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Politica - Il Movimento 5 stelle fa il pieno nonostante la pioggia

Una folla immensa per Grillo

di Giuseppe Ferlicca
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Beppe Grillo a Viterbo

La folla immensa che ha accolto Beppe Grillo a Viterbo

Beppe Grillo a Viterbo

Beppe Grillo abbraccia l'amico di Canino Sandro Leoni

Sandro Leoni

La folla che ha accolto Beppe Grillo a Viterbo

–  “Piove, governo tecnico”. Arriva Beppe Grillo e tira aria di cambiamento, il governo non è più ladro, ma tecnico. Anche se non è lo stesso un complimento (fotocronaca* video * video2).

Sono passate da poco le 21.10 quando Grillo dà il via allo Tsunami Tour, penultima tappa prima di Roma. Sale sul palco a piazza Verdi. Piove a dirotto, ma i viterbesi non sono rimasti a casa.

Gente arriva fino a via Marconi, Corso Italia, vie limitrofe, anche per trovare un riparo. Una distesa colorata d’ombrelli e i più temerari sfidano le intemperie. Sono più di cinquemila, qualcuno parla di seimila. Di sicuro sono tanti. Una folla immensa.

A tutti Grillo chiede un sacrificio: “Chiudete tutti gli ombrelli, voglio che ci guardiamo in faccia”. Anche lui esce dal gazebo che lo tiene al coperto.

E’ partito il conto alla rovescia: “Hanno tre giorni, poi si arrendono. Devono andare tutti a casa – dice Grillo rivolto ai politici – abbiamo sopportato troppo. Le hanno provate tutte, ma ogni cosa che fanno io divento più forte.

Non vanno più nelle piazze, ma nei teatri dove affittano comparse e nessuno che dica loro: è finita e anche male. Sono dei falliti”. Come se sapesse che a pochi chilometri il Pdl ha organizzato la chiusura della campagna elettorale. Circa trecento presenti in discoteca.

Monti, Berlusconi, Bersani. Per Grillo uguali sono. “Hanno voluto il redditometro, io propongo ilpolitometro. Controlliamo i redditi di quando sono entrati in Parlamento e li paragoniamo a quelli di quando escono, ovvero il 27, se non sono congrui ci ridaranno indietro i soldi”.

Ricorda d’essere stato a Viterbo un anno fa. “I problemi sono sempre gli stessi – continua Grillo – l’arsenico, quelli ambientali, ma i vostri occhi sono più aperti. Attenti. Sono settantasei gli incontri fatti e sento il peso della gente che incontro e delle difficoltà che deve affrontare. Oggi al supermercato non si ruba, si mangia la roba, si ruba negli orti. Il lavoro non c’è, ce lo dovremo reinventare”.

A chi lo perde, propone un sussidio. “Chi è disoccupato non sa che fare, disperato, delinque. Noi non glielo facciamo fare, lo facciamo vivere.

Oggi facciamo studiare i nostri figli e poi finiscono in un call center a 600 euro al mese”. Idee tante, ma la strada è lunga. “Vogliamo ridurre l’orario di lavoro, lasciare il petrolio per le rinnovabili, lo faremo anche se ci vorranno venti anni”.

Parla del Papa. “Si è dimesso perché ha capito che bisogna cambiare, si è reso conto che fuori c’è un mondo diverso che vuole comunicare. Le pecorelle vogliono parlare con il pastore, questa è la tecnologia. Stasera ci sono 40mila persone in streaming a guardarci. Una delle nostre stelle è il wifi gratuito, la conoscenza deve essere stabilita in Costituzione per tutti”.

I suoi competitor hanno qualche problema con la tecnologia. “Uno che dice ha letto qualcosa su “gogol” e Monti ha aperto una pagina di Facebook, chiusa il giorno dopo. Ha ricevuto, dice lui, apprezzamenti e qualche critica. Due milioni e mezzo di vaffanculo sono alcune critiche?”.

Quindi l’euro. Rimanere o uscire, una scelta del popolo tramite referendum. Poi il silenzio. Salta il sistema d’amplificazione e la voce di Grillo scompare.

Rimane solo il coro dal pubblico che lo incita. Il problema è risolto in tre minuti e lui trova il modo di scherzarci su. “Ci dà una prolunga? – chiede a una signora alla finestra, che però rifiuta – maledetta, lo sapevo che era del Pd”.

Riprende col tema lavoro e come trovare i soldi per il sussidio: “E’ stato speso un miliardo in rimborsi elettorali. Ce li ridanno indietro. Se andremo al governo noi, taglieremo i 240 milioni per la presidenza, via i vitalizi, le auto blu, le province e accorperemo i comuni con meno ci cinquemila abitanti, manderemo la finanza dove deve andare, a recuperare i soldi dalle concessionarie delle slot machine”.

Ricorda la vittoria in Sicilia e propone di attribuire il Made in Italy solo alle imprese che producono in Italia, poi la semplificazione delle leggi e la defiscalizzazione se investi nella tua azienda.

Il lavoro fino a sessant’anni e l’ultimo pensiero in rosa. Per le donne: “Non sono molte nel Movimento – ammette Grillo – capisco che sono impegnate, ma tutte quelle che abbiamo sono capilista”.

Quindi il saluto, che è pure un augurio: “Ci vediamo in Parlamento, dentro o fuori”.

Scende dal palco, va verso il bar del teatro e lungo il tragitto incontra un suo amico di Canino, Sandro Leoni. Si ferma, lo abbraccia e lo saluta invitandolo ad andare a Roma. Sul palco rimangono i candidati a Regione e Parlamento che si presentano. Intanto ricomincia a piovere. La gente comincia ad avviarsi verso le macchine. Al corso e lungo via Marconi sembra il tre settembre dopo il Trasporto. Al Sacrario si forma la fila alle casse. Lo tsunami è passato, ma quello vero, del 24 e 25 deve ancora arrivare.

Intanto domani sarà a Roma in piazza San Giovanni per la chiusura col boom.

Giuseppe Ferlicca


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22 febbraio, 2013

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