– Al servizio di ristorazione e mensa della Ausl di Viterbo, attivo presso il complesso ospedaliero di Belcolle, torna la cottura in loco dei vitti destinati ai pazienti, ai dipendenti e ai bambini dell’asilo nido.
È quanto prevede la gara regionale che è stata espletata nei mesi scorsi e che si è conclusa con l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) costituito dalla ditta Vivenda e dalla cooperativa Solidarietà e lavoro.
A Belcolle il passaggio delle consegne tra la Innova, la precedente azienda aggiudicataria, e la RTI è avvenuto mercoledì 31 luglio, alle 21. La Ausl di Viterbo ha partecipato a queste operazioni con alcuni servizi preposti al fine di verificare che tutti i locali adibiti a cucina venissero liberati dalle attrezzature e dai materiali precedentemente utilizzati e che fossero idoneamente igienizzati.
Del nuovo servizio aziendale di mensa e di ristorazione se ne è parlato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del commissario straordinario della Ausl di Viterbo Luigi Macchitella, del direttore sanitario Patrizia Chierchini, del direttore dell’E-procurement Andrea Bianchini e del direttore sanitario di Belcolle Giuseppe Cimarello.
Cosa cambia
Non appena la RTI entrerà a pieno regime, sarà definitivamente interrotta la somministrazione di pasti precotti a Belcolle, soluzione alla quale si era giunti a seguito delle disposizioni legislative legate alla spending review e che aveva comportato numerose criticità in merito alla qualità del servizio erogato. La gara aggiudicata, infatti, prevede che nel complesso ospedaliero del capoluogo venga riattivata la cucina centralizzata con la preparazione in loco di tutti i vitti in regime di legame fresco caldo.
Vale a dire: cibi preparati e subito somministrati. Per i presidi periferici, invece, le procedure contemplano l’abbattimento della temperatura, il trasporto, la riattivazione e la somministrazione, ritornando, di fatto, a quella che era la situazione operativa precedente alla rimodulazione della mensa. Ovviamente, il fatto che i vitti vengano preparati a Belcolle consente alla Ausl di Viterbo di effettuare i dovuti controlli qualitativi e quantitativi al fine di garantire gli stessi standard in tutti i presidi aziendali. Ogni mese verranno preparati 13mila pasti per tutte le strutture ospedaliere della Ausl.
La fase transitoria
Prima di entrare a regime con la cottura e la somministrazione in loco dei vitti, è previsto un periodo transitorio necessario per la fornitura e l’istallazione delle nuove apparecchiature, a carico della ditta appaltatrice. Per tali operazioni è stato previsto un periodo di tre mesi, ma la Ausl di Viterbo sta adottando tutte le misure, per quanto nella propria possibilità, al fine di anticipare i tempi e di garantire un servizio ottimale e in linea con le aspettative dei pazienti e dei dipendenti.
Nella fase transitoria sono stati contemplati due step. Nel corso del primo, dalla durata di cinque giorni, necessari per l’istallazione delle apposite attrezzature per il lavaggio della porcellaneria, i vitti sono stati somministrati con materiale monouso; durante il successivo, vale a dire già da oggi, torneranno ad essere utilizzati i materiali in ceramica.
Il personale
Le 37 unità di personale a carico della ditta Innova sono state riassorbite dalla RTI composta da Vivenda e dalla cooperativa Solidarietà e lavoro aggiudicataria del bando regionale per il servizio di ristorazione e mensa. Questo importante risultato è stato raggiunto al termine di un tavolo di confronto a cui hanno partecipato la Ausl di Viterbo, la RTI e le organizzazioni sindacali.
“Riattivare la cottura il loco dei pasti a Belcolle, mantenendo i livelli occupazionali precedenti – commenta il commissario straordinario della Ausl di Viterbo, Luigi Macchitella – è per tutta la direzione generale motivo di grande soddisfazione. Ripartiamo, dunque, con un’attività ospedaliera tra le più fondamentali da un punto di vista dell’umanizzazione, dell’accoglienza e dello stesso aspetto terapeutico. È un fatto estremamente positivo. Determinante è stata anche la procedura di gara centralizzata messa in atto dalla Regione Lazio che ha comportato degli indubbi vantaggi in merito alla qualità e al costo del servizio”.
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