Riceviamo e pubblichiamo – Leggo e rileggo con attenzione le poche parole che il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi ha avuto la bontà di dedicarmi rispondendo alle mie dichiarazioni sui dinosauri della politica viterbese (Gigli-Fioroni-Sposetti).
Passo oltre le malcelate offese e vado al nocciolo politico della questione. Si chiede il buon Egidi, chi mi abbia investito del ruolo di giudice della politica.
Caro Egidi a quanto ne so tu sei un politico di professione ma le tua parole dimostrano che forse dovresti dare una ripassata all’abc della tuo “lavoro”.
Io sono giudice della politica, dei politici, così come lo è qualsiasi altro cittadino. Chi avrebbe dovuto scegliermi? Chi avrebbe dovuto investirmi?
Sono i cittadini a dover scegliere i politici, non il contrario. Sono i cittadini a dover giudicare i politici, non il contrario. Attraverso il voto, in primo luogo. E attraverso un’attività civica a tutto campo che non può mai essere esclusiva dei partiti o, peggio, degli apparati dei partiti. Delle burocrazie. Dei dinosauri, appunto.
Tutti i cittadini, nessuno escluso, hanno il sacrosanto diritto-dovere di giudicare. Non servono patenti, non servono imprimatur, non servono investiture.
Tanto meno da gente che siede nelle stanze dei bottoni (maggioranza od opposizione poco importa e poca differenza c’è) da troppi anni per potersi ammantare di una nuova verginità, di una nuova credibilità.
È finito il tempo degli accordicchi tra i soliti noti, i soliti nomi. È finito il tempo dei patti sottobanco, dell’io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. È finito il tempo delle truppe cammellate, dei favori agli amici e agli amici degli amici. È finito il tempo delle deleghe in bianco.
È arrivato il tempo della scelta. È arrivato il tempo della parola. È arrivato il tempo in cui i cittadini possono giudicare la politica in piena libertà, senza vincoli d’apparato, senza dover ringraziare nessuno, senza l’obbligo del silenzio. Per i cittadini è arrivato il tempo di riprendersi la politica. Per riprendersi il futuro.
Filippo Rossi
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