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Sanità - Presentato il pesante piano tagli per la struttura viterbese, che nel 2012 ha registrato perdite per oltre 2 milioni di euro - Malerba (Cisl Fp): "Situazione incredibile"

Villa Rosa, in arrivo 73 licenziamenti

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Villa Rosa

Mario Malerba

Mario Malerba, Cisl funzione pubblica

– Settantatre licenziamenti a Villa Rosa. E’ quanto annunciato nel pesante piano tagli per rimettere in pari i conti della struttura sanitaria.

“Dopo i vari incontri a livello istituzionale, non avrei mai pensato – dice Mario Malerba segretario Cisl Funzione pubblica – che la Congregazione religiosa di Villa Rosa e l’amministrazione arrivassero a tanto: da 45 dipendenti che a loro detta risultavano in esubero, siamo passati a 73. Ma in tutti questi anni in cui non hanno parlato di simili disavanzi, dove stavano la Congregazione e i direttori amministrativi delle varie sedi? Dove erano quando addirittura incrementavano il premio di produzione ai dipendenti? Non posso credere che nessuno abbia mai riferito di tali passività.

Perché proprio adesso – conclude il segretario – e rifiutando un piano di rientro diluito nel tempo da condividere con le organizzazioni sindacali? E’ una situazione che ha dell’incredibile e che non può ripercuotersi su 73 famiglie.  Le istituzioni intervengano al nostro fianco”.

I tagli sono contenuti in un documento di cinque pagine, redatto dalla Provincia Italia della congregazione delle suore ospedaliere del Sacro cuore di Gesù, in cui sono indicati chiaramente i campi dove andare a recuperare somme per non chiudere definitivamente. Complessivamente nel 2012 le perdite per la struttura sanitaria sono state di oltre 2 milioni di euro.

Oltre al personale saranno tagliate anche alcuni reparti della struttura, in particolare il reparto trattamenti psichiatrici intensivi, trattamenti terapeutico-riabilitativi estensivi e la struttura residenziale socio-riabilitative h 24.

I motivi secondo il documento della per cui non è possibile evitare i licenziamenti sono che “la spesa complessiva per il personale è insostenibile. In quanto sussiste un’eccedenza di personale assistenziale rispetto ai parametri pretesi dal regime di accreditamento – si legge nella nota -. Inoltre è previtsto il ridimensionamento dei servizi ausiliaria (autisti, addetti al centalino, alla manutenzione del verde) e dei servizi di accettazione e contabilità”.

Chiuderà anche il servizio di assistenza alla comunità religiosa e lo studio medico San Giuseppe.


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12 aprile, 2013

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