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Elezioni comunali 2013 - Primarie del centrosinistra - Intervista ad Alfio Cortonesi che chiede di cogliere l'esigenza di rinnovamento che pervade il paese

“Michelini è frutto della vecchia politica d’apparato”

di Paola Pierdomenico
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Alfio Cortonesi

– “Michelini è frutto della vecchia politica d’apparato”.

Alfio Cortonesi non ci sta a fare lo spettatore nel tavolo politico delle primarie. L’esponente del Centro democratico sostiene di non aver apprezzato la scelta del Pd di aprire al movimento civico di Michelini e con il suo partito ha lasciato l’alleanza.

Viterbo deve cambiare per salvarsi, ma il rinnovamento, per Cortonesi, non passa per Michelini. Un nome, che pur rispettabile, è frutto però delle vecchie logiche di partito che alterano i processi democratici.

Il Centro democratico è uscito dall’alleanza sottoscritta in vista delle comunali con i dirigenti viterbesi del Partito democratico, di Sinistra ecologia e libertà e del Partito socialista italiano. Quali sono stati i motivi?
“Principalmente per il metodo che si è adottato – dice Cortonesi -. Un sistema che non ci sembra abbia valorizzato la democrazia delle primarie”.

Perché?
“Il gruppo dirigente del Pd ha fatto la sua scelta, individuando una candidatura, quella di Michelini, e sostenendola. In questo modo ha un po’ alterato l’equilibrio delle candidature. Ma non c’è solo questo”.

Cosa intende?
“Al di là del metodo, che è comunque importante, noi avvertiamo un bisogno di un cambiamento radicale della politica viterbese. Quella che è stata praticata finora è inaccettabile e per noi serve cambiare le persone, gli equilibri e introdurre delle idee nuove”.

Dopo la vostra uscita, come ha valutato la reazione del comitato delle primarie, vi siete sentiti snobbati?
“So che hanno proceduto a integrare con dei membri in rappresentanza dei diversi candidati. Non mi risulta altro, se poi ci sono stati altri ragionamenti non lo so. La reazione, però, era assolutamente prevista, siamo abituati all’arroganza di certa politica. Alcuni personaggi non hanno capito come vanno le cose e continuano a essere arroganti, anche se non riescono a vedere a un palmo dal loro naso”.

Secondo lei, in questo caso, era necessaria una presa di posizione del segretario del Pd, che è lo schieramento più grande all’interno della coalizione?
“Non la prevedevo, ma prevedevo esattamente quello che è accaduto e cioè mettere tutto a tacere. Non sono rimasto male per questo e anzi non ci importa più di tanto. La politica si fa guardando al futuro e mi pare che certi atteggiamenti non abbiano futuro. Evidentemente, ci sono cose che non vengono percepite, basta mettere la testa fuori dalla porta per capire che l’aria che tira non è più quella di cinque o dieci anni fa. Siamo tranquilli, abbiamo fatto quello che dovevamo fare, gli altri facciano lo stesso”.

Il Pd, quindi per lei pagherà questo atteggiamento di chiusura che continua a portare avanti…
“Penso di sì, anzi ne sono convinto. Non so se è il caso usare l’espressione “atteggiamento di chiusura”, perché si tratta di un comportamento a metà tra l’arroganza e la chiusura. Si sentono determinanti, mentre gli altri non sono nulla, ma non hanno capito che la partita è cambiata”.

Cosa ne pensa della candidatura di Michelini?
“E’ frutto della vecchia politica che rimette in gioco anche pezzi del centrodestra. Francamente il Centro democratico non è sceso in campo per vedere ripristinate certe cose, anzi per noi ci deve essere una chiusura netta con il passato. Non parliamo di rinnovamento nella continuità, che non ci interessa, ma di rinnovamento nella discontinuità. Quello che si è visto e si continua a vedere è inammissibile”.

Quale soluzione adottare allora…
“Il rinnovamento che chiediamo non si può realizzare con la candidatura di Michelini, che è pur rispettabile. Apprezziamo più le altre candidature, anche se questo non ci può indurre a modificare le nostre decisioni”.

A quali candidature fa riferimento?
“Reputiamo sia Francesco Serra che Raffaella Valeri candidati degni. Loro danno prospettive al cambiamento. Viterbo va rinnovata e non può restare sempre sotto la cappa di certe dinamiche politiche”.

