(p.p.) – “Senza maggioranza in Senato, subito alle urne”.
E’ chiaro il da farsi per Alessandro Mazzoli. Il Pd può governare il paese ma solo con una piena maggioranza in Parlamento, altrimenti subito una nuova legge elettorale e poi di nuovo al voto. L’ingovernabilità e la confusione, per il candidato alla Camera del Partito democratico, sono rischi che il paese non può permettersi (fotogallery: Pd e Pdl attoniti).
Come giudica il risultato elettorale?
“Anche se il centrosinistra è avanti nelle percentuali, non ha comunque la maggioranza in Senato – dice Mazzoli -. Nei prossimi giorni bisognerà verificare la sua esistenza dal punto di vista politico e numerico. Se ci saranno le condizioni apriremo un nuovo percorso di governo, altrimenti sarà necessaria una modifica della legge elettorale e quindi un ritorno alle urne. Sono contrario a governissimi e larghe intese che non mi sembrano praticabili”.
Cosa pensa del boom di consensi di Grillo, se lo aspettava?
“E’ molto al di là di qualsiasi previsione. Nel corso della campagna elettorale avevamo non solo il sentore, ma anche la consapevolezza che fosse netta la rottura tra la politica e i cittadini. La sfiducia si è espressa interamente e chi credevamo non andasse a votare, invece, ha deciso di farlo sostenendo il Movimento 5 stelle. Ora dovremmo farci i conti”.
A Viterbo Grillo va oltre il 30 per cento. Cosa significa in vista delle comunali?
“E’ da vedere se questo voto vuole essere un segnale per la classe politica del paese o se sia traducibile in un voto per le amministrative. Sicuramente i risultati delle Regionali ci aiuteranno a capirlo un po’ meglio, dunque aspettiamo. Il dato è sicuramente molto alto e senza dubbio il Movimento 5 stelle è la prima forza politica nella Tuscia”.
C’è stato anche un poderoso recupero del Pdl di Berlusconi, mentre il Pd ha deluso le aspettative…
“Sì – ammette – a livello nazionale pensavamo di ottenere un distacco più ampio e netto. Bisognerà riflettere su questo e sul fatto che il centrosinistra avrà la maggioranza alla Camera e non al Senato. Il problema è soprattutto per il paese, come dimostra la reazione dei mercati. Abbiamo i riflettori puntati addosso e se l’Italia non troverà una stabilità politica a rimetterci non sarà soltanto il nostro paese, ma tutta l’Europa”.
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