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Elezioni comunali 2013 - Viterbo - Scheda-intervista del candidato sindaco Marco Prestininzi per Rifondazione comunista

Il mio punto di forza? La falce e il martello…

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Marco Prestininzi

Marco Prestininzi

– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Marco Prestininzi per il Partito della rifondazione comunista.

I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Nato a Viterbo il 23 luglio 1961. Residente a Viterbo dal 1989 (di fatto, dal 1981 in qualità di studente universitario). Laureato in Scienze agrarie nel 1986 presso l’allora facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Unitus). PhD dal 2009 (XX ciclo – dottorato di ricerca in Ecologia forestale presso Unitus – Dibaf).

Insegnante di scienze naturali chimica e biologia presso il liceo ginnasio Mariano Buratti di Viterbo. Coniugato, due figli. Politicamente indipendente. Precedentemente iscritto al Prc, dal 1993 al 2007, a Sinistra critica dal 2008 al 2010.

Segretario del Partito della rifondazione comunista, circolo di Viterbo, nel 2005 – 2006. Consigliere comunale di opposizione a Viterbo per il Partito della rifondazione comunista, dal 2004 al 2008. Iscritto al sindacato Cgil scuola fino 1997, al sindacato Cobas- comitati di base della scuola dal 1998 a tutt’oggi. Eletto, dal personale della scuola, membro della rappresentanza sindacale unitaria (RSU), nel 2000 e nel 2003 presso l’istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato di Viterbo (Ipsia – Vt) e nel 2012 presso il liceo ginnasio Mariano Buratti di Viterbo”.

Come mai ha deciso di candidarsi?
“A Viterbo il centrodestra e la destra postfascista governano da decenni una città cementificata in modo dissennato e precipitata in fondo alle classifiche dei capoluoghi di provincia per vivibilità, lavoro, cultura, trasporti, politiche ambientali e sociali. 

Le elezioni amministrative 2013 sono connotate dalla presenza di una miriade di liste e di candidati a sindaco di destra, comprese quelle collegate al sindaco uscente, da un candidato a sindaco di centro, di area ex democristiana appoggiato da quattro liste: Pd, Sel, Oltre le mura e Lista civica dei Diritti per Viterbo, al cui interno figurano ex consiglieri ed ex assessori delle giunte di centrodestra che hanno male governato la città negli ultimi decenni.

Si aggiungono poi alcune liste civiche non chiaramente connotate e quella del Movimento cinque stelle. In questo scenario, donne e uomini, iscritti o non iscritti al Prc, hanno ritenuto indispensabile rifondare una lista consentisse di intercettare il consenso degli elettori, speriamo la maggioranza, intenzionati a voltare pagina, indirizzandosi verso candidati, donne e uomini, di un partito che affonda le proprie radici, sia a livello internazionale sia a livello locale, nelle lotte contadine e operaie, nel riscatto dei soggetti economicamente più deboli, disoccupati, emarginati, nell’antifascismo, nei valori della resistenza, nella ricerca di un modello di sviluppo basato sulla pace, sul rispetto e la valorizzazione delle diversità culturali, etniche e di genere.

Hanno proposto me come candidato a sindaco; ho accettato in virtù della totale assonanza con i succitati ideali emersi durante le assemblee in cui è maturata la decisione di partecipare alla tornata elettorale”.

Il suo programma in cinque punti.
“a) Centralità delle emergenze sociali, lavoro diffuso, dignitoso nelle condizioni e nella remunerazione. La riforma democratica della struttura amministrativa dovrà riconoscere nella diffusione e nella dignità del lavoro gli obiettivi prioritari e costanti da perseguire: tale irrinunciabile esigenza è sottesa a tutti gli ambiti tematici del programma di rifondazione comunista per il comune di Viterbo.

L’inversione di tendenza dovrà essere radicale. Contrapporremo lo spirito di collaborazione e di comunità a quello di competizione e squilibrio sociale.

Attueremo politiche del lavoro in cui l’amministrazione comunale, in autonomia o in forme consortili, con altri enti locali, gestirà e coordinerà, quanto più possibile senza figure intermedie, le persone fisiche che opereranno nel campo della gestione dei servizi connessi ai beni comuni e al territorio della Tuscia viterbese.

