--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Elezioni comunali 2013 - Viterbo - Scheda-intervista del candidato sindaco Daniele Cario per Solidarietà cittadina

“Subito il registro per le unioni civili”

Condividi la notizia:

Daniele Cario

Daniele Cario

– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Daniele Cario per Solidarietà Cittadina.

I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Sono nato a Viterbo il 4 luglio 1951. Laureato in architettura all’università La Sapienza di Roma. Ora sono architetto, libero professionista. Dal 1981 al 2000 ho insegnato all’ente scuola per l’industria edilizia di Viterbo. Nel 1984 sono stato coordinatore della ricerca e della mostra convegno “Viterbo: per una metodologia d’intervento”, i cui atti sono stati pubblicati dalla rivista “L’industria delle costruzioni” (XVIII, n. 149, marzo 1984).

Dal 1984 al 1993 sono stato responsabile della redazione della rivista Av, periodico dell’ordine degli architetti di Viterbo e provincia. Negli anni Ottanta sono stato membro del comitato scientifico della rivista di studi territoriali e ambientali Fines. Dal 1992 al 2009 sono stato membro del consiglio dell’ordine degli architetti di Viterbo e dal 2000 al 2009 ho ricoperto la carica di presidente. Sono stato anche presidente della federazione degli ordini degli architetti del Lazio per il biennio 2002-2004.

Negli anni Novanta sono stato membro della commissione edilizia nei comuni di Gallese e Bassano in Teverina. Dal 1996 al 1999 membro della commissione Zone ornato e arredo urbano al comune di Viterbo. Dal 1997 al 2009 sono stato membro della commissione regionale preposta alla protezione delle bellezze naturali della provincia di Viterbo. Dal 2000 al 2009 sono stato componente del comitato tecnico scientifico di Tecnoborsa -Osservatorio nazionale sul mercato immobiliare.

Dal 2001 al 2005 è membro della commissione competenze istituita al consiglio nazionale degli architetti. Dal 2006 al 2008 sono stato membro della commissione edilizia del comune di Viterbo. Nel 2007 sono stato membro della commissione giudicatrice del concorso internazionale di idee per la riqualificazione paesaggistica, urbanistica e architettonica di Pizzo Sella (Palermo). Sono stato relatore in numerosi convegni e autore di articoli e saggi su temi inerenti l’architettura e il territorio, pubblicati su quotidiani e riviste del settore. Attivista del movimento studentesco e a sostegno delle lotte operaie a Viterbo e a Roma dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta. Laico convinto, da sempre impegnato nelle battaglie civili contro ogni forma di discriminazione. Non ho mai ricoperto incarichi politici o di partito”.

Come mai ha deciso di candidarsi?
“La decisione è scaturita in seno all’associazione Solidarietà cittadina, nata da oltre un anno e composta da donne e uomini differenti per età, formazione e cultura, uniti dalla convinzione che l’eterogeneità possa costituire un punto di forza. Stanchi di delegare la soluzione di questioni fondamentali relative alla città a politici dai quali non ci sentiamo rappresentati, abbiamo deciso di prendere parte in prima persona al cambiamento. Per queste ragioni ho accettato di candidarmi con persone con le quali condivido pienamente principi e obiettivi”.

Il suo programma in cinque punti.
“Primo: coinvolgimento dei cittadini nella gestione diretta della cosa pubblica, con controlli trasparenti al fine di impedire privilegi e favoritismi, con rappresentanza di genere equamente distribuita e gestione informatizzata del territorio comunale per migliorare e coordinare le informazioni provenienti dai vari settori economici. Tutela dei diritti di tutti i cittadini nel rispetto dell’art. 3 della nostra Costituzione, senza operare alcuna discriminazione in termini di genere, etnia o religione. Sostegno attivo per le famiglie, per le donne e per gli anziani. Istituzione del registro delle unioni civili.

Secondo: impegno contro ogni forma di inquinamento: atmosferico e ambientale (acqua, radon); potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti con l’obiettivo di arrivare alla soglia di “rifiuti zero”. Sostituzione delle attuali discariche con impianti di trattamento pubblici e non privati. I rifiuti come risorsa economica: revisione del nostro concetto di sviluppo, ripensando la crescita in modo sostenibile e durevole, valorizzando prodotti e merci producendo meno rifiuti.

