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Viterbo - Il sindaco Michelini nella seduta d'insediamento in consiglio comunale - Rossi eletto presidente, ma gli sono mancati 4 voti, Frittelli vice

“Risolveremo i problemi senza gettare fango sugli altri”

di Giuseppe Ferlicca
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Il sindaco Michelini e il vicesindaco Luisa Ciambella

Il sindaco Michelini e il vicesindaco Luisa Ciambella

L'ex sindaco Giulio Marini sui banchi dell'opposizione

L’ex sindaco Giulio Marini sui banchi dell’opposizione

Alvaro Ricci e Filippo Rossi

Alvaro Ricci e Filippo Rossi

Christian Scorsi e Alessandra Troncarelli

Christian Scorsi e Alessandra Troncarelli

– Se il buongiorno si vede dal mattino, quello di Leonardo Michelini è tutto da decifrare, dopo la seduta d’insediamento in consiglio comunale (fotocronaca * gallery).

Sarà tutto dialogo e condivisione come lo stesso sindaco ha tenuto a sottolineare intervenendo dopo il suo giuramento, oppure prevarrà la linea Fabbrini (Pd), che rispondendo alle critiche della minoranza sulla scelta di Filippo Rossi presidente ha tagliato corto dicendo: “La sconfitta l’avete ammessa, cercate anche nei fatti di mostrarlo, avete capito che stavolta siete all’opposizione”. Decisamente non è volato “aldo”.

Due ore di consiglio è troppo poco per capire quale sarà la linea politica. Servono i fatti e questo vale anche per la minoranza.

Che opposizione verrà fuori a palazzo dei Priori? Quella che promette Chiara Frontini, stare alle calcagna della maggioranza, tallonandola su ogni argomento, alla Santucci, che ha già cominciato a demolire la gioiosa macchina da guerra del centrosinistra, minacciando d’andare fino in Procura se saranno sottratte posizioni alla minoranza nelle commissioni?

Oppure a 5 stelle, valutando caso per caso, o con la mano tesa, come ha annunciato e non poteva essere diversamente, Giulio Marini?

O forse, come accadde per il Gabbianelli bis, l’opposizione vera sarà interna? All’epoca Gigli, oggi Quintarelli (Pd), che non ha risparmiato critiche al sindaco, a cominciare dalle decisioni prese in solitaria, alle scelte per la giunta fatte con il manuale Cencelli in mano? Cinque anni sono lunghi.

L’unico dato vero politico della prima seduta è l’elezione del presidente del consiglio e qualcosa si è visto.

Intanto che la vice Patrizia Frittelli ha preso più voti del presidente Filippo Rossi: 21 a 19. Per l’ideatore di Caffeina ci sono state quattro schede bianche, tre in più del previsto (oltre a quella di Quintarelli, preannunciata) e tutte presumibilmente dalla maggioranza, se è vero che la minoranza ha votato compatta per Gianluca De Dominicis, dieci voti.

Che Filippo Rossi non  fosse gradito a tutti nella coalizione di Michelini non era solo una maldicenza, quelle quattro schede bianche ne sono la prova, ma il neoeletto presidente non è uno sprovveduto e nel suo intervento iniziale è partito bene, ringraziando prima di tutti chi non lo ha votato e invitando a giudicarlo per quello che farà.

“Ringrazio di cuore prima di tutti chi non mi ha votato – dice Rossi -. Vi chiedo solo di giudicarmi per quello che farò, ho studiato e studierò per questo ruolo importante per la città”.

Altre uscite sono da derubricare a noia, come quella di Goffredo Taborri, quando interviene contro Santucci per intimargli di non dare consigli alla maggioranza: “Non ci venga a dire come si fanno gli accordi, lei li ha fatti ben altri cinque anni fa in provincia”. Già, cinque anni fa, ma forse sono tre. In ogni caso, in che partito militava Taborri all’epoca? Visti tutti i passaggi, forse nemmeno lui se lo ricorda.

Alla prima seduta, ufficializzati i capigruppo: Claudio Ubertini (Pdl), Maurizio Tofani (Oltre le Mura), Francesco Serra (Pd), vice Aldo Fabbrini, Luigi Maria Buzzi (Fratelli d’Italia), Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo). Tutti gli altri, sono monogruppi.

Dal canto suo Leonardo Michelini dopo il giuramento, prova a fare da paciere: “Questo consiglio dovrà affrontare temi importanti, dall’occupazione all’assetto del territorio a problemi di natura finanziaria. Li risolveremo senza gettare fango su altri – continua Michelini – dobbiamo guardare avanti.

Dividiamoci come maggioranza e opposizione su problemi essenziali e importanti. Il sostegno elettorale ottenuto ci deve dare grossa responsabilità nelle scelte. Ci sono aspettative grandi dai cittadini, una scommessa che dobbiamo fare e che non vorremmo fare da soli, trovando soluzioni trasversali e che interessino tutto il consiglio comunale”.

Santucci lo incalza sul patto con il presidente Zingaretti, se ne parlerà. La sala è gremita come non si vedeva da anni, curiosi e politici venuti a vedere com’è il centrosinistra sui banchi della maggioranza.

Ci sono pure alcuni lavoratori di Esattorie, che provano a esporre un cartello, ma sono fermati dal presidente. Le regole non consentono eccezioni. Se ne fa una, comunque.

Pur essendo una seduta ufficiale, dedicata solo all’insediamento, si parla comunque del problema e Michelini s’impegna con il presidente Rossi a convocare una seduta di consiglio straordinaria sull’argomento, dopo venerdì, quando è in programma un vertice in prefettura, ma invita a non strumentalizzare i lavoratori che rischiano di perdere il posto.

Quindi dal consiglio la proposta di poter svolgere consigli comunali nelle frazioni, in attesa di riprendere il progetto dei municipi e un vecchio cavallo di battaglia d’Insogna: rifare il sito internet del comune e predisporre, come chiesto da De Dominicis le dirette delle sedute.

Una ventina i consiglieri al loro debutto su un totale di trentadue, insieme a ritorni, il più atteso dei quali, quello dell’ex sindaco Giulio Marini. A suo agio nei banchi fra Sberna e Ubertini. La più defilata è Chiara Frontini (Viterbo 2020) in ultima fila. Per caso o forse perché vicino all’uscita, Paolo Moricoli (Sel) si è seduto allo stesso posto occupato dal suo collega di partito fino a poco tempo fa, Mauro Innocenzi.

La seduta è stata aperta da Francesco Serra, prima di cedere il posto a Rossi, mentre la sala ha visto i consiglieri mantenere gli stessi posti della precedente amministrazione: a sinistra del sindaco il centrosinistra e a destra il centrodestra.

Come con Marini, solo che dove c’era la maggioranza oggi c’è l’opposizione e viceversa.

Unico caso in cui cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia.

Giuseppe Ferlicca

 


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26 giugno, 2013

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