In questo modo destineremo ai lavoratori le già esigue risorse economiche di cui dispongono i governi locali e che sovente contribuiscono a rimpinguare i profitti dei soliti noti. L’altro obiettivo legato al lavoro sarà quello di concedere in uso gratuito a tempo determinato, attraverso bandi, le terre e gli immobili del comune a coloro che intenderanno intraprendere attività micro imprenditoriali nel settore agricolo, artigianale, commerciale, industriale e del terziario e non hanno le risorse economiche per avviare un percorso lavorativo autonomo.

b) Riassetto e riappropriazione del territorio: l’acqua come bene comune irrinunciabile, da riportare alla piena fruibilità; le terme come risorsa del territorio, da restituire ai cittadini; interventi a monte del ciclo dei rifiuti e raccolta differenziata (obiettivo: rifiuti zero); viabilità e priorità del servizio pubblico per i trasporti urbani; interventi per rendere agevole il flusso pendolare quotidiano per e da Roma.

c) La città di tutti: un nuovo piano regolatore, concepito secondo obiettivi politici decisamente opposti a quelli che hanno caratterizzato il precedente (1974?); priorità del risanamento, della vitalità e della valorizzazione dei centri storici (Viterbo e frazioni), mediante interventi pubblici mirati a incentivazioni a favore delle attività commerciali e artigianali e all’iniziativa dei cittadini; qualificazione dei quartieri periferici e delle frazioni; recupero del patrimonio immobiliare pubblico e destinazione d’uso sociale e funzionale; la rete dei servizi pubblici e la decisa limitazione al traffico privato dovranno essere coerentemente finalizzati agli obiettivi individuati.

d) Diritti civili, solidarietà, prevenzione e diritto alla salute, qualità della convivenza: sono altrettante tematiche che intendiamo porre all’attenzione e al centro di un confronto aperto tra istituzioni e la diffusa rete delle realtà associative e dei soggetti sociali, in particolare quelli giovanili, troppo spesso unici e inascoltati presidi democratici sul territorio.

e) Cultura e conoscenza critica: la vivacità, l’attrattività, la stessa vocazione di una comunità civile si riconoscono per le aperture culturali e per le tensioni creative che l’attraversano; il patrimonio dei beni storico-ambientali è destinato ad un rapido ed irreversibile degrado-reperti archeologici irriconoscibili dalle nuove generazioni e ai margini dei flussi turistici – se non si è capaci di farne risorse vive su cui il pubblico dovrà investire e su cui i giovani possano contare per farne possibili scelte di vita futura: di studio e di ricerca, di lavoro, di comunicazione, di attività artistica, musicale, teatrale”.

Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“Per la realizzazione dei progetti dovranno essere favorite le scelte dal basso, la partecipazione dei cittadini all’impianto del bilancio e alla sua verifica in corso d’opera per la necessaria eliminazione degli sprechi di ogni tipo. Esempio: perché spendere somme non indifferenti per imbellettare le rotonde e le vie della città e non concentrare le risorse per il verde “produttivo” come quello in cui sono immersi i siti archeologici in stato di degrado avanzato?”

Centro storico aperto o chiuso?
“Da subito chiusura di alcune zone per i non residenti o titolari di attività, in precise fasce orarie. Parcheggi limitrofi al centro storico gratuiti nelle fasce di chiusura al traffico veicolare privato. Potenziamento di tutte le moderne forme di trasporto collettivo o individuale a trazione elettrica, integrale o assistita (biciclette).

Mobilità alternativa al traffico veicolare attuando il Piedibus (o pedibus), progetto ideato in Danimarca e sperimentato anche da noi, rivolto ai bambini che si spostano a piedi, aggregandosi in comitive guidate da alcuni addetti, per recarsi da casa a scuola e viceversa. Il Piedibus è organizzato come se fosse un autobus, con linee, fermate e orari.

L’organizzazione dei Piedibus sarà curata dal comune di concerto con l’Asl le scuole, cooperative o associazioni; è un’iniziativa ecologica e salutare che educa i bambini e gli adolescenti ad una cultura ambientale e salutistica. Il progetto oltre a combattere il fenomeno dell’obesità infantile, è utile per promuovere la socializzazione e l’autostima dei bambini e, cosa non secondaria, riduce il traffico veicolare nei pressi delle scuole”.

Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Per Civitavecchia bisogna ultimare la superstrada. Questa non è diretta competenza del comune di Viterbo ma un sindaco deve saper catalizzare i cittadini e le istituzioni per fare pressione sulle autorità competenti a finanziare il cantiere.

Oltre ai benefici per la Tuscia, in relazione al potenziale flusso turistico proveniente dalla navi da crociera che approdano a Civitavecchia, il completamento del raccordo collegherebbe velocemente Viterbo con l’aeroporto di Fiumicino e con la zona nord-ovest della capitale. Per Roma (via Cassia) bisogna assolutamente raddoppiare la linea ferroviaria da Cesano a Viterbo e proporre la prosecuzione della linea ferroviaria fino a Siena, perfettamente allineata con Roma e Viterbo lungo la via Francigena”.

In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico?
“Da subito, una volta sindaco, mi occuperò di far fronte all’emergenza, come primo responsabile della salute dei propri concittadini, assicurando la distribuzione giornaliera itinerante di acqua potabile con appositi confezionatori posti su autocarri specificatamente progettati allo scopo, già operanti in altre realtà italiane. Miscelazione delle acque con quelle provenienti da altri acquedotti e dearsenificatori a monte saranno gli altri provvedimenti da prendere subito dopo in collaborazione con le altre istituzioni deputate allo scopo”.

Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Le linee generali di intervento e il metodo sono già stati illustrati rispondendo alla domanda numero 3 (punto a). Aggiungo alcuni obiettivi particolari: 1) ente comunale di consumo e promozione di mercati locali itineranti per la vendita di prodotti locali secondo il principio della filiera corta in modo da incentivare l’occupazione nei settori agricolo, artigianale e commerciale e, contemporaneamente, favorire lo scambio di prodotti locali di qualità a prezzi abbordabili dai consumatori; 2) Casa dei popoli e delle culture; 3) informatizzazione della biblioteca comunale, in rete con le biblioteche storiche e scolastiche del territorio 4) Cittadella della scienza per itinerari didattici 5) guide turistiche per i percorsi archeologici naturalistici del territorio del comune di Viterbo, che sappiano parlare almeno un lingua straniera (inglese, Tedesco…) 6) promozione turistica rivolta all’estero e a Roma”.

Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“I quartieri e le frazioni hanno già un ruolo: ci vivono miglia di persone, anagraficamente residenti nel comune di Viterbo, che non dovranno mai più essere penalizzati perché abitano in luoghi decentrati rispetto alla collocazione dei principali servizi di cui fruiscono gli abitanti di Viterbo città. Sovente il loro patrimonio storico, archeologico, artistico, culturale e ambientale è equivalente se non superiore al centro urbano del capoluogo. Le considerazioni programmatiche citate valgono per tutte le località e frazioni, trentasette, che sono parte integrante del comune di Viterbo. Particolare attenzione sarà rivolta ad assicurare il trasporto pubblico adeguato ai cittadini da e per le frazioni”.

Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Molti, tra coloro che mi conoscono, probabilmente mi voteranno perché, aldilà delle qualità e del programma, sono certi che espleterei il ruolo di primo cittadino con onestà e concretezza; alcuni hanno avuto modo di verificarlo dal 2004 al 2008, quando ero consigliere comunale del Prc, all’opposizione, proprio qui a Viterbo.

Tutti gli altri non hanno alcun motivo per votarmi, in quanto persona, perché non mi conoscono. Solo i personaggi lanciati dalla televisione sono visibili alle moltitudini e riescono, “se bucano lo schermo”, come si dice in gergo, a raccogliere numerose adesioni sulla persona. Naturalmente la loro effettiva qualità è tutta da dimostrare. C’è però un punto di forza che mi potrebbe distinguere da molti altri avversari politici: sono il candidato a sindaco del Partito della rifondazione comunista, Sinistra Europea, che si presenta con il suo contrassegno, falce e martello, con i suoi ideali e con le succitate radici politiche e culturali. Son convinto che molti elettori “spaccheranno il simbolo” confortati dal fatto che i candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale saranno idonei a veicolare il cambiamento, perché già ascoltati, valutati e democraticamente eletti in sede assembleare”.


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16 maggio, 2013

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