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Viterbo - Il direttore dell'ente: "E' decaduta, ma non se ne vuole andare" - La presidente ha chiamato i militari, poi è andata in Procura per denunciare

Ater, scontro Gigli – Grassini, arrivano i carabinieri…

di Giuseppe Ferlicca
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Ugo Gigli e Gabriela Grassini

Ugo Gigli e Gabriela Grassini

I carabinieri escono dall'Ater

I carabinieri escono dall’Ater

I carabinieri escono dall'Ater

I carabinieri escono dall’Ater

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I carabinieri fuori dalla sede dell'Ater
I carabinieri fuori dalla sede dell'Ater

I carabinieri fuori dalla sede dell’Ater

La Grassini entra nel palazzo di giustizia

La Grassini entra nel palazzo di giustizia

Il presidente dell'Ater Maria Gabriela Grassini

Il presidente dell’Ater Maria Gabriela Grassini

La Grassini fuori dal palazzo di giustizia

La Grassini fuori dal palazzo di giustizia

Il presidente dell'Ater Maria Gabriela Grassini

Il presidente dell’Ater Maria Gabriela Grassini

– Guerra all’Ater, ultimo atto. Forse.

Stamani alla sede in via Garbini sono arrivati pure i carabinieri (fotocronaca), chiamati dalla presidente Gabriela Grassini. In risposta al direttore Ugo Gigli che era andato nel suo ufficio insieme ad altri responsabili dell’ente a farle presente che ormai non aveva più titolo per restarci.

Il motivo è semplice: il consiglio d’amministrazione e quindi il presidente sono decaduti. “La legge parla chiaro – osserva Gigli – entro 45 giorni dalla scadenza, se non rinnovati, gli organi decadono.

Una tesi avvalorata anche dal collegio sindacale, organo di controllo che non fa parte dell’Ater.

Quindi già dal nove maggio erano decaduti, tanto il cda quanto la presidenza. La signora Grassini si era appellata allo statuto degli organi dipendenti dalla Regione, per i quali il termine per la decadenza è di novanta giorni, ma noi non siamo un ente dipendente dalla Regione, facciamo un servizio e per questo veniamo pagati.

Tuttavia ho aspettato che scadesse pure questo termine e stamani insieme ad altri colleghi sono andato a comunicarle che anche se fosse valida la tesi dei novanta giorni, pure questi sono scaduti. Ieri.

Pertanto l’ho invitata a lasciare l’ufficio, cellulare e chiavi che utilizza ormai in modo indebito”.

Da Gabriela Grassini non è stato esattamente accolto a braccia aperte: “Mi ha detto – ricorda Gigli – che non se ne andava, anzi mi ha detto che io non sono nessuno e che aveva chiamato i carabinieri”.

Addirittura? “Certo – insiste Gigli – testuale, lì eravamo una decina, mica io da solo. Ho ribadito d’avere fatto solo il mio dovere. Poi ovviamente io mica la posso prendere per un braccio e farla uscire. Ci mancherebbe altro.

Mi ha detto che qualcuno avrebbe toccato le sue cose. Due calendari e una penna in una scatola nel suo ufficio.

Le ho fatto notare che sono il legale rappresentante dell’ente, ho fatto solo il mio dovere. Tra l’altro cinque consiglieri su sei si sono dimessi da almeno due settimane”. Enrico Valentini, Giulia Arcangeli. Mario Ricci, Reno Pannucci, Domenico Saviotti hanno rassegnato le loro dimissioni. Ne è rimasto in carica uno soltanto e la presidente.

“Presidente che aveva ritenuto irrituali le dimissioni a maggio date dai consiglieri tutti insieme – continua Gigli – e che i diretti interessati hanno confermato poi singolarmente, ma lei ha continuato a convocare i consigli, quattro in tutto.

Vi ha partecipato solo lei, con il rimanente consigliere Tammetta di Valmontone.

Gli altri consiglieri si sono chiesti: che ci convoca a fare visto che siamo dimissionari? Lo ha fatto lo stesso. E sono andati deserti”.

I carabinieri all’ente stamani sono arrivati, ma con Ugo Gigli non hanno parlato. Si sono invece occupati di pratiche relative all’Ater, una denuncia per un’occupazione, poi hanno parlato con Gabriela Grassini prima che se ne andasse, intenzionata a presentare denuncia in Procura, sembrerebbe perché l’Ater non ha approvato il bilancio entro il 30 aprile, con il cda che si è dimesso.

“Dal nove maggio non sono più in carica – ricorda Gigli – ce lo ricordano pure gli organi sindacali e quindi consiglieri e presidente non devono percepire più compensi.

Gabriela Grassini viene da San Lorenzo Nuovo e prende ogni giorno circa settanta euro di trasferta oltre allo stipendio di 2800 euro al mese, con le trasferte si superano i quattromila euro, mentre un consigliere prende 1200 euro.

Ovviamente la parte eccedente il nove maggio e che la Regione ha liquidato, ho chiesto che venga restituita dai consiglieri e dal presidente”.

Il direttore Ater ha tenuto in questi giorni un profilo basso: “Potevo sollevare il problema – ricorda Gigli – vedendo convocare consigli d’amministrazione che sarebbero andati deserti. Le ho scritto che così facendo avrebbe creato un danno all’ente, per le spese, sarebbe opportuno non farlo.

Per noi la legge parla chiaro, dopo 45 giorni gli organi decadono.

E’ voluta arrivare a novanta giorni, ma novanta giorni erano ieri e oggi vuole ancora stare qui?

Le cose che non hanno logica non me le spiego. Vuole fare un dispetto a chi?

L’avvocato mi ha consigliato di toglierle le chiavi e non farla entrare. Ma è davvero antipatico arrivare a questo, mi vedrò costretto a cambiare la serratura del suo ufficio.

Io preferisco sempre far rimanere tutte le situazioni in un ambito di comportamento civile, ma qui stiamo andando oltre”.

Giuseppe Ferlicca


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24 giugno, 2013

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