Secondo lei, dunque, l’apertura al movimento civico di Leonardo Michelini è stata solo un’operazione di facciata per cui le primarie sono pilotate e tutto è già stabilito.
“Non dico che siano pilotate – precisa -, ma ora non hanno più la dinamica libera che avrebbero potuto esprimere in una competizione reale. Al di là del valore delle altre due candidature, che è indiscutibile, le cose hanno preso una piega che non ci piace e una volta che ce ne siamo resi conto non potevamo restare fermi ad assistere. Il nostro partito ha voluto dare un segnale”.

Crede che la candidatura di Michelini sia stata imposta e dunque la sua vittoria sia scontata?
“E’ inutile girarci intorno. Non c’è stata nessuna imposizione, ma solo delle scelte fatte liberamente e lecitamente. Decisioni che però non collimano con la nostra analisi politica, che si basa su una nuova idea di politica. Ripeto, pur rispettando la candidatura di Michelini, tuttavia non mi pare rappresenti quello che noi vogliamo. E’ frutto di una politica vecchia. Si è cercato di richiamare in campo persone che appartengono alla politica del centrodestra, una cosa non vecchia, ma addirittura stantìa”.

Questa è la critica principale che fate al gruppo dirigente del Pd…
“Certamente, noi attacchiamo il fatto di rimanere legati a una pratica politica che oggi è superata. La politica, a nostro avviso, è al servizio della comunità e non dei singoli, degli apparati o delle stesse persone che da trenta anni stanno sulla scena. Il paese deve cambiare per salvarsi e Viterbo non è differente. Ci sono segni di rinnovamento ovunque che non possono essere ignorati. Bisogna interpretare le esigenze delle persone e mettere da parte il passato. Il cambiamento deve essere rapido e immediato, non all’acqua di rose. Il centro democratico ha questa determinazione. La candidatura di Michelini non preannuncia tutte queste dinamiche e quindi ne traiamo le conseguenze”.

Quindi come vi comporterete?
“Dobbiamo discuterne nei giorni prossimi con gli aderenti del partito. Siamo disponibili al confronto con tutti quelli che hanno idee nuove per la Viterbo di domani. Tutto è da vedere”.

Sosterrete uno dei candidati alle primarie o vi sentirete liberi?
“Al momento non abbiamo preso alcuna decisione di appoggio. I due candidati, Serra e Valeri, fanno ben sperare che un cambiamento sia possibile. Ragioniamo in termini di servizio alla città e alla comunità, i cambiamenti di potere non ci interessano”.

C’è chi vi dà già passati con Filippo Rossi.
“Nessun passaggio. Con lui abbiamo un discorso aperto, come possiamo averlo con Francesco Serra o Raffaella Valeri. Se ci chiamano, siamo disponibili a confrontarci. E’ una fase di passaggio e transizione dopo la quale faremo delle scelte che non saranno mai fondate su richieste di assessorati o altro. Sono segretario di questa forza politica e faccio il professore, il mio mestiere è un altro non sono un politico. Come me anche il collega Osbat e altre persone vicine a noi”.

Come vede la campagna elettorale da qui alle comunali di maggio?
“Interessante  perché  ci sono più persone degne che portano avanti delle istanze di rinnovamento reali e che tutte potrebbero dare un contributo per la costruzione di una città nuova e di un modo nuovo di fare comunità. Le vedo positivamente, quindi, ma molto dipenderà dalle persone e dalle idee che saranno portate avanti. Chi invece ripropone vecchi coaguli di potere, fatti di nomi risentiti e di compromessi non ci interessa.

L’Italia sta cambiando e queste strategie vecchie non trovano spazio. A Viterbo ancora ci sono, ma sono residuali. Il paese o cambia o non è un vero paese. Lo capisce mezza Italia e bisogna capirlo anche qui. Alla luce di questo non possiamo rimanere in un tavolo delle primarie in cui qualche probabile soluzione già si intravede e non ci piace. Il prevalere di Michelini non è previsto, ma non c’è nemmeno nessuno che possa negare che sia l’esito di questa operazione d’apparato. Un esito non scritto, ma sicuramente probabile”.

Paola Pierdomenico


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18 marzo, 2013

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