![]() Il pm Massimiliano Siddi e il capitano Giovanni Martufi ![]() Il comandante della compagnia di Viterbo Raffaele Gesmundo ![]() Le armi e le parrucche sequestrate
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– Mitragliette, fucili a pompa, passamontagna, parrucche e qualche dose di cocaina (fotocronaca 1 * fotocronaca 2 * video * video2).
Un arsenale ben fornito quello che hanno scoperto e sequestrato questa mattina all’alba i carabinieri di Viterbo nel blitz durante il quale sono state arrestate quattro persone, tre delle quali ritenute dai militari gli artefici della rapina messa a segno lo scorso 13 ottobre al Risparmio Casa di via Garbini.
L’operazione, denominata “Sharing” e coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, è stata portata avanti da tre reparti dell’arma viterbese: la stazione del capoluogo, il nucleo operativo e il nucleo investigativo.
“In poco tempo – ha esordito in conferenza stampa il pm Siddi – i militari sono riusciti a smantellare un sodalizio criminale ben articolato che agiva soprattuto sul territorio della periferia di Roma ma che, come nel caso della rapina a Risparmio Casa, non esitava a mettere a segno colpi anche in trasferta”.
Un’operazione che i carabinieri di Viterbo hanno iniziato subito dopo il terribile episodio del 13 ottobre 2012.
“Fu una rapina molto efferata – spiega il capitano Giovanni Martufi – che sollevò subito un forte allarme sociale. All’interno del negozio c’erano molte persone e anche alcuni bambini che rimasero particolarmente scossi dall’irruzione dei malviventi”.
Subito i militari si misero sulle tracce di un’auto con la quale erano scappati i tre, una Lancia Y elefantino blu.
“Fu un elemento importante da cui partire – continua il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo – ma ci presentò non poche difficoltà in quanto durante i pedinamenti e gli appostamenti ci siamo resi conto che quella stessa macchina veniva utilizzata da più persone. Era come se fosse messa in condivisione da un gruppo di persone che, a turno, compivano furti o rapine”.
Da qui il nome dell’intera operazione “Sharing”, che significa appunto condivisione.
“Dopo una serie di controlli incrociati, di appostamenti e di servizi di osservazione – aggiunge il capitano Martufi – abbiamo individuato questa ben organizzata “batteria” di rapinatori che risiedeva in una zona periferica di Roma. Proprio in quei giorni, si è poi verificata un’altra rapina, questa volta in un Carrefour della Capitale, strutturata in maniera molto simile a quella di Viterbo”.
A questo punto i carabinieri di Viterbo hanno incrociato i dati che avevano a disposizione. “Abbiamo arrestato quattro persone per la rapina di Roma – prosegue Martufi – e ci siamo accorti che due di questi erano gli stessi che secondo noi avevano agito a Viterbo. Proseguendo con le indagini abbiamo poi individuato anche il terzo uomo che erano penetrato nel Risparmio Casa di via Garbini”.
Il cerchio era così finalmente chiuso e stamattina all’alba i militari hanno concluso l’operazione con un blitz in alcuni quartieri di Roma est, tra i quali Casilino e Tor Vergata.
“Durante le varie perquisizioni – conclude il capitano Martufi – abbiamo trovato una mitraglietta scorpion, del tipo utilizzato anche nel periodo delle brigate rosse, un fucile monocanna calibro 12 con il manico richiudibile, parrucche, passamontagna e anche qualche dose di cocaina. Nel blitz abbiamo arrestato anche un altro ragazzo, 22enne, proprio per il possesso di una delle armi”.
I presunti autori della rapina del Risparmio Casa sono tutti di nazionalità italiana, uno ha 30 anni e gli altri due 29. Ora sono a disposizione del gip della procura della Repubblica di Viterbo Franca Marinelli.
Francesca Buzzi
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