(p.p.) – Egidi: “Ribaltato il risultato nazionale. Siamo primi nella Tuscia”.
Se il Pd ha disatteso le aspettative a livello nazionale, per il segretario provinciale Andrea Egidi, lo stesso non può dirsi per la Regione, dove il partito guidato da Nicola Zingaretti ha vinto in maniera più netta. Segno che il lavoro sul territorio ha funzionato e il consenso della gente lo ha dimostrato.
Come commenta la vittoria di Nicola Zingaretti alla Regione?
“Si ribalta il risultato nazionale – dice Egidi -. Il Pd è il primo partito della provincia di Viterbo e c’è un indebolimento di Grillo e del Pdl. L’esito delle politiche dimostra un disagio nazionale che noi siamo riusciti a cogliere e lo abbiamo dimostrato da tempo con le primarie con le quali abbiamo cercato di coinvolgere i cittadini sempre più lontani dalla politica. L’elettorato nazionale soffre e manifesta il disagio protestando, quello del territorio si affida a noi”.
Questo diverso esito che premia il Pd in regione ma non nel paese per lei da cosa dipende?
“La crisi economica, la mancanza di fiducia nel sistema politico e il sostegno a un governo che ha fatto scelte non del tutto in linea con il tema della giustizia sociale e dell’equità e dello sviluppo sono stati dei fattori che hanno mandato in crisi i partiti. Il Pd non è rimasto indenne, ma ha comunque cercato di costruire una risposta alla crisi democratica italiana. In Regione il messaggio è stato colto”.
Il fatto che il Pd a livello nazionale abbia disatteso le aspettative è forse dipeso da errori del segretario Pierluigi Bersani?
“Quando le elezioni deludono le aspettative ci sono sempre errori. Ma al di là di questo il problema vero è che nella società è montato una spinta fortissima di rifiuto rispetto alla politica che ha travolto tutti gli schieramenti. Noi lo abbiamo capito e ci siamo fatti carico del tentativo di normalizzare il paese e costruire una campagna elettorale basata sulla realtà della vita quotidiana e sul lavoro. Le fasce sociali più deboli e in difficoltà hanno lanciato un messaggio”.
Quando Bersani dice che il Pd è primo ma non ha vinto, per lei, ha senso?
“Dice una cosa reale. Abbiamo preso più voti alla Camera e al Senato e quindi in un paese normale avremmo avuto una maggioranza per governare. In Italia, però, ciò non avviene perché da questo punto di vista non siamo un paese normale. I numeri ci favoriscono ma siamo gli unici in Europa e nel mondo in cui se si prendono più voti a causa della legge elettorale non si riesce a governare”.
Ammette la sconfitta Andrea Scaramuccia. Gli scandali che hanno coinvolto la Regione negli ultimi mesi, per il segretario della Destra, hanno compromesso il buon esito delle elezioni che comunque hanno prodotto un risultato migliore di quanto ci si aspettava.
Storace ha perso, cosa ne pensa?
“Obiettivamente una Regione uscita dallo scandalo Fiorito aveva oggettive difficoltà di vittoria. Era davvero un’impresa ardua, ma partivamo da venti punti e abbiamo recuperato. La sconfitta c’è stata ma credo sia stata più onorevole di quanto si immaginasse per i pochi punti di distanza. Sul territorio siamo andati bene benino, perché più si abbassa il livello della competizione e ci si avvicina alla gente più il risultato cambia. Il partito su Viterbo ha lavorato bene e la coalizione ha retto. Bisognerà di sicuro fare una riflessione generale su quello che è accaduto, alla luce del fenomeno grillo e le divisioni della destra che abbiamo pagato”.
Su Facebook ha detto di essere andato in pensione dalla politica, come mai?
“Sono stanco perché quando uno fa politica per spirito di servizio e non per ricevere incarichi o per campare e alla fine della campagna elettorale vede il suo partito allo 0,7%, un po’ preso dallo sconforto. L’esperienza è stata bellissima e forse ogni decisione è prematura, ma ora devo pensare al mio lavoro”.
A cosa si dedicherà?
“Non so cosa accadrà, dovrò parlarne anche con gli altri. Adesso sono davvero stanco e per il momento dico stop, poi vedremo. Se dovessi ripensarci, il mio impegno sarà sicuramente diverso”.
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