– A via Saffi qualcuno scalpita. E alza la voce.
Piero Camilli, presidente del consiglio provinciale, già di indole non doma, quando ha capito che in Provincia bisognava fare un rimpasto, ha subito chiarito la sua posizione. Perché l’idea che Palazzo Gentili sia una sorta di ufficio di collocamento, al presidente, proprio non va giù.
“La cosa è chiara: o si cambia o me ne vado”, tuona Camilli.
L’aut aut del presidente del consiglio è preciso: “Non hanno ancora capito che serve gente con delle specificità, gente che sappia dare qualcosa alla provincia. Far lavorare per davvero, per questo va azzerato tutto e ricostruito. Non si può solo pensare di mettere questo al posto di quello. Perché se deve essere così è meglio andare a casa. Stiamo dando una pessima immagine della provincia”.
Azzerare tutto, questa la formula magica di Piero Camilli. Un concetto che al presidente della provincia Marcello Meroi, in questi ultimi giorni, deve essere stato ripetuto diverse volte.
Tutto nasce dall’avvicendamento tanto annunciato tra Gianmaria Santucci e Paolo Barbieri. Avvicendamento voluto tutto in seno all’Udc, che però porterà anche a un rimpasto di deleghe tra gli assessori. E stando alla volontà di Camilli dovrà essere piuttosto sostanzioso.
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