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Elezioni comunali 2013 - Manifesti sulle plance elettorali, Barelli (Viva Viterbo) attacca il candidato alle primarie

“Caro Michelini, le affissioni si pagano”

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I manifesti per Leonardo Michelini sulle plance elettorali

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Riceviamo e pubblichiamo – Rispettare le regole è la prima regola per chi si candida ad amministrare la nostra città, Filippo Rossi e Francesco Serra lo hanno fatto, Leonardo Michelini no.

Mi riferisco alla questione dei manifesti affissi abusivamente sulle plance elettorali che invitavano a votare per Michelini alle primarie e che immediatamente individuati hanno generato la querelle.

Ciò che sconcerta è il fatto che nonostante Tusciaweb avesse segnalato l’abuso il candidato di Fioroni, Gigli e Sposetti abbia addirittura rivendicato il gesto con una dichiarazione: “Nessun manifesto abusivo e nessuna regola violata”.

Una dichiarazione che la dice lunga su come egli si senta “un primus inter pares” rispetto agli altri.

Tutto ciò ha di fatto risvegliato dal torpore anche il sindaco Giulio Marini che ,forse vistisi coperti i simboli del Pdl che campeggiavano sulle plance ormai da quasi due mesi in ricordo delle passate elezioni regionali (ma questa è una mia maliziosa interpretazione), ha sentito il dovere di intervenire chiarendo appunto che quei “Manifesti sono abusivi, martedì farò ricoprire tutto”.

E’ già. Perché i comizi elettorali per le prossime elezioni comunali non sono stati ancora indetti. Lo saranno in data 11 aprile e quelle plance non sono come dice Michelini spazi comunali su cui tutti i candidati possono farlo. A maggior ragione quando di candidati non ce ne sono. Non ci sono nemmeno le liste per le elezioni comunali.

Queste si presenteranno a fine aprile e le primarie a cui Michelini è candidato altro non sono che un esercizio privato di alcuni partiti per scegliere quello che sarà il “loro” candidato, e sottolineo il “loro”; quello cioè di una sola parte politica che nulla ha a che vedere con le elezioni , quelle vere a cui partecipano tutti i cittadini.

Ciò che sconcerta, oltre al disprezzo per le regole manifestato e all’alterigia con cui si è rivendicato, è anche quella del mancato rispetto dei cittadini. Perché, caro Michelini, le affissioni pubbliche sono certo possibili, però si pagano.

E infatti, così come correttamente hanno affisso i loro manifesti Serra e Rossi richiedendo gli spazi all’ufficio affissioni e pagando la relativa tassa in base al numero dei manifesti da mettere, così avrebbe dovuto fare anche Michelini.

Cosa che invece non ha fatto, eludendo dunque quella normativa. Se il buon giorno si vede dal mattino, questo non è certo un buon giorno per il candidato Michelini. Ma forse può esserlo per i viterbesi che cominciano a capire con chi hanno a che fare.

Giacomo Barelli Movimento Viva Viterbo


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1 aprile, 2013

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