Terzo: rilancio del settore edile avendo quale obiettivo primario il recupero del patrimonio edilizio esistente e la messa a norma e in sicurezza di tutti gli edifici pubblici. Riqualificazione delle aree industriali e artigianali. Redazione di un nuovo strumento di pianificazione urbanistica (Pugc) in sostituzione del vecchio Prg interventi di bonifica vegetazionale e di ingegneria naturalistica, finalizzati al riuso e al consolidamento dell’intero territorio comunale.

Quarto: valorizzazione dell’agricoltura intesa non soltanto come comparto produttivo, ma anche come settore manutentore dell’ambiente, accrescendo le sinergie esistenti tra agricoltura, turismo e commercio. Costituzione di un mercato agroalimentare, a gestione trasparente, con la partecipazione degli operatori del settore e delle associazioni di categoria. Cessione in uso delle aree agricole dismesse di proprietà pubblica a giovani o cooperative di giovani, per produzioni qualificate e/o biologiche certificate. Individuazione di aree per la creazione di mercati agricoli rionali.

Infine il riassetto generale dell’intero sistema termale, storico-artistico ed archeologico, potenziamento e riqualificazione delle strutture ricettive, nell’intento di trasformare la città in un centro congressi, primo passo verso un autentico risanamento politico, sociale e culturale”.

Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“Tutti o quasi i punti del nostro programma avranno costi limitati per l’amministrazione, in quanto potranno essere cofinanziati da partecipazioni private. Altri possono essere reperiti da contributi comunitari, agevolati dalla creazione di uno sportello debitamente dedicato. Altri possono essere autofinanziati e altri ancora potranno essere attuati con una sana politica contro gli sprechi (vedi tra gli altri consulenze, promozioni ecc.).

Centro storico aperto o chiuso?
“Il dibattito su un centro storico chiuso o aperto può essere fuorviante: il vero obiettivo è infatti quello di realizzare un piano di recupero (mai voluto finora), che comprenda uno studio sulla viabilità generale (il “piano Quaglia”, l’unico studio redatto sul traffico, risale a circa trenta anni fa), un’analisi sulla composizione e sul numero degli abitanti insediati, un censimento sulle reali attività artigianali, commerciali, culturali, sociali e pubbliche che attualmente vi si svolgono, uno studio sulla dotazione reale di verde pubblico, parcheggi e servizi, proprietà pubbliche o private e quanto altro. Solo dopo aver acquisito questi dati potremo finalmente determinare quanta e quale parte della città storica potrà essere chiusa o meno al traffico senza danneggiare i residenti, e quali interventi siano realmente necessari per valorizzarla. Solo dopo aver capito e progettato un piano di recupero globale avremo le idee chiare su quali interventi proporre. Basta con proposte di housing sociale o di progetti mirabolanti scollegati o inutili per un vero recupero della città storica”.

Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Il problema della mobilità esterna alla città e dei collegamenti con Roma e Civitavecchia non riguarda le competenze comunali. Per quanto infatti all’ammodernamento delle arterie suddette all’interno del territorio comunale, la viabilità su gomma è stata totalmente realizzata. Quello che invece necessita di immediata manutenzione è tutta la viabilità comunale, disastrosamente sconnessa e pericolosa. Oltre a ciò necessita di un intervento innovativo e funzionale l’intero sistema ferroviario che collega Viterbo con Roma, sia attraverso la linea Fs che quella della Roma Nord. Tale intervento dovrebbe comprendere il raddoppio dei binari per quanto riguarda il tratto compreso tra Viterbo e Cesano, e l’interramento, sempre sulla stessa linea, del tratto San Martino e porta Fiorentina fino al Poggino, dove verrà realizzato un nuovo scalo per passeggeri e merci; inoltre dovrà essere realizzato lo spostamento del tracciato ferroviario esistente della linea Roma-Civita Castellana-Viterbo, posizionando il capolinea in corrispondenza della nuova stazione. Tale operazione consentirebbe di riunificare l’intera città oggi divisa in più parti dai binari”.

In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico?
“La pericolosità della presenza di arsenico nell’acqua potabile come elemento cancerogeno certo di classe 1 è stata accertata da innumerevoli studi, così come è certa la responsabilità dell’attuale amministrazione per essere stata latitante di fronte al problema della tutela della salute dei cittadini. Noi ci proponiamo di risolvere questo problema immediatamente con la realizzazione di dearsenificatori, obbligando la Regione ad assolvere al suo compito di finanziatore delle opere: diversamente i lavori verranno finanziati con fondi comunali stornati da altri capitoli di spesa, scelti pubblicamente dalla cittadinanza e mettendo in mora l’ente inadempiente. La salute delle persone è la cosa più importante che ogni amministratore deve salvaguardare.

