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Elezioni comunali - Centrosinistra - Il presidente di Coldiretti, scelto dai vertici del Pd, non scioglie i dubbi sulla sua partecipazione alle primarie

Michelini candidato a sua insaputa?

di Paola Pierdomenico

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Leonardo Michelini, contornato dagli uomini del Pd

Michelini con Egidi e Fabbrini

– “Io candidato alle primarie? Decido dopo le elezioni”.

C’è ancora tempo per capire se Leonardo Michelini parteciperà alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco. Il presidente di Coldiretti, lanciato dall’establishment  e dall’apparato del Pd (Fioroni – Sposetti), non scioglie i dubbi, tentenna e rimanda la sua decisione. Anche se viene portato in giro come la “Madonna pellegrina”, come dice qualcuno.

Ma se fino a qualche mese fa l’ipotesi era da scartare, oggi Michelini non esclude la possibilità di scendere in campo.

“Se parteciperò alle primarie? Aspettiamo la fine delle elezioni”, afferma il presidente.

Cosa cambierà da qui alla fine di febbraio?
“In questo momento c’è troppa confusione per prendere una decisione così importante”.

Ma un’idea se la sarà fatta?
“Certo. Se mi candiderò, lo farò in una lista civica di moderati, persone che vogliono interpretare e cambiare la delusione degli ultimi anni di amministrazione. Sarà una candidatura libera dai partiti e indipendente dalla politica. Se poi il Pd decide di sostenermi – ammette -, ben venga. Non è che evito i voti o gli appoggi degli schieramenti che credono in questo mio tipo di impostazione”.

Dall’esterno però la sua partecipazione alle primarie appare scontata. E soprattutto lei sembra essere il candidato prescelto dalla classe dirigente e dall’apparato del Pd?
“Sono un viterbese che lavora in città e quindi ho la fortuna di conoscere molte persone sia nel Pd che negli altri partiti. Se il Partito democratico, sia esso apparato o no, ha deciso di nominare un candidato esterno alla politica non mi sembra una scelta sbagliata, visto i tempi che corrono. Anzi, mi sarei preoccupato del contrario. Non ho tessere di partito, sono un imprenditore libero e non lavoro né con il comune né con la provincia. Se questa sembra la scelta di un uomo dell’apparato, vorrei sapere quali sono quelle libere… “.

Esclude quindi di esserlo?
“Faccio il presidente di Coldiretti da tanti anni e non mi sembra di essere un uomo funzionale al disegno politico di un apparato sia di destra che di sinistra. Se poi la classe dirigente fa una scelta che si rivela condivisibile con quella dei cittadini allora non è che deve essere necessariamente sbagliata. Io di certo non sono un uomo d’apparato – tiene a ribadire -. Ho un trascorso democristiano dal ’90 al ’95, per di più nella corrente minoritaria. Sono passati venti anni e sfido chiunque a definirmi in questo modo”.

Ultimamente ha sentito Fioroni o Sposetti?
“Beh ho sentito sia Sposetti che Fioroni… del resto, ho sentito tanti altri amici. Li conosco da trenta anni e in passato mi hanno corteggiato per altre occasioni che ho sempre rifiutato. Adesso sto esaminando con attenzione l’eventualità di scendere in campo perché ho visto che in città molte persone sarebbero disposte a scommettere su questa ipotesi per dare una svolta”.

Qualche mese fa, però, quando già circolavano queste voci, lei aveva escluso categoricamente la possibilità. Da allora cosa è cambiato?
“Ho parlato con tante persone e ho avvertito una forte esigenza di cambiamento. Se dovessi avere una responsabilità amministrativa, metterei al primo posto il benessere della città e dei giovani. Lavorerei allo stesso modo in cui lavoro per me nella mia azienda”.

Di cosa ha bisogno la città?
“Di occupazione – dice con sicurezza -. E’ quella la priorità, l’occupazione specie per i giovani. Il resto certo è importante, ma dobbiamo innanzi tutto creare posti di lavoro per i nostri ragazzi e dare una svolta all’economia”.

Ha già qualche idea?
“Beh – esclama – di idee ne ho, ma le dirò solo se scenderò in campo, per adesso non voglio bruciare nulla. Di certo punterò a valorizzare tutte le potenzialità della città e gli elementi funzionali al territorio della nostra provincia: dai beni storico-architettonici all’università passando per le risorse umane impiegate nelle nostre imprese”.

Paola Pierdomenico


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3 febbraio, 2013

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