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Elezioni comunali 2013 - Primarie del centrosinistra - Appena 120 persone al Lux per il confronto tra Valeri, Serra e Michelini

Eravamo quattro amici al… cinema

di Giuseppe Ferlicca
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Raffaella Valeri, Aldo Bellocchio, Francesco Serra e Leonardo Michelini

La platea

Francesco Serra

Raffaella Valeri

Leonardo Michelini

La platea

– Anche se l’incontro è al cinema, la sceneggiatura dei prossimi cinque anni a Viterbo non è facile da scrivere.

Dopo Bagnaia, i tre candidati alle primarie del centrosinistra ci provano. Ancora. Francesco Serra, Leonardo Michelini e Raffaella Valeri, stavolta al Lux, di fronte a oltre 120 persone raccontano la loro città, con qualche punto in comune e molte differenze.

Forse perché incalzati dalle domande, qualche idea stavolta si comincia a vedere, altre appena accennate e alcune forse da rivedere (fotocronaca * video).

Ci scappa pure qualche battuta: “Come sapete – esordisce Michelini – sono qui in rappresentanza di Gigli e Fioroni”. Ci scherza, ma lo stesso Gigli ha già fatto presente di voler appoggiare Michelini. Sollecitato sull’argomento, si fa serio. “In lista – spiega Michelini – non ci sarà nessuno della passata amministrazione, ho la mia storia e non devo nascondere nulla.

Condivido un bisogno di cambiamento con la città e la mia candidatura è alternativa alle passate amministrazioni di centrodestra. E’ una scommessa che faccio, tutto il resto è dietrologia”.

Più diretto Francesco Serra: “Un progetto che includa Gigli o altri personaggi è legittimo, ma riporterebbe indietro Viterbo di trent’anni. Io vorrei guardare avanti, un rinnovamento nei metodi, nei meccanismi e nelle persone”.

E’ stanca di queste polemiche, invece Raffaella Valeri. Ma è appena l’inizio. “Penso che si debba trovare una soluzione insieme a problemi concreti. Spero che Gigli o chi per lui siano una risorsa e non un limite, abbiamo sottoscritto un impegno per lavorare a una programmazione nuova della città”.

E se Raffaella Valeri non ha ancora pensato a una squadra eventuale di governo, Michelini mette subito alcuni paletti: “Avrò le mani libere, le persone le scelgo io, ascoltando i partiti, ma devono piacere al sindaco. In ogni caso non ci sarà nessun ex delle amministrazioni del centrodestra”. Parla con le segreterie e poi decide in prima persona, anche Francesco Serra, che però annuncia: “Se non sarò candidato sindaco, non farò l’assessore e nemmeno il consigliere comunale. Perché penso che debba esserci il limite dei due mandati. In lista io seguirei questo criterio, che applicherei anche a me stesso.

Il regolamento delle primarie ci obbliga comunque a candidarci, lo farei mettendoci l’impegno massimo per far vincere comunque la mia coalizione, ma se poi dovessi essere eletto mi dimetterei. Il mio impegno diretto sarebbe terminato, tornerei al mio lavoro a tempo pieno”.

Chi andrà a votare vuole sapere dai tre candidati idee per il centro storico. “Ci sono un milione di metri cubi disabitati – ricorda Michelini – quando altre città recuperavano i propri centri, Viterbo dormiva. L’housing sociale è il mezzo per recuperare spazi abitativi nel cuore della città.

Non possiamo immaginare il centro solo come luogo d’avvenimenti ed eventi e nemmeno riportare negozi e attività all’interno se prima non lo ripopoliamo. Vengono le persone innanzitutto, altrimenti ogni operazione ha poco senso, così come riportare i servizi”.

Per Raffaella Valeri è necessario riunirsi e discuterne. “Considerando gli aspetti commerciale, residenziale, i trasporti. Discorso che vale pure per le periferie. Il Comune può aiutare la riqualificazione puntando su incentivi.

A Caltanissetta la percentuale d’Imu che va al Comune è stata rimodulata sulla base dell’efficientamento energetico dei palazzi. Un modo per favorirne il recupero”.

La chiusura al traffico per Francesco Serra, che in un paio d’occasioni chiama in causa il vice capogruppo Pd Alvaro Ricci sul lavoro svolto in cinque anni, è superata: “Oggi occorre una regolamentazione della viabilità – osserva Serra – anche con i varchi elettronici. Il Comune deve agire sulle leve fiscali e favorire il ritorno d’esercizi artigiani e commerciali all’insegna della qualità, avendo cura dell’arredo urbano.

Se si decide di chiudere una parte del centro alle auto, si chiude e basta. Non si torna sui propri passi. Come hanno fatto le passate amministrazioni”.

Negli anni, due provvedimenti alla viabilità hanno fatto molto discutere: quello per via Marconi, chiusa e poi riaperta e via San Lorenzo, diventata zona a traffico limitato e poi riaperta a furor di popolo e commercianti.

“Via Marconi – sostiene Michelini – è una via per accedere al parcheggio. Quando si chiude una parte della città, si deve ripensare la viabilità, si devono ridurre al minimo i disagi. Io eliminerei tutti i parcheggi a raso, ripenserei alcuni che sono in itinere”.

La linea di Serra è nota: “Come qualsiasi provvedimento sulla viabilità – osserva Serra – una volta preso non si torna indietro. Si cerca la condivisione, poi una volta intrapresa una scelta, si tiene il punto”.

Raffaella Valeri chiuderebbe tutto il centro storico. “Strade come via Marconi o via San Lorenzo le lascerei per i pedoni – sostiene Raffaella Valeri – ma il trasporto pubblico andrebbe rafforzato. Io il parcheggio al Sacrario lo farei interrato e la parte oggi adibita ad area di sosta la renderei verde”.

La faccenda si complica quando si tratta di trovare i soldi in un periodo di crisi, per realizzare i progetti.

“Penso alla cultura – precisa Raffaella Valeri – Viterbo ha molto da offrire. C’è una biblioteca, manca un museo. Si deve risparmiare altrove per destinare fondi a questo settore, ad esempio tagliando sulle partecipate.

Sulla gestione del verde pubblico si possono ridurre i costi affidando i lavori a cooperative sociali, piuttosto che con onerosi appalti. Perché poi non affidare la gestione ad esempio delle aiuole di via Marconi ai bambini?”.

Serra alza le mani: il bilancio è faccenda complicata. “La situazione è critica – precisa Serra – qualche idea bisogna farsela venire. Finora i soldi sono serviti per ripianare i debiti delle società partecipate volute dal centrodestra. Bisognerà risparmiare, chiedere l’apporto di privati e cercare soldi anche sotto i sampietrini”.

Michelini però spegne le speranze di Serra: “Sotto i sampietrini i soldi non si possono trovare – continua Michelini – ci attende una sfida continua, fatta d’innovazione, ricerca. Io lo faccio tutti i giorni, altrimenti la mia azienda chiuderebbe.

Occorre rivedere i centri di spesa, ridurre l’esternalizzazione di servizi. Non tutto va affidato all’esterno. Possiamo far lavorare cooperative sociali, imprese del posto, giovani. L’affidamento a una cooperativa costa un terzo rispetto a un’impresa”.

E se Serra chiede un voto per cambiare e innovare, Michelini si candida per convincere i viterbesi a credere di più nella loro città e Raffaella Valeri crede nel valore aggiunto della partecipazione, migliorando il tenore di vita, partendo dal sociale.

Il sette aprile si conoscerà il vincitore, per gli altri scorreranno i titoli di coda.

Giuseppe Ferlicca


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28 marzo, 2013

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