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Elezioni comunali 2013 - Si scatena sul web la satira sugli slogan e sui candidati sindaco

Non ci resta che… ridere

di Giuseppe Ferlicca
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Ultima cena candidati sindaco elezioni 2013

Ultima cena candidati sindaco elezioni 2013 – clicca sulla foto per ingrandire

Viva Viterbo

Viva Viterbo

Morti Udc

A proposito di Udc

Santucci con Michel

Santucci con Michel

Fioroni con Bersani

Fioroni non osa dirlo a Bersani

– Per leggere questo articolo, non leggere questo articolo. La campagna elettorale impazza e ogni candidato sindaco fa di tutto per ottenere attenzione e consensi e così è nata una vera e propria corsa agli slogan, a chi s’inventa il più originale o la spara più grossa.

Una gara che ha già un vincitore indiscusso: Giulio Marini, con il suo “Per cambiare non cambiare”.

In rete è un fiorire di parodie. Su Facebook nascono gruppi e compare il manifesto ritoccato con Marini una volta tra la neve: “Per spalare non spalare”, oppure al buio, “Per illuminare non illuminare” o nei pressi di una fontanella: “Per bere non bere” (fotosatira).

Oggi però siamo in grado di spiegare il perché della frase. Lo slogan del sindaco uscente è una risposta a quello che gli hanno chiesto molti viterbesi: “Per fare il sindaco non fare il sindaco”.

C’è chi per inventare uno slogan non inventa uno slogan e chi va al sodo. Gianmaria Santucci è il “Sindaco che ti parla concretamente”. E già s’immaginano viterbesi a passeggio che si danno alla fuga vedendo Santucci arrivare, perché ti vuole parlare.

Ma di cosa ti parla? Lo spiega l’asterisco nel manifesto: “Un sindaco ha bisogno solo dell’affetto del suo popolo”. Insomma, lui ti parla, voi gli volete bene e loro il 26 e 27 maggio vanno al mare.

C’è chi invece ritiene “Viterbo impresa possibile”. E’ Leonardo Michelini. A quanto pare lui per onestà intellettuale aveva scelto: “Viterbo,un’impresa impossibile”. Poi per un errore di stampa le prime due lettere sono scomparse e il manifesto è rimasto così. Vuoi vedere che qualcuno ci crede? (Im)possibile.

Poi c’è chi in queste comunali si scopre bigamo. Andrea Scaramuccia, dai manifesti in cui campeggia con i suoi due bei figli, confessa d’amare Viterbo come la sua famiglia.

Un bel problema. Avesse detto amo Viterbo come i broccoli ripassati in padella, non ci sarebbero stati problemi.

Invece ora, per evitare che palazzo dei Priori si trasformi in un harem, sarà costretto a prendere una decisione. Famiglia o comune. A meno che non siano gli elettori a decidere per lui.

Un altro candidato che va sul concreto è Chiara Frontini. Semplice e diretta: “Chiara Frontini, sindaco insieme”. Bene, ma insieme a chi? Significa che a turno i viterbesi dovranno fare il primo cittadino insieme a lei? Se si trattava di passare del tempo insieme, non bastava una domenica mattina trovarsi tutti a Castel D’Asso e fare una bella scampagnata?

Probabilmente per un altro errore di stampa, invece, stanno circolando in città i manifesti di Gianluca De Dominicis, con uno slogan che riporta un’informazione sbagliata: “Vota per te!”. Per me? Ma io non sono nemmeno candidato.

Altra frase, altro errore: “Partecipa al cambiamento”. Incompleta. Cambiamento in meglio o in peggio? Meglio specificare.

Piuttosto deciso, Diego Gaglini: “Il 26 e 27 maggio a Viterbo la rivoluzione falla davvero”. Non quella civile. Il copyright è di Ingroia.

Non ha bisogno di slogan, invece, Filippo Rossi. Il suo movimento è già uno slogan: Viva Viterbo.

Rossi, che impugna l’arma del cambiamento, un primo risultato l’ha già ottenuto: come quando nacque Forza Italia, oggi in città nessuno pronuncia più “Viva Viterbo”. Rossi se ne deve essere accorto, tanto che per una sua prossima manifestazione uno slogan vero lo ha adottato: “Per cambiare cambia”. Uno ti dice di non cambiare per cambiare, l’altro, che per cambiare devi cambiare.

Per favore, mettetevi d’accordo e fateci sapere.

Giuseppe Ferlicca


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6 maggio, 2013

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