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Sanità - La direzione del 118: "Tutte le altre sedi della provincia costavano troppo, ma il servizio non sarà compromesso"

Ambulanze: restano solo le sedi di Canino, Orte e Viterbo

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L'ambulanza del 118

Un'ambulanza del 118

(f.b.) – Ambulanze: restano solo le sedi di Canino, Orte e Viterbo.

La scure dei tagli continua a colpire la sanità della Tuscia.

E’ stata approvata la delibera regionale che tramite una gara affiderà a un azienda privata il servizio, finora svolto dalla Croce rossa, delle ambulanze di Canino e Orte (per 24 ore al giorno) e di Viterbo (per 12 ore al giorno).

Tutte le altre postazioni, sparse nei diversi paesi della provincia, non saranno invece appaltate.

In pratica, queste ultime, non saranno più alle dipendenze del 118, ma rimarranno delle postazioni proprie della Croce rossa italiana che continuerà a prestare soccorso autonomo a chi ne farà richiesta e che, in casi di estrema emergenza, potranno essere utilizzate anche dal 118 come supporto in interventi singoli.

“Dovendo fare i conti con i pesanti tagli al bilancio – spiegano dalla direzione del 118 di Viterbo – che non ci permettevano più di erogare gli stessi servizi, abbiamo dovuto operare delle scelte. Dati alla mano ci siamo accorti che Canino, Orte e Viterbo sono le postazioni con un maggior numero di interventi annuali. Quindi si è cercato di salvaguardare queste tre situazioni, sicuramente più urgenti delle altre”.

Di queste tre, Canino e Orte continueranno a offrire un servizio continuo 24 ore su 24, a Viterbo invece l’orario è stato dimezzato a 12 ore. “In questo caso – continuano dal 118 – abbiamo tenuto presente che nel capoluogo oltre alle nostre ambulanze ci sono quelle dell’Ares e della Misericordia. Quindi l’offerta è più basta e ridurre l’orario non dovrebbe comportare troppo problemi”.

Quanto, infine, alle tantissime postazioni sparse su tutto il territorio della Tuscia, anche qui, si è ragionato in termini di strategicità. “Posto che Orte e Canino – spiegano – sono i paesi della provincia con una mole di interventi nettamente superiore degli altri e non potevano essere toccati, abbiamo deciso di eliminare tutte le altre postazioni distaccate.

Questo perché mantenere 365 giorni all’anno un’ambulanza in un paese in cui vengono fatti, ad esempio, 30 interventi all’anno, è un’assurdità. Il servizio di soccorso quindi sarà effettuato inviando le ambulanze dalla sede più vicina oppure utilizzando le eliambulanze o ancora, in casi di estrema emergenza, sarà richiesto alle ambulanze delle varie sedi della Croce rossa, che rimarranno comunque autonomamente dislocate sul territorio, di intervenire per il singolo episodio di necessità.

In quel caso, verrà pagata loro la singola prestazione piuttosto che l’annualità completa che aveva un costo ormai del tutto insostenibile per noi. La stessa cosa sarà fatta in giornate particolari, tipo quando in un paese c’è qualche festa o manifestazione che attira molte persone e in cui è quindi previsto un sostegno più massiccio in termini di soccorsi”.


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12 marzo, 2013

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