![]() Daniele Sabatini nella sede del Pdl ![]() Daniele Sabatini nella sede del Pdl |
– Una batosta elettorale senza precedenti. Almeno per un area politica che a Viterbo l’ha sempre fatta da padrone.
Ora per il centrodestra è venuto il tempo di leccarsi le ferite e provare a capire cosa non ha funzionato in queste elezioni comunali 2013 (risultati).
Il sindaco uscente Giulio Marini (Pdl) ha perso al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini con uno scarto enorme circa il 25% dei consensi. La sfida è finita 62,86% a 37,14%.
Nel 2008 al ballottaggio 21.961 viterbesi votarono Marini, a cinque anni di distanza il sindaco uscente ha preso meno della metà dei consensi, 9.759 voti per la precisione. Al vento, o al mare, 12.202 voti.
Cosa è successo?
“Quello di Michelini – afferma il consigliere regionale del Pdl Daniele Sabatini – è sicuramente un risultato brillante che nasce però da un malcontento diffuso che ha portato i viterbesi lontano dalle urne. Non dobbiamo dimenticare che Michelini è un sindaco eletto con il 30% dei consensi e spero abbia la consapevolezza che due terzi della città non lo hanno scelto. Ora bisogna riflettere.
Queste elezioni hanno visto dissolversi il consenso che avevamo maturato negli anni. E tutto l’astensionismo – dice ancora – è sicuramente targato centrodestra. Questo perché il nostro elettorato è deluso e disinnamorato e i tanti distinguo all’interno della coalizione non hanno aiutato”.
All’appello per il centrodestra sono mancati più di dodicimila voti. Tantissimi. Nonostante alla fine tutti i candidati del centrodestra sia siano apparentanti con lui. Da Scaramuccia (La Destra), a Gianmaria Santucci (Fondazione) passando per Giovanni Adami (Fiamma Tricolore). Alla fine dei conti su 66 sezioni Marini vince solamente nella 66. Il resto è debacle totale.
“E’ una sconfitta pesante – commenta Andrea Scaramuccia (La Destra) -. Sapevamo che Marini avrebbe perso già dal primo turno ma abbiamo deciso lo stesso di fare l’apparentamento con lui, perché credo fortemente alla ricostruzione di un nuovo centrodestra per il futuro. E non è giusto attribuire la paternità della sconfitta interamente a Marini. Siamo tutti responsabili. L’unica nota positiva – conclude – è che si comincia a sentire un’aria nuova nel centrodestra, e uniti possiamo portare avanti un progetto importante, che continuerà anche dopo queste elezioni”.
“Quella di Michelini – dice Gianmaria Santucci – è una vittoria schiacciante. Noi staremo all’opposizione con grande lealtà e se le proposte della maggioranza saranno buone le voteremo con assoluta serenità. Per il resto lavoreremo alla crescita di Fondazione”.
Nessuna voce, invece, è arrivata da Giulio Marini. Ieri pomeriggio a metà scrutinio ha telefonato a Leonardo Michelini per gli auguri di rito, poi ha spento il telefono ed è tornato a casa. “Giulio – dice infine Sabatini – è un uomo di grande dignità. Non dimentichiamo che poteva scegliere di fare il parlamentare. E se ha continuato a fare il sindaco è perché antepone sempre e comunque il bene della città e dei cittadini. Un uomo di grande generosità”.
Maria Letizia Riganelli
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