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Primarie del centrosinistra - Giocatori della squadra del Pianoscarano minacciano un giornalista e un ragazzo, poi affermano: "Siamo venuti a votare perché ce lo ha chiesto il mister"

“Cancella quella foto, altrimenti…”

di Giuseppe Ferlicca

I calciatori del Pianoscarano a votare

I calciatori del Pianoscarano davanti ai gazebo

La fila ai seggi

La fila ai seggi

– Un calcio a quella che viene definita la festa delle primarie (fotogallery 1– fotogallery 2). A darlo ci pensano una decina di giocatori del Pianoscarano che dopo le 13 arrivano in massa con il loro allenatore a votare ai gazebo di piazza del Teatro.

Tutti in tuta rossa e blu, impossibile non notarli. La foto di rito, come altre decine scattate in precedenza, è scontata. Fa colore, ma qualcuno ci vede nero.

Ai ragazzi non va d’essere immortalati. Pudore? Vergogna? Eppure sono abituati nello sport a essere fotografati. Forse è la politica il problema. Sta di fatto che appena se ne accorgono, chiedono di non fare scatti, ma è tardi. Già fatto.

Il sottoscritto si allontana, ma passano pochi minuti e un gruppo di loro si avvicina iniziando a spiegare che non si può riprendere un fatto privato. Spiegare che un evento più pubblico delle primarie in piazza dove personaggi pubblici come giocatori di calcio votano non esiste, è piuttosto facile.

L’argomento non lo convince. L’immagine va cancellata subito. Il calciatore si sente in dovere di spiegare: “Ti ho chiesto ti togliere le foto – dice – perché noi siamo venuti qui a votare perché ce lo ha chiesto il mister”. Fa quasi tenerezza. Capendo in che ginepraio si sta andando a mettere con certe rivelazioni e per una banalissima foto, lo invito a non parlare, che forse è meglio.

Ma un suo compagno invece qualcosa da dire ce l’ha: “Quella foto la cancelli subito – dice piuttosto alterato – altrimenti vedi che succede, tu non puoi fare foto”. Provo a spiegare che è vero l’esatto contrario e allora lui cala l’asso: “Vedrai che ti succede, ci penso io, mio zio lavora in questura”. Informazione di servizio o minaccia? Perché nel primo caso avrei dovuto rispondere che mio zio era agricoltore.

Avendo invece compreso bene quale fosse l’intento, uno sguardo compassionevole è stato più che sufficiente. Anche se la discussione prosegue animata, fino a degenerare.

Sempre i due giocatori accusano all’improvviso un ragazzo del Pd di stare riprendendo il diverbio col cellulare e gli oggetti delle minacce diventano due. Il giornalista e lui.

Pure lui, deve cancellare tutto e subito. Gli si fanno intorno un gruppo di ragazzi, a lui che decisamente non sembra un assiduo frequentatore di palestre e ha l’aria di non essere in grado di fare del male nemmeno a una mosca.

Eppure gli si fanno talmente sotto che deve arrivare pure il segretario Pd Andrea Egidi a tenere lontani i ragazzi dal giovane democratico, allontanandoli fisicamente.

Il perché di tanta rabbia, sfociata addirittura nelle minacce, si fa fatica a comprenderla. Manca un tassello, che ben presto viene piazzato. Perché la discussione continua, attorno ai ragazzi si è formato un nutrito capannello.

A un certo punto arriva un signore, si tratta di Lorenzo Ciorba ex tesoriere del Pd area Beppe Fioroni, che informato dei fatti è venuto evidentemente in soccorso dei giocatori. A quanto pare è lo sponsor della squadra.

Rivolgendosi al giovane democratico, probabilmente scambiato per il giornalista che ha scattato la foto, dice: “Io sono Lorenzo Ciorba – afferma ad alta voce – se devi scrivere qualcosa, cita me. Questi ragazzi li ho portati io a votare Michelini”.

Ma allora, se li ha portati lui e tutti in tuta e quindi ben visibili, che problema c’è a fotografarli e perché uno scatto che chiunque avrebbe fatto, provoca tanta rabbia e apprensione?

Di sicuro non perché ai giocatori è stato chiesto di votare per Michelini, certamente nessuno ha fatto pressione su di loro, sono tutti sostenitori convinti dell’ex presidente di Coldiretti… e se così non fosse, conforta sapere che c’è sempre uno zio pronto a darti una mano.

Giuseppe Ferlicca

7 aprile, 2013

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