Durante la realizzazione degli impianti e nel mentre si procede alla ricerca di nuove falde non inquinate, si dovrà provvedere all’approvvigionamento idrico con autobotti per tutti gli abitanti, una soluzione temporanea sicuramente più efficace rispetto alle attuali fontanelle che erogano acqua depurata – poche e dislocate in punti difficilmente accessibili –, risultata insufficiente e indecorosa. La distribuzione dovrà essere attuata con particolare riguardo per i malati, le donne in gravidanza, i neonati e i bambini: sono allo studio gli effetti dell’arsenico sullo sviluppo cerebrale, con incremento dei disturbi neurocomportamentali infantili e neoplasie. Verificare la quantità di fluoruri presenti nell’acqua potabile, anche questi pericolosi per la salute, e predisporre per la loro eliminazione soluzioni complementari agli impianti di dearsenificazione”.

Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Tutte le nostre proposte sono finalizzate a favorire il lavoro e l’occupazione: l’informatizzazione degli uffici, la salvaguardia dell’ambiente, il trattamento dei rifiuti come risorsa economica, creano occupazione; il rilancio dell’edilizia, il recupero della città storica delle periferie e delle frazioni incentivano il lavoro; lo sviluppo dell’agricoltura, con la realizzazione del centro agroalimentare e il riuso dei terreni dismessi crea lavoro; il riassetto generale dell’intero sistema termale, storico artistico ed archeologico, il potenziamento e riqualificazione delle strutture ricettive creano lavoro.

In un momento di crisi e disoccupazione come quello attuale, dove i giovani non vedono futuro e gli anziani sono costretti a sacrifici e privazioni, tutto il nostro impegno va verso la tutela e il rispetto del lavoro e della dignità dei lavoratori, perché l’occupazione non divenga strumento di sfruttamento e ricatto. Il nostro impegno sarà rivolto inoltre all’eliminazione, all’interno dell’amministrazione, di ogni forma di lavoro precario, causa di frustrazioni e umiliazioni, e all’incentivazione delle risorse umane da impegnarsi nei settori dell’ecologia, della salvaguardia dell’ambiente, del patrimonio storico-artistico e archeologico”.

Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Quartieri e frazioni sono parte dell’intero, della città. Il loro ruolo è fondamentale. Per di più, quelle impropriamente chiamate frazioni sono borghi storici con una precisa connotazione, pregevolissimi sotto il profilo storico artistico. La questione si pone quindi sotto un duplice aspetto: preservare l’identità di questi nuclei urbani, dotandoli di servizi e infrastrutture adeguati, e, al tempo stesso, renderli parte attiva della città.

Per fare questo occorre in primo luogo stabilire un contatto continuo con i cittadini, interrotto a seguito della chiusura delle già poco efficienti sedi circoscrizionali, istituendo sportelli per il cittadino e indicendo periodicamente assemblee di zona, per essere in grado di monitorare in tempo reale le necessità degli abitanti. Verificare la dotazione degli standard urbanistici (verde pubblico, scuole, spazi per la cultura e per lo svago, attrezzature sportive, parcheggi); potenziare i collegamenti e garantire l’assistenza domiciliare, così da consentire a tutti i cittadini una qualità di vita ottimale, anche a coloro i quali non abbiano possibilità di effettuare spostamenti”.

Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Il nostro nome porta con sé tutta una serie di motivazioni per le quali i cittadini dovrebbero schierarsi al nostro fianco. Noi proponiamo la solidarietà tra e verso coloro che hanno meno, tra gli emarginati, solidarietà nei confronti dei diversi, la tutela dei diritti di tutti i cittadini nel rispetto dell’articolo 3 della nostra Costituzione, senza operare alcuna discriminazione in termini di genere, etnia o religione. Siamo per la tutela delle nuove strutture di aggregazione familiare, delle coppie di fatto e dei legami affettivi finora non riconosciuti dalla legge, per l’istituzione del registro delle unioni civili. Siano per il sostegno attivo per le famiglie, per le donne e per gli anziani. Crediamo nel rispetto e valorizzazione della dignità umana, promuovendo la partecipazione democratica e attiva di tutte le persone alla gestione della città”


Condividi la notizia:
15 maggio, 2013

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR