scelto lui la colonna sonora, andando a ripescare nel repertorio anni Settanta. L’anagrafe è l’anagrafe. Gli Abba a ripetizione con I have a dream.

Per conoscere il sogno del parlamentare viterbese bisognerà aspettare la fine. Di sicuro non si avvera quello di chi sperava in un appuntamento veloce. Sono tanti, in compagnia si sta bene, una chiacchiera di un candidato tira l’altra e dalle 16 si fanno quasi le 19.

In prima fila posti riservati, su ogni sedia c’è un nome. Tranne quello di un politico, già dimenticato?

Riservata, invece la sedia di un probabile candidato sindaco: Leonardo Michelini, quella dell’altro probabile, Francesco Serra, no.

Apre le danze il segretario provinciale Andrea Egidi, che trova uno spettacolo la sala. Poco dopo se ne va. E’ il segretario di tutti e deve presenziare pure all’apertura della campagna del Pd a Civita Castellana.

Fa giusto in tempo a sentire l’intervento di Pierluigi Bianchi. Per il quale ai tempi della scuola, si capisce chiaramente, i riassunti non erano il suo forte.

Nicola Zingaretti parla di una Regione stremata e ci vorrà un bel po’ di lavoro per rimetterla in sesto.

Svela come la campagna elettorale stia andando benissimo e quindi una prova di sincerità: “Non è vero – dice Zingaretti – che in cinque anni risolveremo tutti i problemi, ma posso promettere che lasceremo una Regione più trasparente, pulita, giusta e competitiva”. Quindi pure lui lascia l’incontro. Destinazione Civita Castellana.

Enrico Panunzi ha un problema. Non riesce a contare tutti i presenti e non perché non sia bravo a fare di conto, ma perché in sala sono tanti. Con la matematica si cimenta subito dopo, spiegando che: “Per eleggere in prima battuta un consigliere regionale nella Tuscia – spiega Panunzi – serve una percentuale del 33,3%. Si rischia di perdere quest’opportunità e comunque se c’è un partito che ce la può fare, è il Pd.

Il territorio ha bisogno di una rappresentanza, d’unità e di un progetto”. A Fioroni che sta in prima fila, manda a dire: “Oggi si sa già chi sarà eletto in Parlamento, per effetto dell’attuale legge. Sarà contento Peppe, noi no”. Per la legge o per Fioroni?

Ultimo a salire sul palco è proprio Fioroni, democraticamente modesto, non si fa annunciare come gli altri. Anche perché s’è fatto tardi. “Siamo andati lunghi”, dice Fioroni che poi si concentra sulla credibilità della politica. Oggi sottozero.

“Ci sarà un due per cento d’italiani che ha ancora stima. Lo vediamo quando si va a chiedere una preferenza. Bisogna mettere in moto la mozione degli affetti e mettersi in prima persona in gioco.

La sfiducia è colpa della scorciatoia presa dopo il crollo della prima repubblica. Abbiamo buttato l’acqua sporca e il bambino insieme. Berlusconi ci ha contagiati e “ochetto” senza che se ne sia accorto si è fatto portare via l’Italia dal nanetto e da allora è cominciata la rincorsa.

Ci sarà un perché se ancora oggi per definirsi politicamente usiamo ancora termini come ex democristiani o ex comunisti.

Perché non abbiamo costruito più nulla di altrettanto solido a livello d’appartenenza”. La strada è lunga, al momento Fioroni probabilmente s’accontenta di non sentir dire di ex democratici.


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3 febbraio, 2013

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