![]() Il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini |
– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Leonardo Michelini per il centrosinistra con le liste Oltre le mura, Partito democratico, Sel – Viterbo bene comune, Lista civica dei diritti per Viterbo.
I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Sono nato il 12 settembre 1950 e da sempre vivo a Viterbo, la città che ha influenzato le scelte più importanti della mia vita, sia sul piano familiare sia su quello professionale. Ho studiato alle scuole Monachelle, poi alla scuola media Cesare Pinzi e poi al liceo scientifico statale Paolo Ruffini. Terminati gli studi alla facoltà di Ingegneria di Roma, mi sono subito dedicato all’impresa di famiglia.
La mia imprenditorialità ha una caratterizzazione marcatamente italiana. E’ un’impresa che nasce in Toscana, a Pistoia, ad opera dei miei nonni; nel 1956 viene trasferita da mio padre a Viterbo e poi affidata a me e mio fratello. E’ un’impresa che crescendo mi ha insegnato tanto. Per esempio che è necessario amare ciò che si fa; che è indispensabile accogliere i cambiamenti e affrontarli con entusiasmo e coscienza; che al successo di ogni impresa è imprescindibile la collaborazione, la condivisione e quindi il rispetto per gli altri.
L’inclinazione ad estendere i criteri di una sana imprenditorialità, mi conduce alla presidenza della Coldiretti provinciale nel 1998. Dopo 14 anni alla guida di Coldiretti, ho scelto di candidarmi a sindaco di Viterbo. Ho vinto le primarie come cittadino indipendente e ora sono il candidato di una coalizione composta dal movimento civico Oltre le mura, dal Partito democratico, da Sel – Viterbo bene comune e Lista civica dei diritti per Viterbo, con quattro liste che mi sostengono”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“Perché arriva un momento in cui non si può restare con le mani in mano davanti ad anni e anni di malgoverno della città. Ho accettato di candidarmi a sindaco – dopo aver rifiutato in passato più di una volta – perché ho sentito che il mio impegno pubblico doveva trasformarsi in qualcosa di più, uscendo dall’ambito dell’associazionismo e guardando a tutto tondo ai problemi di una città ferma. Da imprenditore sono abituato a ragionare sulle cose, a risolvere i problemi e a non dare spazio a illusioni, né a trovare giustificazioni. Sono questi i criteri che guideranno il mio impegno”.
Il suo programma in cinque punti.
“Favorire il lavoro, soprattutto con la formazione di cooperative e imprese di giovani. Riqualificazione del centro storico e delle aree urbane con recupero abitativo, sostegno alle attività commerciali, revisione del sistema di viabilità e dei parcheggi. Riqualificazione delle ex terme Inps e creazione di un circuito turistico archeologico-termale competitivo sul mercato perché unico nel suo genere. Miglioramento della qualità della vita con l’efficientamento dei servizi (verde pubblico, servizi alla persona, nuove tecnologie per la viabilità, risparmio energetico e green economy). Sostegno delle attività locali agricole, artigianali e commerciali con la valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità”.
Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“Attraverso i risparmi di spesa di alcuni servizi esternalizzati, fondi strutturali europei, fondi regionali previsti per il recupero e la valorizzazione edilizia”.
Centro storico aperto o chiuso?
“Centro storico medievale chiuso con un programma da attuare progressivamente e che comprenda la revisione dell’intero sistema di accesso ai parcheggi, compresa la possibilità di riaprire via Marconi”.
Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Si risolve con il completamento della Trasversale Orte – Civitavecchia e con l’efficientamento dei trasporti ferroviari”.
In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico?
“Inizialmente con l’impiego di dearsenificatori, e successivamente con la miscelazione di acque a basso tenore di arsenico, come già proposto dagli studi dell’Università della Tuscia”.
Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Promuovere attività che creino un’offerta di prodotto (materiale ed intellettuale) attrattivo per un mercato nazionale e internazionale. Viterbo ha bisogno di ripartire da attività in grado di mettere a frutto le proprie vocazioni (beni archeologici, turismo, enogastromia), creando rapporti più incisivi con la Regione Lazio e sfruttando la programmazione europea 2014-2020”.
Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Quello che non hanno mai avuto in questi ultimi anni, cioè assolutamente centrale e integrante della vita sociale della comunità viterbese. E il mio impegno in questo senso è già facilmente riscontrabile nell’attenzione che sto rivolgendo alle frazioni e alla periferia in questi giorni di campagna elettorale: incontri, dibattiti e iniziative in tutti i quartieri e in tutte le frazioni”.
Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Perché fino ad oggi ho sempre concretizzato quello che ho pensato, il che, di questi tempi, vista la politica, non è di poco conto. E per un’altra semplice ragione. Questo per me non è un trampolino di lancio per fare altro, ma solo l’impegno di una persona che ama la sua città”.
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