– Armati. Organizzati. Veloci. Capaci di arraffare 50mila euro in due minuti. Ma dentro la gioielleria hanno trovato i carabinieri ad aspettarli (fotocronaca – video).
Erano professionisti della rapina gli autori del colpo sventato al Mercatone Uno di Monterosi. Tutti con precedenti analoghi. “Un’organizzazione quasi militare”, secondo il tenente Umberto Filetto che, con i suoi uomini del Nucleo operativo radiomobile di Civita Castellana ha impedito ai rapinatori di sparare e scappare.
In tre sono finiti in manette per rapina aggravata dall’uso delle armi: il 27enne romeno E.I.C e i due italiani di 44 e 27 anni, F.C. e M.E.. Quest’ultimo tuttora sotto sorveglianza speciale.
Pistole in pugno e col colpo in canna, hanno fatto irruzione nella gioielleria del Mercatone Uno il 9 agosto. Hanno impiegato appena due minuti e venti secondi per minacciare le commesse e infilare i gioielli nei sacchi. Ma i carabinieri sono stati più veloci.
“Li tenevamo d’occhio da più di una settimana – dichiara il tenente Filetto -. Avevano già messo a segno due rapine, sempre al Mercatone Uno. Una a Roma il 30 luglio, l’altra a Capena il 2 agosto. Colpivano di martedì e venerdì. Sempre nel tardo pomeriggio e in punti vendita posti su vie di fuga agevolate”. Proprio come il centro commerciale sulla Cassia.
E’ nata così l’operazione “Mercato di Ferragosto”. I carabinieri hanno capito subito che il Mercatone di Monterosi era nel mirino dei rapinatori. Una meta raggiungibile in un quarto d’ora, da Torbella Monaca col maxi scooter, e che assicurava una fuga altrettanto rapida. Un piano perfetto, se non fosse stato per l’intuito e la prontezza dei militari, che si sono fatti trovare in borghese già dentro il negozio. Pronti a bloccare i malviventi.
“Il negozio era pieno di gente – spiega il tenente Filetto -. C’erano famiglie con bambini. Uno dei tre ha puntato la pistola contro il maresciallo Della Corte. Si poteva correre il rischio di una sparatoria, ma i miei uomini lo hanno sventato, grazie alla loro esperienza e preparazione”. In dieci secondi i rapinatori sono stati atterrati e disarmati.
Erano attrezzati di tutto punto: due maxi scooter per raggiungere la meta; caschi integrali per coprire il volto; guanti ricoperti di colla per non lasciare impronte; sacche in cui riporre la refurtiva. E, ovviamente, pistole cariche. Pronte a sparare.
Il sospetto è che i tre non abbiano agito da soli e che avessero anche un’automobile di copertura. Le indagini continuano per identificare eventuali complici.
Ai militari del Norm di Civita Castellana che hanno partecipato all’operazione, il comando generale dei carabinieri ha corrisposto un premio in denaro.
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