– Hanno perquisito la sua casa convinti di trovare taniche di benzina. Invece non c’erano.
A.R., 62enne di Vejano, è comunque indagato per un tentato incendio in una segheria a Vetralla, il 21 febbraio scorso.
Venerdì, i carabinieri delegati dal pm Paola Conti hanno setacciato l’appartamento per circa un’ora, in cerca di taniche e dei vestiti indossati dal piromane.
Le telecamere di videosorveglianza hanno inquadrato un uomo che si avvicinava al portone d’ingresso e a un bancale della segheria, per poi cospargerli di liquido infiammabile. Quell’individuo, per i carabinieri, è quantomeno simile ad A.R.. Ma il suo avvocato Samuele De Santis è pronto a smentirli con una consulenza antropometrica. Un tipo di accertamento basato sul confronto tra la fisionomia di un soggetto e la sua rappresentazione su un filmato.
La perquisizione, in ogni caso, ha dato esito negativo. Nulla di rilevante per le indagini è stato sequestrato.
L’indagato, oggi pensionato, ha lavorato nella segheria fino a pochi mesi fa. Ma il rapporto di lavoro con i proprietari non si è concluso per il meglio.
A.R. ha fatto causa al datore di lavoro per il mancato pagamento di 160mila euro di contributi. Il processo è ancora in corso.
In quella vicenda, come nell’indagine per il tentato incendio, lo assiste Samuele De Santis. “Ci riteniamo assolutamente estranei e lo dimostreremo – dichiara il legale, annunciando l’intenzione di procedere con la perizia -. Cercheremo di capire, attraverso una serie di accertamenti, com’è avvenuto il fatto o come qualcuno ha cercato di costruirlo”.
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