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Elezioni politiche e regionali - Il segretario nazionale Cesa all'inaugurazione del comitato Bongiorno parla della separazione con il "grande vecchio" della politica viterbese

“Spero che Gigli voti ancora Udc…”

di Giuseppe Ferlicca
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Lorenzo Cesa

Lorenzo Cesa

Carlo Graziani

Carlo Graziani

Aldo Forte

Aldo Forte

Udc, l'inaugurazione del comitato Bongiorno

Udc l’inaugurazione del comitato Bongiorno

Regino Brachetti

Regino Brachetti

Francesco Bigiotti con Carlo Graziani

Francesco Bigiotti con Carlo Graziani

– E’ la settimana di Sanremo, ma l’Udc a Viterbo è a corto di fiori, Gigli in particolare. E dire che per inaugurare la sede del candidato alla Regione Giulia Bongiorno e soprattutto in vista delle elezioni del 24 febbraio, avrebbero fatto particolarmente comodo. (fotogallery)

Ma è così che va la vita. I Gigli passano, pure quelli che si chiamano Rodolfo di nome.

Ieri sera ad aprire le porte del comitato in via Garbini, il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa ha ringraziato chi c’era, ma in uno slancio di generosità ha pure salutato chi ha preso strade diverse. Il grande vecchio (e grande assente all’incontro) della politica viterbese.

“Era e resterà un amico – spiega Cesa – avrei voluto che fosse qui oggi e magari candidato in lista insieme a noi”. Senza fare nomi.

Poi stuzzicato sull’appoggio di Gigli a Zingaretti e su una possibile sua lista alle comunali, precisa: “Spero che voti ancora Udc – continua Cesa – mi auguro che non sia fuori, mi dispiacerebbe. Io dal mio canto con Gigli ho la coscienza a posto, nei suoi confronti abbiamo sempre posto la massima attenzione, poi ognuno fa le sue scelte, rispettabilissime”.

Chiusa la parentesi gigliana, l’incontro è tutto rose e fiori, ci sono i candidati cui dare la carica. L’attenzione è tutta per loro.

Serve un bravo presentatore e la scelta dei centristi va verso uno navigato, Regino Brachetti. Parla della nuova casa che rimarrà pure dopo il voto, insieme a Fli, ricorda a Cesa che dopo Viterbo andrà a Fabrica di Roma. Dall’espressione pare che il segretario non lo sapesse, ma va bene. E’ verso Roma, sulla strada del ritorno.

Al tavolo c’è Aldo Forte, ex assessore regionale, il commissario Udc del Lazio Antonio Saccone, che ringrazia l’assessore provinciale Gianmaria Santucci “Regista di questa campagna elettorale”. E a Santucci si rivolge pure Francesco Bigiotti, candidato alla Camera.

“Saluto l’amico Santucci – dice – ci sono amici che hanno fatto scelte diverse e che rispettiamo, ma da questa nuova sede deve partire uno slancio per il futuro della nostra provincia, in vista delle elezioni, ma anche del nostro partito”. Ancora profumo di Gigli.

Alla Regione tra i candidati c’è Carlo Graziani, presidente della Viterbese, nuovo della politica a Viterbo, ma con qualche esperienza nella capitale. Si è deciso, incoraggiato dalla presenza di un candidato alla presidenza come Giulia Bongiorno.

Tra il pubblico si vedono esponenti di Fli, tra cui Claudio Taglia e quando tocca a Lorenzo Cesa, il suo discorso, dopo gli amici che se ne vanno, c’è la famiglia che invece deve rimanere.

“Deve essere al centro dell’attenzione – osserva Cesa – composta da uomo e donna. Per quelle di fatto vanno riconosciuti i diritti, ma non possiamo accettare adozioni da parte di coppie gay”.

Quindi ritaglia all’Udc un ruolo importante quando il paese era sull’orlo del baratro.

“Abbiamo contribuito alla caduta di Berlusconi – spiega Cesa – altrimenti l’Italia oggi avrebbe fatto la fine della Grecia. Grazie agli italiani e ai sacrifici fatti. Ecco perché il vero voto utile è al centro”.

Giuseppe Ferlicca


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12 febbraio, 2013

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