– “Ho sentito tanti amici che mi hanno chiamato, consiglieri, altri li ho visti pure stamani e molti mi hanno detto, hai fatto bene”.
Il giorno dopo le sue dimissioni, Sandro Zucchi sembra tranquillo e si consola con gli attestati di stima ricevuti, della freddezza con cui ieri in consiglio comunale il sindaco Marini ha liquidato il suo addio alla giunta, leggendo solo la lettera senza un commento.
Dopo tanti anni politicamente fianco a fianco.
“Ci sono rimasto male – spiega Zucchi – quando ho saputo come ha dato l’annuncio, ma la politica non finisce mai di stupirmi, mi sta bene così”. Dopo la sua comunicazione ha sentito il primo cittadino?
“No – continua Zucchi – e mi dispiace, credo che ci vedremo, ci chiariremo a quattr’occhi. In compenso mi hanno chiamato in tanti e mi hanno detto che ho fatto bene”.
All’improvviso ha mollato. La situazione ai Servizi Sociali è così drammatica? “Il sistema sta scoppiando sotto le mani – precisa l’ex assessore – i soldi per il contributo affitti dalla Regione non arrivano, così come i contributi per le rette nelle Rsa, le persone con disagi aumentano ogni giorno, ma non ci sono disponibilità.
Avevo fatto aprire un capitolo per indigenti, ma stiamo su cifre bassissime, non ci si copre niente. Poi l’emergenza abitativa. Ogni giorno almeno quattro persone arrivano in assessorato, ma non c’è un piano, non c’è programmazione sulla casa.
Quelle del Comune sono state assegnate a chi era in graduatoria, quelle poche libere dell’Ater sono occupate”.
Altro giro, altro disastro, gli asili nido. “I bambini sono passati da 160 a quaranta – precisa Zucchi – le maestre hanno un contratto da nove mesi anziché dodici e d’estate si chiude. Tutti a casa.
Il rapporto che ci deve essere con i piccoli portatori d’handicap non è possibile rispettarlo, perché non possiamo assumere educatrici. Un insieme ingestibile”.
Ecco perché il sindaco aveva chiesto il tempo pieno ai suoi assessori. “Certo – prosegue Zucchi – io ho dedicato tante ore, ma i problemi sono molti, la questione del tempo va bene, ma dove c’è possibilità di svolgere il lavoro da assessore”.
La situazione dei Servizi Sociali è preoccupante. Colpa di chi l’ha preceduto?
“Non entro nel merito – frena Zucchi – non dico che Daniele Sabatini non abbia fatto quello che avrebbe potuto fare, non mi permetterei mai, è più piccolo anche dei miei figli. Si è trovato in una situazione contingente difficile, con cose più grandi di lui”.
Non è solo la situazione amministrativa ad averla convinta a rassegnare le dimissioni. La sua lettera è sembrata pure un addio al Pdl.
“La frammentazione nel partito che ha portato a quattro, cinque nuove formazioni ha favorito la confusione”.
Ma non solo. “Non nascondo d’essere rimasto scottato dalla vicenda delle candidature regionali”. Si aspettava d’essere tra i due in corsa per un posto da consigliere? “No, non tanto per questo. Non mi è piaciuto che non siamo stati coinvolti in niente.
Sono stati decisi i nomi senza nemmeno sentirci, almeno potevano chiederci qualcosa. Dopo tanti anni di militanza nel partito, la trovo una cosa non degna d’essere fatta. Mi ha dato molto fastidio”.
E adesso? Si mormora un passaggio dall’altra parte della barricata, verso il centrosinistra. “Se mi chiede ora cosa intendo fare – conclude Zucchi – le dico nulla. Sono scarico.
Ma le elezioni comunali sono tra tre mesi, magari nel frattempo la delusione sarà decantata e potrei rientrare. Ora, così su due piedi non saprei”.
Ma poi ammette: “La politica per me è una malattia, magari rientro, col tempo, ogni giorno magari la delusione si allontanerà”.
Giuseppe Ferlicca
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