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Viterbo - Affidamento fino al 31 dicembre della riscossione coattiva di multe e tributi - Il vice sindaco Luisa Ciambella difende la scelta

“Non c’erano alternative a Equitalia”

Michelini e Ciambella

Michelini e Ciambella

(g.f.) – “Non c’erano alternative a Equitalia”.

Dopo avere tolto il servizio riscossione tributi a Esattorie, con quattro milioni di euro che non si sa ancora bene quando e come il comune potrà riavere e un esposto in Procura, oggi il consiglio comunale deve dare il via libera alla società per riscuotere il coattivo, ovvero quei tributi non versati in forma spontanea dai cittadini.

E il vice sindaco Luisa Ciambella chiarisce i contorni dell’operazione. “Era l’unico modo che avevamo per mettere una pezza a una situazione gravissima che abbiamo ereditato – spiega l’assessora al Bilancio Ciambella – il coattivo va riscosso, altrimenti decade, perciò avremmo un ammanco e quindi un danno patrimoniale.

Decaduta Esattorie da questo ruolo, stante l’urgenza, abbiamo scelto per procedere alla riscossione, il sistema di messa a ruolo dei crediti vantati, che a oggi fornisce maggiori garanzie.

Per legge, l’unica società che lo gestisce è la concessionaria di Stato. Non è stata una scelta arbitraria, ma l’unica possibile. Perché ci garantisce il recupero delle partite in scadenza entro il 31 dicembre, che diversamente non avremmo recuperato. In tre mesi e mezzo di tempo.

E non è che la società ci guadagni chissà cosa, l’aggio è stabilito per legge ed è pari al 9 per cento”.

In una situazione, dove problema si somma a problema.

Dal 19 giugno Esattorie non riscuote più per il comune di Viterbo, ma prima? “Abbiamo scritto al commissario fallimentare – sottolinea il vice sindaco – per avere la certezza che fino a quella data la società abbia provveduto a notificare le cartelle in suo possesso. Noi non lo sappiamo.

Equitalia ci ha garantito che una volta accertate eventuali mancate notifiche, sarà in grado di gestirle. Altrimenti quelli sono soldi persi per il comune”.

C’è chi di Equitalia non vuol sentire parlare, non si potevano trovare altre soluzioni? “Nessuna società privata – sottolinea Ciambella – sarebbe in grado di darci le stesse garanzie, lavorando con il sistema dell’ingiunzione e non dell’iscrizione a ruolo dei crediti.

Andando a trattativa con soggetti privati, poi, potevamo incappare in una società con una situazione finanziaria simile se non peggiore di quella cui abbiamo tolto la riscossione.

Non ci sono certezze, ecco perché la sola strada, consigliata pure dai nostri legali, è stata quella di ricorrere a Equitalia.

Non per mettere noi amministratori al riparo, ma per tutelare l’amministrazione dal punto di vista patrimoniale, cosa non fatta prima”.

E i 38 lavoratori di Esattorie, ora in cassa integrazione? “Quando abbiamo cominciato la trattativa con Equitalia – ricorda il vice sindaco – abbiamo fatto presente il problema, chiedendo se fosse possibile assorbire almeno parte del personale.

Per una situazione in cui di fatto il guadagno è molto limitato e per soli tre mesi, la risposta è stata che potevano gestire il servizio con struttura e personale proprio. Abbiamo tentato una mediazione, ma il comune non ce lo dimentichiamo, partiva da una posizione di debolezza. Non c’erano i margini”.

Provvedere alla riscossione del coattivo in proprio, invece, non poteva essere un’ipotesi percorribile? “Questo servizio è stato depotenziato, mancano le professionalità, noi adesso stiamo portando avanti un lavoro, ma non si risolve tutto in pochi giorni”.

Il 31 dicembre scade l’affidamento a Equitalia, dal primo gennaio che succede? “Ce lo deve far sapere il governo. Neppure Equitalia sa di cosa si occuperà. Molto probabilmente terminerà la riscossione, occupandosi del supporto tecnico al consorzio di comuni Anci che andrà formandosi.

Ecco perché con questa scelta non arricchiamo nessuno. Si tratta di una società che va verso la dismissione della riscossione del coattivo”.

19 settembre, 2013

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