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Viterbo - Paolo Candy, direttore dell'osservatorio astronomico dei Monti Cimini racconta il passaggio dell'astronauta

Parmitano terranauta in orbita

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L'italiano Parmitano in orbita

L’italiano Parmitano in orbita

L'italiano Parmitano in orbita

L’italiano Parmitano in orbita

– La Soyuz aggancia la stazione spaziale. L’italiano Parmitano passeggia sopra l’atmosfera.

Sono tanti anni ormai che queste minuscole capsule vanno su e giù dalla superficie del globo terrestre alla Iis a circa 380 km sospesi sopra l’atmosfera, fiondati a 35.000 km/h per 20 giri intorno al mondo in 1 giorno!

Oltre il guinness, direi che siamo all’evidenza che i nostri umani altro non sono che “terranauti” e non “astronauti”.

Solo una quarantina i veri “uomini dello spazio”, i quali hanno solcato la distanza tra la Terra e la Luna, separandosi da tutto quello che consideriamo terrestre (campo gravitazionale, campo magnetico).

Loro, 50 anni or sono, con le missioni Apollo 8-17, e solo loro, sono stati navigatori spaziali!

L’ultimo a lasciare l’esistenza: Armstrong, il primo uomo sulla Luna! Poi? L’oblio! L’uomo è ancorato qui, sulla Terra: è qui la sua odissea nello spazio!

E’ qui e solo qui che si gioca la nostra sfida per la sopravvivenza nello spazio!

Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico dei Monti Cimini


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12 luglio, 2013

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