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Ronciglione - Ritratto del 35enne morto dopo un malore improvviso - Lo strazio degli amici: "Era dolce, buono e non sapeva dire no a nessuno"

Gianluca, una vita per i cavalli

di Stefania Moretti
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Gianluca Marziali

Gianluca Marziali 

Gianluca Marziali

 

Sorriso luminoso. Sguardo limpido. E quei cavalli che amava tanto e di cui parlava sempre.

Era questo Gianluca Marziali. Del 35enne morto venerdì pomeriggio a Ronciglione resta il ricordo commosso dei suoi amici e di chi gli voleva bene. Come il responsabile della scuderia Fontana grande Piero Citti.

“Per me era come un figlio – racconta, senza trattenere le lacrime -. Sono devastato. Lo conosco da quando era bambino. Ne è passato di tempo…”.

Aveva compiuto 35 anni sei giorni fa. La sua vita era tutta a Ronciglione: casa, amici e il suo lavoro di giardiniere, con cui contribuiva a mantenere madre, padre e due fratelli più piccoli, che gli somigliano tanto. Usciva da una storia che lo aveva segnato, ma credeva ancora nell’amore e sognava una famiglia. Lo diceva pochi giorni fa a una conoscente: “I miei amici sono tutti sistemati. Manco solo io…”. 

I cavalli erano la sua grande passione. Quando staccava dal lavoro o aveva un attimo di tempo correva alla stalla. “Si prendeva cura di quegli animali con una premura rara – dice Citti, il responsabile della scuderia -. Condivideva questo grande amore per i cavalli con i fratelli. E’ stato il miglior artiere che abbiamo mai avuto. Un anno, durante le corse a vuoto, ha fatto anche il lascino (l’incaricato di entrare nel box col cavallo e farlo uscire al segnale del via, ndr). Un’esperienza che gli era piaciuta molto, ma che, purtroppo, non si è più ripetuta”.

Gianluca era uno di quelli che vivevano le corse a vuoto tutto l’anno. Non dietro le corde, a godersi lo spettacolo, ma in stalla a sporcarsi le mani. Di lui, Citti ricorda i pomeriggi in scuderia e l’amore incondizionato per Follina, la fuoriclasse di Fontana grande. “Ha vinto 20 edizioni del palio, di cui molte consecutive. Penso che non fosse un caso: era Gianluca a occuparsi di lei. E’ morta da qualche anno… mi piace pensare che ora sono insieme”.

Di questa scomparsa improvvisa e straziante, tutta Ronciglione si chiede il perché. Al momento si sa che Gianluca era sotto antibiotici e che, in passato, aveva avuto diversi episodi di svenimento. Ma nulla di più. Solo l’autopsia disposta dal pm Stefano D’Arma darà risposte. L’avvocato dei familiari, Maria Rita Sermoneta, si è riservata di nominare un consulente di parte. L’esame autoptico sarà lunedì. Ma per i risultati ci vorrà tempo. 

Intanto, resta lo strazio di quella telefonata al fratello alle 19 di venerdì sera. Gli dicono di correre al pronto soccorso, perché Gianluca sta male. Ma è già troppo tardi: il 35enne muore prima di arrivare al pronto soccorso, sulla strada tra l’ospedale Sant’Anna e la caserma dei carabinieri. Lo avevano fermato verso le 16 per un controllo. Ma dopo un’ora abbondante, finito l’accertamento in caserma, Gianluca ha un malore. Diventa cianotico e ha le forze di stomaco, ma non riesce a rigettare. Cade a terra. Non si rialzerà più.

Un gran lavoratore, dice chi lo conosceva. Una persona dolce e buona. “Anche troppo – aggiunge Citti -. Non mi viene in mente neanche un suo difetto… forse proprio questo: che non sapeva mai dire no a nessuno”.

Il cordoglio è arrivato anche su Facebook. La sua bacheca si è riempita di messaggi degli amici: “Eri come un fratello”, gli scrive Armando. E poi, una valanga di “ciao”, “addio”, “ci mancherai”. L’amica Isabel gli parla come se fosse ancora qui: “Quel giorno di pasquetta, mi hai donato un fiore. E io ti guardai: avevi gli occhi pieni di gioia per un gesto così piccolo ma dolce, gioioso e fatto con amore come sapevi fare te. Io non ti dimenticherò mai amichetto mio. Con un bacio ti ho lasciato quel martedì e con un bacio raggiungerò il cielo per risentirti accanto”.

Stefania Moretti


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12 maggio, 2013

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