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Fabrica di Roma - Un uomo e una donna di 37 anni ai domiciliari nell'ambito dell'operazione operazione Chicken avviata dai carabinieri della compagnia di Ronciglione - Denunciato anche un 32enne

Lotta allo spaccio, due arresti

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Una pianta sequestrata

Una pianta sequestrata 

Il materiale sequestrato

Il materiale sequestrato 

Il materiale sequestrato

Il materiale sequestrato 

– Lotta allo spaccio, due arresti.

I carabinieri della compagnia di Ronciglione hanno arrestato a Fabrica di Roma, in collaborazione con militari della stazione locale, su ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa da Procura di Viterbo per traffico di sostanze stupefacenti in concorso, C.T. di anni 37, pregiudicata, e M.E. di anni 37, commerciante, entrambi di Fabrica di Roma.

Nello stesso contesto, dopo la perquisizione a casa è stato denunciato M.E. classe 1981, sempre di Fabrica di Roma, perché trovato in possesso di 0,5 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento della sostanza stupefacente.

Gli arresti sono stati eseguiti come corollario dell’operazione “chicken” iniziata nel 2011 e terminata nel luglio 2013.

Dopo due anni di indagini, i carabinieri misero in luce in seguito a perquisizioni, pedinamenti e intercettazioni un vasto giro di droga che arrivava fino a Roma.

Sei le persone all’epoca arrestate tra Carbognano, Fabrica di Roma e Caprarola, spacciatori che guadagnavano più di 12mila euro a settimana rifornendo il mercato di eroina, pura al 90%, e marijuana. Nella circostanza i militari hanno smascherato anche due grossisti di Roma che nell’arco di ogni settimana riuscivano a piazzare più di un etto di cocaina alla propria clientela.

Ma queste persone non si sarebbero fermate allo spaccio di droga, in alcuni casi avrebbero allargato la loro attività all’usura. Un commerciante che si era fidato di uno di loro per un prestito di circa 60mila euro nel giro di un mese aveva visto raddoppiare la cifra a 120mila euro e doveva pagare almeno cinquemila euro a settimana per un debito che non si sarebbe mai potuto estinguere.

Gli arrestati dopo le formalità di rito venivano sottoposti agli arresti domiciliari nelle loro case.


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24 settembre, 2013

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