![]() Chiara Frontini |
Riceviamo e pubblichiamo – L’ordinanza ammazza-estate: stessi vizi del passato, stessa inefficienza nel presente, stessa mancanza di programmazione per il futuro.
Ogni estate con l’aumentare della temperatura arriva puntualmente l’ordinanza del sindaco che proibisce la somministrazione e il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nel centro storico dopo la mezzanotte. Poco importa il colore politico dell’amministrazione: l’ordinanza emessa dal sindaco Michelini lo scorso 28 giugno risulta essere identica a quella già firmata, negli anni passati, dal sindaco Marini.
Ogni anno, l’ordinanza risulta motivata dalla “contingibilità del fenomeno” e “dall’urgenza di provvedere”. Per questo, senza rivangare il passato, invitiamo l’amministrazione a fare una riflessione.
Siamo certi di poter affermare che un provvedimento restrittivo come quello emesso non affronti in maniera definitiva e a lungo termine il problema relativo a una corretta educazione alimentare e alla lotta alla dipendenza dall’alcol, ma si limiti a tamponarne gli effetti, peraltro in maniera scarsamente efficace.
Un’ordinanza che non argina l’alcolismo e gli schiamazzi notturni, e che al contrario intacca il sistema economico del centro. Rendere impossibile la somministrazione se non nelle superfici di pertinenza del locale penalizza i bar del centro storico, che risultano essere per la maggior parte di piccole dimensioni, quindi non adatti alla somministrazione interna al locale. In un periodo di crisi economica, adottare un provvedimento che avvantaggia i centri commerciali e i discount dove i giovani si recano in alternativa per acquistare gli alcolici e i grandi locali notturni (es: discoteche) non ci sembra il modo migliore per sostenere gli esercenti.
Sarebbe di certo più utile ed efficace intraprendere iniziative di ampio spettro e lungimiranza per arginare i comportamenti molesti legati all’abuso di alcol da parte dei giovani, magari varando massive campagne di informazione e prevenzione. Per non parlare delle multe: la sanzione pecuniaria è di certo meno educativa rispetto all’obbligo di svolgere un numero di ore di servizi sociali utili alla comunità cittadina.
E ancora: focalizzare l’attenzione sugli esercenti che somministrano alcolici ai minorenni. Qui sì, controllare che vengano applicate le sanzioni pecuniarie previste dalla legge italiana.
Al fine di affrontare una volta per tutte il problema, proponiamo l’istituzione di un tavolo di concertazione permanente tra le associazioni di rappresentanza degli esercenti, i giovani e i residenti al fine di contemperare le esigenze di una città viva e dinamica, a misura di giovane, con quelle dei residenti del centro storico. In poche parole, partecipazione e confronto come buone prassi di amministrazione.
Chiara Frontini
Consigliere comunale
Viterbo venti venti
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